Un po’ di cose sul Verbano-Cusio-Ossola, trionfatore di ItaliaGuerraBot

Un po’ di cose sul Verbano-Cusio-Ossola, trionfatore di ItaliaGuerraBot

La guerra è finita e siamo tutti sotto il dominio della provincia del Verbano-Cusio-Ossola. Se siete qui, probabilmente, sapete di cosa stiamo parlando; se invece non ne avete idea, no, non siamo impazziti. Nelle scorse ore si è chiuso infatti ItaliaGuerraBot 2020, un gioco creato dall’omonima pagina Facebook che si è immaginato una guerra tra le 110 province italiane alla conquista dello Stivale. Quella di Verbano-Cusio-Ossola è risultata vincitrice.

Nonostante il gioco si svolgesse in automatico grazie a un algoritmo, quindi senza alcuna interazione degli utenti – tanto che a molti non è neppure chiaro il criterio con cui una provincia prevalesse sull’altra – l’attenzione verso il fenomeno è cresciuta sempre più con il passare dei giorni.

Ma ora che la guerra è finita, la prima domanda che sorge spontanea è dove diamine sia la provincia di Verbano-Cusio-Ossola. Sì, perché la prima sorpresa è che esiste davvero, dal 1992, in Piemonte. È nata scorporando 77 comuni della provincia di Novara, anche se oggi ne comprende solo 74 a causa della fusione dei fu Cavaglio, Spoccia, Cursolo, Orasso e Falmenta  nel ridente comune di Valle Cannobina nel 2019.

I comuni più abitati dell’area sono Verbania, Omegna e Domodossola, e in totale tutta la provincia ospita circa 158mila persone. Più o meno gli abitanti di Ravenna, tanto per capirci.

Passando a cose più serie, la zona è ricordata, per quanto riguarda il passato recente, soprattutto per un evento legato alla Resistenza: il 20 giugno 1944 qui vennero fucilati 44 partigiani che avevano partecipato alla fondazione della Repubblica dell’Ossola, una repubblica partigiana sorta il 10 settembre 1944 e riconquistata dai fascisti il 23 ottobre 1944.

A differenza di altre Repubbliche partigiane, quella dell’Ossola fu in grado di darsi un’organizzazione articolata con l’istituzione della Giunta provvisoria di governo di Domodossola e della zona liberata. Il ricordo sopravvive nella Casa della Resistenza e nelle emozionanti parole dell’ex presidente della Repubblica Sandro Pertini che, a distanza di 40 anni, definì quell’esperienza “ben più di un lontano episodio consegnato ai libri di storia. Essa vive nel perenne patrimonio ideale della nostra gente, simbolo incorruttibile di generosità e di riscatto”.

Tra i personaggi storici originari di queste zone, il generale Luigi Cadorna, che ricorderete sicuramente per una piazza o una via della vostra città (o meglio ancora, per essere stato un generale e politico italiano tra i protagonisti della prima guerra mondiale) e lo scrittore Gianni Rodari, di Omegna.

Tra le chicche dell’area, se mai vi venisse voglia di una gita, non dimenticate lo sfavillante museo dell’ombrello e del parasole di Gignese, che rinnova i propri spazi con un’inaugurazione il 27 aprile 2019.

Meglio conoscere subito luci e ombre dell’invasore: siamo certi la guerra non sia davvero finita…

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