Verso la Milano Digital Week 2021, Valentina Rizzi e il digitale che non lascia indietro nessuno

Verso la Milano Digital Week 2021, Valentina Rizzi e il digitale che non lascia indietro nessuno

Valentina Rizzi è project manager e responsabile dei temi di cittadinanza mondiale ed educazione di Acra, organizzazione non governativa milanese che da 50 anni lavora per garantire il diritto d’accesso a cibo, acqua, educazione, energia e per la protezione dell’ambiente in dodici paesi al mondo. Sarà anche lei una delle protagoniste della prossima Milano Digital Week 2021, un palinsesto di panel e interventi virtuali focalizzati su innovazione, tecnologia e sostenibilità che si svolgerà dal 17 al 21 marzo prossimi (tutte le info sul sito ufficiale).

Rizzi racconterà appunto come le nuove tecnologie e le opportunità del digitale hanno modificato in meglio alcuni processi all’interno delle attività del terzo settore, ma soprattutto come possano essere strumenti per superare le contraddizioni e le disuguaglianze esacerbate proprio da uno sviluppo al cui passo non riescono a stare tutte le regioni del mondo. L’abbiamo intervistata per conoscere alcune delle questioni di cui si occupa.

Fra smart working, tracciamenti e flusso continuo di notizie, l’anno del coronavirus è stato anche l’anno di una potente accelerazione digitale: quali sono stati i cambiamenti più rilevanti nel mondo della cooperazione e della solidarietà?

“L’emergenza Covid nel marzo dell’anno scorso ha spinto tutti noi operatori in Italia e nei paesi in Africa, America Latina e Asia a ripensare il nostro lavoro per proseguire gli interventi al fianco delle persone più vulnerabili, mettendo sempre al centro la garanzia della salute di tutti nel rispetto delle normative vigenti. Per esempio in paesi come l’Italia e il Ciad, dove sin dalla nostra nascita noi di Acra ci occupiamo di educazione, ci siamo attivati subito per sostenere la scuola, i docenti e gli studenti, con donazioni di pc o progetti di formazione a distanza (in Ciad attraverso la radio, che è il mezzo di comunicazione più diffuso nel paese)”.

I cambiamenti digitali in corso vi saranno dunque utili a lungo termine?

“Il digitale, ma soprattutto le nuove tecnologie, che fin da prima della pandemia utilizzavamo nei progetti, si sono mostrati un validissimo strumento per rendere i nostri interventi più efficaci, riducendo spesso i costi e favorendo la partecipazione dei cittadini e la diffusione e utilizzo dei dati: penso all’utilizzo di Arduino per la costruzione di essiccatoi per il riso in Burkina Faso o OpenStreetmap per la pianificazione territoriale in Ciad o ancora all’utilizzo delle tecnologie Gis di geolocalizzazione territoriale per la mappatura dei progetti di accesso idrico in Senegal”.

È chiaro che la pandemia ha evidenziato più di molti altri fenomeni le disuguaglianze nella nostra società e nel mondo: si può essere ancora fiduciosi in un futuro più equo?

“Moltissime persone restano ancora escluse da ciò che il digitale può offrire sia in Italia sia in tanti paesi del mondo, e che l’assenza di una rete elettrica, di un computer o di una connessione in molti contesti può fare la differenza tra un diritto garantito o negato. Per questo, noi di Acra continuiamo ad operare per garantire i diritti di tutti e in particolare riaffermare il diritto all’educazioni per tutti, in presenza o a distanza, ovunque. Se da un lato la pandemia ha mostrato delle potenzialità, dall’altro è innegabile che ha esacerbato  le diseguaglianze, spingendo persone che già erano in situazione di vulnerabilità in condizioni più precarie. A maggior ragione oggi siamo ancora più consapevoli che le grandi sfide delle nostre società, ben riassunte nell’Agenda 2030 di Sviluppo Sostenibile, non siano esclusivo compito di chi ci governa, ma una responsabilità di ogni cittadino”.

La Digital Week di quest’anno si concentrerà appunto su equità e sostenibilità: quali strumenti innovativi abbiamo a disposizioni per raggiungere questi risultati?

“L’esperienza della pandemia ha insegnato a tutti noi quanto l’azione del singolo sia importante, non solo per la salute e il benessere di sé ma dell’intera collettività. Abbiamo imparato che il comportamento responsabile di ognuno di noi può fare la differenza nella lotta contro Covid-19. Pensiamo al tema della fame del mondo o l’accesso al cibo sano e sostenibile: ognuno di noi, in quanto consumatore, può conoscere da dove viene e come viene prodotto e scegliere ciò che viene prodotto rispettando i diritti degli agricoltori e nel rispetto dell’ambiente compiendo un atto di cittadinanza attiva. Il digitale offre tantissime soluzioni e opportunità per conoscere, per esempio, le filiere produttive, per entrare in contatto con produttori locali che rispettano persone e ambiente, per avere accesso a questi prodotti attraverso i servizi di consegna a domicilio. Questo è solo un piccolo esempio, di ciò che il singolo cittadino può fare per contribuire a costruire una società più equa e sostenibile, ma le opportunità sono moltissime”.

Valentina Rizzi sarà tra i protagonisti della nuova edizione di Milano Digital Week, Città equa e solidale, in programma dal 17 al 21 marzo 2021.

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