Un’intelligenza artificiale per prevedere il futuro: ecco cosa cercano le aziende

Un’intelligenza artificiale per prevedere il futuro: ecco cosa cercano le aziende

Jim Goodnight all'Analytics Experience di Milano (foto ufficio stampa)
Jim Goodnight all’Analytics Experience di Milano (foto ufficio stampa)

“Negli anni Sessanta, quando ho iniziato a lavorare, i primi computer eseguivano 300 istruzioni al secondo e pensavo fosse impressionante. Oggi ne processano tre miliardi. Allora, avevano una memoria di 8kbyte, oggi invece diversi terabyte. Diventano sempre più potenti anno dopo anno e la computer vision sarà il prossimo passo di questa evoluzione, insieme alla tecnologia ‘vision to text – text to vision’ e all’analitica predittiva: ecco i tre pilastri dell’artificial intelligence oggi”. Se lo dice Jim Goodnight, 76 anni, fondatore con John Sall nel 1976 di Sas Institute, leader mondiale nel data analytics con una quota di mercato del 27.7%, colosso da 3,27 miliardi di dollari di ricavi (2018) e 14mila dipendenti nel mondo, c’è da crederci.

“Stiamo investendo un miliardo di dollari in tre anni in questi tre ambiti – spiega Goodnight – “Oltre alle nuove soluzioni computer vision svilupperemo nuove chatbox e strumenti di tecnologia predittiva. Il mondo del business ci chiede: chi sarà il mio prossimo cliente, chi potrebbe tentare di farmi una frode, a chi posso fare un prestito? L’intelligenza artificiale si serve di modelli per farci prendere decisioni ed è proprio questo l’uso più intenso dell’Ai oltre al natural language generation e alla computer vision”.

Big data (Getty Images)
Big data (Getty Images)

Applicazioni business

Controllo frodi, fintech, customer experience e gestione aziendale: alcune delle applicazioni più recenti e innovative di intelligenza artificiale, data management e analytics software sono state presentate nel corso del recente Analytics Experience a Milano. La compagnia britannica di assicurazioni Admiral, per esempio, ha sviluppato portali online che eliminano i report compilati a mano, risparmiando tempo, risorse e individuando molte più frodi. Le dichiarazioni false di sinistro sono aumentate infatti del 27% nel Regno Unito con un incremento del 45% nel settore auto/moto nel 2018. La nuova organizzazione del lavoro ha consentito un profitto di oltre 31 milioni nell’ultimo anno, inclusi i 6 milioni di risparmi sulle dichiarazioni fraudolente.

La startup italiana Yolo, alimentata dal machine learning, è in grado di personalizzare un’offerta di polizza temporanea, senza alcun tempo di attesa. Il sistema fornisce accesso on demand a polizze per viaggi, prodotti, salute e animali domestici, tutto online. “La nostra piattaforma è in grado di processare una richiesta per assicurare la vacanza o lo smartphone usando tutti i dati disponibili in tempo reale, permettendo ai nostri partner finanziari o corporate di fornire ai loro clienti un’esperienza dinamica e mobile”, spiega il fondatore Gianluca De Cobelli.

Anche nel settore del commercio il rapporto con il cliente, avviato magari con un digital device (online, mobile, eccetera) sarà gestito e completato in due casi su tre (67%) dall’intelligenza artificiale, entro il 2030. Gli investimenti dei brand, secondo un’indagine di Futurum Research promossa da Sas, riguardano assistenti vocali Ai per migliorare la relazione con il cliente (62%) o come supporto alla vendita (58%). Il 54% delle aziende investe in realtà aumentata e virtuale per permettere ai clienti di visualizzare il look o l’uso di un prodotto o servizio da remoto (abbigliamento, arredo, viaggi). Il 53% dei brand acquista strumenti Ar/Vr per migliorare l’uso del prodotto.

“Grazie alla visione Ai, computer e robot del prossimo futuro saranno assistenti sempre più fedeli nel controllo qualità per le linee di produzione, nel manifatturiero e nel settore medico. Esistono dispositivi che fotografando l’occhio individuano malattie della retina che sono spie del diabete. Ogni esame però dovrà essere sempre analizzato da un esperto. Per questo, l’intelligenza artificiale, la computer vision e i voic ebot non sostituiranno mai il lavoro dell’uomo– rassicura Goodnight – “Alla base ci sono un input, un output e un modello che continua a rifinirsi con l’uso, tutto qua. Se c’è una cosa che l’Ai non può fare è pensare”.

Intelligenza artificiale. Foto di <a href="https://pixabay.com/it/users/geralt-9301/?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=3382507">Gerd Altmann</a> da <a href="https://pixabay.com/it/?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=3382507">Pixabay</a>
Intelligenza artificiale. Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Ricerca e aggiornamento

Nel 2018 Sas ha speso il 26% dei ricavi totali in ricerca e sviluppo. Nel settore Ai, in cui è seconda come quota di mercato, la crescita dei ricavi è stata del 104,6% nel corso del 2018, a un tasso tre volte più alto del mercato generale, secondo il report dell’International Data Corporation. Nell’ultimo trimestre del 2019 Sas distribuirà l’ultima versione della piattaforma Viya e a novembre toccherà a Open Model Manager, basato su tecnologia open source per “democratizzare l’intelligenza artificiale dell’ultimo miglio”. Infine, la casa di Raleigh (North Carolina) ha appena esteso la collaborazione con Red Hat per realizzare “la migliore piattaforma di analytics su cloud ibrido”, che permetta di scalare e gestire carichi di dati e di accedere alle risorse da ogni luogo.

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