Tanti ricordi e curiosità su Game of Thrones raccontati da tutti i protagonisti

Tanti ricordi e curiosità su Game of Thrones raccontati da tutti i protagonisti

Il 4 dicembre è una data importante, almeno per i fan italiani di Game of Thrones. Che non sono pochi: resta la serie più piratata al mondo (forse il record meno blasonato, ma numericamente significativo). Giusto in tempo per i regali di Natale, arriva in home video l’ottava stagione, affiancata da una limited edition della raccolta completa degli episodi con una confezione realizzata appositamente dal designer inglese Robert Ball. Il cofanetto, disponibile anche in versione standard, contiene 38 dvd (o 33 Blu-Ray), ed è uno degli eventi più attesi. Tra le 15 ore di contenuti extra c’è la reunion special, ossia un incontro di tutti i protagonisti, passati e presenti, condotto da Conan O’Brien sul set di Belfast. Per non parlare del documentario di due ore sull’ultimo capitolo, The Last Watch, diretto da Jeanie Finlay.
Game of Thrones

Per festeggiare l’evento, una quindicina di attori del cast si è dato appuntamento a Londra per svelare retroscena, curiosità e ricordi della serie nata dai romanzi di George RR Martin, con un occhio di riguardo per gli ultimi momenti insieme.

1. Regalo d’addio

La produzione ha omaggiato ogni attore con lo storyboard della propria scena cult. Nel caso di Isaac Hempstead-Wright (Bran), per esempio, il momento in cui viene spinto dalla finestra; per Kristofer Hivju (Tormund), invece, un fotogramma di lotta.

2. Lacrime amare

C’è chi ha cercato di trattenere la commozione, come Joe Dempsie (Gendry), che a Wired ammette candidamente: “Ci ho provato fino alla fine, ma ho fallito”. Non è stato il solo: Isaac Hempstead-Wright (Bran) è diventato una valle di lacrime, “solo l’ultimo giorno, però”. “Quando ho disfatto la valigia in hotel per l’ultima settimana di riprese – ricorda Maisie Williams (Arya) – ho iniziato a provare tutte le emozioni in una volta sola. Eppure sono consapevole che la vera botta arriverà fra un anno”.

Il più valoroso: John Bradley (Samwell): “Mi sono promesso a inizio stagione di non pensare all’addio e fino all’ultimo pranzo sul set ho evitato di diventare emotivo”.

3. Tette e draghi

Il pubblico ha soprannominato la serie Boobs and dragons [tette e draghi, ndr]”, ridacchia Maisie Williams (Arya). “E mi sembra appropriato, perché ha raccontato donne forti, per quanto ci siano stati momenti scioccanti di sesso e violenza. Credo, però, che Il trono di spade abbia avuto soprattutto il pregio di gestire ogni storyline con onestà e mi sembra positivo la reazione sconcertata del pubblico che ha fatto saltare sulla poltrona gli spettatori perché niente del genere si è mai visto in tv”.

4. Falsi miti

Sul finale della serie sono circolate moltissime leggende. Per Jerome Flynn (Bronn) è tempo di sfatare qualche mito: “Intanto, non è vero che la produzione ci ha fornito scene false o episodi alternativi, anche se le misure di sicurezza adottate per la segretezza dei copioni sono state incrementate. Al punto che nessuno del cast andava in giro sul set con gli script”. All’attore non piacciono gli spoiler: “Da fan del telefilm non ho mai voluto rovinarmi la sorpresa sapendo in anticipo le scene che non riguardavano il mio personaggio”.

L’incubo ricorrente dei protagonisti: essere eliminati all’improvviso: “Che ossessione! Quindi, ogni anno di vita in più di Bronn mi sembrava un regalo di Natale e non mi pareva vero, provavo solo un enorme senso di gratitudine”. Valeva lo stesso per il collega Richard Dormer: “Il mio Beric non temeva nulla, tranne… morire per motivi futili. Era un uomo religioso, quindi avrebbe voluto che Dio lo chiamasse in un modo appropriato”.

5. Le teorie dei fan

Liam Cunningham (Davos) è stato uno dei pochi sul set a leggere le ipotesi del pubblico: “Mi divertivano molto, volevo vedere fin dove arrivava la follia della gente”. La collega Carice Van Houten (Melisandre) scuote la testa: “Io non ci pensavo nemmeno: ho smesso quando alcuni fan hanno scovato degli indizi persino nel mio vestito”. Sophie Turner (Sansa) sorride: “Tra noi del cast c’è stato persino chi, come Nicolaj Coster-Waldau (Jaime), si divertiva a raccontare bugie agli appassionati per mescolare le acque. Io, invece, mi tenevo alla larga persino dai commenti dei social, al punto da aver disattivato i tag per non esserne influenzata”. Maisie Williams (Arya) la interrompe: “Questa sì che è una novità, mi sarebbe piaciuto sapere di quest’opzione, me la mostri? Personalmente ho sempre un approccio più menefreghista: dico la mia e se non ti sta bene e non vuoi seguirmi sui social, sono fatti tuoi”.

6. La strana coppia

I libri di George RR Martin non includono dettagli emotivi sul rapporto tra Brienne (Gwendoline Christie) e Jaime (Nicolaj Coster-Waldau): “Questi due sono stati sulle montagne russe emotive”, dice lei. “Passavano dall’irritazione all’affetto. Qualcosa di molto simile al rapporto tra me e Nicolaj, con cui ho litigato dal primo giorno”. Commenta lui: “Non mi sorprende, perché lei era piuttosto provata dal taglio di capelli che le avevano appena fatto”.
Ribatte Christie: “Io ho un ricordo diverso. Ero al trucco e avevo una gran paura d’incontrarlo. È arrivato, mi ha guardato dall’alto in basso e si è limitato a dirmi: ‘Allora?’. Vero che somiglia al suo personaggio anche nella realtà?”.

7. Amiche per sempre

Uno dei legami indissolubili nati sul set di Game of Thrones è quello tra Sophie Turner (Sansa) e Maisie Williams (Arya). Quando la prima si è sposata, l’altra le ha fatta da testimone. Migliori amiche da ormai un decennio, non solo hanno un tatuaggio uguale, ma si sono anche inventate una stretta di mano segreta al grido di “best friends forever”.

8. Paranoia e cospirazioni

Isaac Hempstead-Wright (Bran) è diventato un po’ paranoico: “Per tutto il tempo delle riprese non sono andato su Google per paura che qualche hacker s’infiltrasse nel mio computer. Sono uno che sa mantenere i segreti, ma per cautela non parlavo mai della serie con nessuno. Mai. Online mi limitavo a visitare Wikipedia e a leggere le news. E non è l’unico modo in cui la serie ha influenzato la mia vita: ho mollato il college durante l’ottava stagione, perché la pressione era diventata insopportabile e i livelli di stress assurdi. A un certo punto, la mia vita iniziava e finiva sul set, però sono contento che ora possa trovare la mia vera strada e magari tornare a studiare”.

9. Aggiungi un posto a tavola

Pur avendo partecipato al franchise di Fast & Furious, Kristofer Hivju (Tormund) ammette che Game of Thrones si posiziona su una scala del tutto diversa: “Basti pensare che certi giorni a pranzo eravamo in 750, il che equivarrebbe da solo al budget di un film”. La famiglia dell’attore, per la cronaca, ha avuto un rapporto con la serie sui generis: “I miei figli non credono alle acrobazie che so fare sul set, ho dovuto mostrare loro il video della mia arrampicata di ghiaccio per metterli a tacere. Invece non sono riuscito ancora a convincere mia moglie a vedere le puntate, è una che si spaventa facilmente”.

10. Il futuro

Gli attori del cast hanno speranze e paure molto diverse riguardo all’era post-Trono di spade. Per esempio: Hannah Murray (Gilly) vorrebbe voltare pagina e fare una bella commedia: “Ma mi mandano solo copioni cruenti, come per il film Charlie Says, un dramma mi sta esaurendo”.

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