Tra viaggio di lavoro e di piacere: cos’è il business del bleisure

Tra viaggio di lavoro e di piacere: cos’è il business del bleisure

Aereo in decollo (Pixabay)
Aereo in decollo (Pixabay)

Le nuove parole entrano velocemente nel vocabolario dei trasporti e del mondo dei viaggi. E le aziende devono adeguarsi in fretta a queste parole che di fatto evidenziano lo svilupparsi di un trend. Avete mai pensato di allungare il vostro viaggio di lavoro di qualche giorno, magari nel weekend, per avere la possibilità di conoscere una destinazione che avete sempre voluto visitare? Se la vostra risposta è affermativa ecco allora che stiamo parlando di bleisure, un termine che sta prendendo sempre più piede nel mondo dei viaggi.

E sono proprio i millennial che preferiscono questa possibilità. Il bleisure è di fatto l’incrociarsi del viaggio di lavoro (dalla parola business travel in inglese) con il viaggio di piacere (leisure in inglese). Questo fenomeno deriva di fatto dal desiderio dei viaggiatori che hanno sempre espresso questa volontà di poter allungare il proprio viaggio per conoscere una destinazione turistica. Secondo uno studio della Global Business Travel Association quasi il 90 per cento dei viaggiatori d’affari hanno la volontà di allungare il proprio viaggio (magari nel weekend). Non è difficile da credere.

Vi sono altri punti positivi da tenere in considerazione. Forse pochi sanno che i prezzi dei biglietti sono in media più elevati proprio partendo il lunedì e tornando nella stessa settimana (soprattutto per i voli a lungo raggio). Allungando di uno o due giorni, può essere che il prezzo del biglietto aereo possa in realtà essere più basso rispetto a quello trovato per la trasferta di lavoro. Questi risparmi potrebbero verificarsi anche nel caso di voli a lungo raggio e sarebbero persino superiori al costo del pernottamento aggiuntivo in hotel.

Gestione operativa

La parola bleisure non solo sta prendendo sempre più piede, almeno tra gli addetti del settore, ma in pratica è sempre più utilizzata dai viaggiatori. Vi è tuttavia un rovescio della medaglia: come va gestito da parte delle aziende che mandano in trasferta i propri dipendenti? Il bleisure in realtà apre dei vasi di Pandora per quanto riguarda tematiche aziendali, come burocrazia e assicurazioni.

Prendiamo, per esempio, un viaggiatore d’affari che, dopo aver partecipato a una fiera dal lunedì al venerdì a Barcellona, decide di fermarsi il weekend nella stessa città spagnola per motivi di piacere. In primo luogo non è detto che un’azienda voglia comprare il biglietto di ritorno la domenica anziché il venerdi sera, anche se il prezzo fosse inferiore. Il viaggiatore può anche decidere di pagare indipendentemente il proprio hotel, ma rimangono ulteriori problemi. Per esempio, non sempre l’assicurazione di viaggio di un dipendente copre un periodo più lungo rispetto al viaggio stesso.

Lo stesso problema potrebbe insorgere se, per esempio, nel weekend il viaggiatore volesse spostarsi a Sitges con un’auto a noleggio. Anche in questo caso vi potrebbero essere problemi di assicurazione. E ci sono poi i problemi burocratici su come considerare i giorni relativi di trasferta nel weekend. Come considerarli dal punto di vista contributivo?

Senza entrare troppo nello specifico, si capisce bene che di fronte a un desiderio sempre più forte da parte dei viaggiatori d’affari, vi è una complicazione eventuale per l’azienda che si trova a gestire la trasferta. Molti di questi problemi possono essere in realtà risolti tramite prodotti che esistono sul mercato o da una gestione flessibile da parte delle risorse umane delle aziende stesse. Ma è chiaro che non è facile fare un cambiamento di mentalità dentro le aziende e anche nella pubblica amministrazione.

Che cosa si può imparare dal caso bleisure? La parola è stata introdotta nel vocabolario solo 10 anni fa ed è studiato da ancora meno, ma come abbiamo visto diventa sempre più importante per il viaggiatore. Il numero di viaggi di lavoro è in aumento a livello globale, ma è chiaro che le esigenze cambiano nel corso degli anni. In generale possiamo dire che il business travel è in continua evoluzione perché il consumatore stesso lo è.

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