Wiko, ecco dove nascono gli smartphone low cost

Wiko, ecco dove nascono gli smartphone low cost

Marsiglia – Tante le contraddizioni di una città affascinante come Marsiglia. A fianco dei lussuosi yatch ormeggiati nel porto e ai palazzi di Le Corbusier, ci sono quartieri dove si lotta per arrivare a fine mese, il tutto in odore di Côte d’Azur. Proprio qui a pochi passi dal mare, si trova il quartier generale di Wiko, fondata nel 2011 da Laurent Dahan, dal 2017 parte della holding cinese Tinno e al momento presente in 30 paesi, con circa 200 lavoratori nella sede francese, 5.000 nel mondo e due siti di produzione.

L’azienda europea ha avuto l’intuizione di aggiungere design e confezionamento europei al made in China dominante nella telefonia e prova a modo suo a contraddire e sfidare i colossi asiatici e americani della telefonia.

Dove nasce la tecnologia

Gli uffici sono accoglienti e non convenzionali, probabilmente grazie anche al fatto che l’età media di chi lavora qui è sotto i quarant’anni. Ci aggiriamo tra schizzi a mano libera di smartphone, coloratissimi mockup, monopattini e pupazzi di Daenerys Targaryen che cavalca l’immancabile drago.

L’azienda in tutto il mondo ha cinque centri di ricerca e sviluppo. Quello di Marsiglia si occupa in particolare delle soluzioni per il mercato europeo. E altre scelte riguardanti il design, forme e materiali, prendono vita in Francia per essere destinate a tutti i mercati.

“Gli smartphone sono diventati un’estensione del nostro corpo, l’obiettivo è renderli facili da usare”, testimonia Sébastien Weber, vice responsabile design. Non solo semplici da usare però. Anche con colori e materiali in linea con la moda e le richieste del pubblico richiedono attenzione.

È una continua ricerca in termini di tinte, materiali e forme”, continua Weber. Un riferimento per capire le tendenze, anche per chi fa smartphone, è il Salone del Mobile di Milano, oltre ad altri eventi in ambito internazionale, anche se il pubblico, secondo il designer, ha una predilezione per le soluzioni non troppo estrose, ma semplici al limite della banalità.

Fascia di prezzo

In Italia Wiko domina le vendite nei prodotti inferiori ai 100 euro. Il View3, ultimo nato di fascia media, ha un costo di 179 euro, è un terminale Android Lte 4G con uno schermo da 6.26 pollici (1.520×720 pixel) e una fotocamera da 12 megapixel. Lo smartpohone ha stupito per la praticità del design (spessore di 8,2 mm) e l’efficenza del grandangolo (13 megapixel). Altre caratteristiche del View3, come notch, processore Mediatek e la ricarica tramite MicroUsb non sono le soluzioni migliori disponibili sul mercato, ma un compromesso necessario al brand considerato il prezzo competitivo.

Non facciamo innovazione, non siamo i primi ad arrivare con una novità tech nel settore, sarebbe troppo costoso e complesso”, racconta Olivier Simon, direttore tecnico globale di Wiko: “La nostra idea è rendere democratica la tecnologia”.

La direttiva è interpretare in chiave europea per design ed esigenze prodotti e soluzioni realizzati da altri, a scapito di perdere qualcosa in termini di originalità, ma guadagnando in stile e riuscendo comunque a mantenere prezzi più che accessibili. Una scelta che funziona visto che Wiko, fresca di restyling del logo, si posiziona al quarto posto nella classifica di vendita delle aziende di smartphone in Europa occidentale.

Arriva il 5G

Stiamo lavorando da due anni al 5G”, spiega Simon: “Il primo modello sarà disponibile nel corso del 2020, il nostro lavoro in questo caso va in due direzioni: gestire nuove frequenze di banda e la copertura indoor”.

È stabile la collaborazione con Google, soprattutto per quanto riguarda lenti e schermi per realizzare la migliore camera per social e foto panoramiche, esigenze primarie per gli under 25, pubblico di riferimento per il brand. A completare il quadro, durante il mese di luglio arriverà lo store sul sito aziendale.

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