Stefano Cucchi, svolta nel processo: un carabiniere rivela il pestaggio e accusa due colleghi

Stefano Cucchi, svolta nel processo: un carabiniere rivela il pestaggio e accusa due colleghi

I genitori di Stefano Cucchi in Tribunale durante una fase del processo, Roma, 27/09/18 (Foto: Vincenzo Livieri / LaPresse)
I genitori di Stefano Cucchi in Tribunale durante una fase del processo, Roma, 27/09/18 (Foto: Vincenzo Livieri / LaPresse)

Durante l’udienza che si è svolta durante la mattina di giovedì 11 ottobre c’è stata una svolta importante nel processo a carico di cinque carabinieri accusati della morte di Stefano Cucchi, il giovane romano arrestato ormai nove anni fa (era il 15 ottobre del 2009) e deceduto a il 22 ottobre all’ospedale Pertini di Roma.

Il pubblico ministero Giovanni Musarò ha reso pubblici i contenuti di un interrogatorio a cui si è sottoposto il carabiniere Francesco Tedesco lo scorso 9 luglio, durante il quale ha riportato dettagli inediti sul pestaggio subito da Cucchi, accusando i colleghi Raffaele D’Alessandro e Alessio Di Bernardo di esserne gli autori. “Fu un’azione combinata, Cucchi prima iniziò a perdere l’equilibrio per il calcio di D’Alessandro e poi, ci fu la violenta spinta di Di Bernardo che gli fece perdere l’equilibrio provocandone una violenta caduta sul bacino”, ha rivelato Tedesco.

Tedesco ha raccontato di avere cercato di fermare Di Bernardo, senza però riuscire a evitare che colpisse con un calcio il volto di Stefano Cucchi, sdraiato sul pavimento. Non è chiaro se lo stesso Tedesco abbia avuto un ruolo più attivo nelle violenze subite dalla vittima ma, per la prima volta, ci sono chiare indicazioni che le ricostruzioni della procura sono attendibili.

La nota di servizio sparita e le accuse
Lo scorso 20 giugno Francesco Tedesco ha depositato una denuncia contro ignoti per la sparizione di una nota di servizio che ha redatto di proprio pugno quando ha saputo della morte di Cucchi.

In tutto sono cinque i militari dell’arma imputati nel processo bis. D’Alessandro, Di Bernardo e lo stesso Tedesco devono rispondere di omicidio preterintenzionale, Roberto Mandolini deve rispondere per calunnia e per falso mentre Vincenzo Nicolardi solo per calunnia.

Lo sfogo di Ilaria Cucchi
La sorella di Stefano Cucchi, attraverso la propria pagina Facebook, si è sfogata dopo la lettura dei contenuti dell’interrogatorio, una risposta asincrona a tutti coloro che hanno offeso suo fratello e la sua famiglia durante questi anni.

Il pensiero di Riccardo Casamassima
Anche l’appuntato Casamassima, le cui dichiarazioni hanno permesso agli inquirenti di aprire la costola bis del processo Cucchi, ha voluto commentare la notizia, riconoscendo al collega Tedesco di essersi ripreso la propria dignità.

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