Secondo una nuova relazione sulla Tav l’opera ha un saldo positivo

Secondo una nuova relazione sulla Tav l’opera ha un saldo positivo

TOPSHOT - The tunnel entrance of the TAV high-speed train line between Italy and France is pictured during a visit of Italys Interior Minister and deputy PM to the building site, on February 1, 2019 in Chiomonte, northwestern Italy. - The high-speed line between Turin and Lyon has become a key battleground for the populist government in Rome, with Salvini's coalition partner, the Five Star Movement (M5S), demanding the project be scrapped. (Photo by Marco BERTORELLO / AFP)        (Photo credit should read MARCO BERTORELLO/AFP/Getty Images)
L’entrata del tunnel a Chiomonte. (foto: MARCO BERTORELLO/AFP/Getty Images)

La Tav potrebbe apportare benefici per 400 milioni di euro e non perdite comprese tra i sei e gli otto miliardi come appena stimato dall’analisi costi-benefici. È quanto emerge da un conteggio effettuato sulla base di un contro-dossier a firma Pierluigi Coppola. Il professore di Tor Vergata, l’unico esperto a non firmare la relazione tecnica appena presentata sulla linea ad alta velocità, aveva espresso già nei giorni scorsi dubbi sulle modalità scelte dalla commissione per valutare l’opera. Nelle ultime ore ha deciso di renderle pubbliche con una relazione di sei pagine indirizzata al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Cosa c’è scritto nella relazione
Secondo quanto si legge in un articolo de La Stampa, il professor Coppola ha elencato sette criticità per ordine di importanza. La prima è la scelta della commissione di includere nella valutazione la diminuzione degli introiti legati ai pedaggi autostradali. A questo proposito, il tecnico spiega che questa modalità “non è condivisibile perché non è coerente con le linee guida del Mit per la valutazione degli investimenti pubblici e la guida all’analisi costi-benefici della Commissione europea” e può portare a “risultati incoerenti”.

Coppola si chiede poi perché la commissione abbia deciso di non considerare nel documento finale i costi di adeguamento della rete autostradale in assenza della Tav, stimati tra 1,4 e 1,7 miliardi di euro. Secondo l’esperto questi costi andrebbero sottratti alle spese di investimento. Se il traffico si spostasse da gomma a rotaia, non bisognerebbe infatti ipotizzare un aumento del volume di traffico di autocarri e articolati e ampliare, di conseguenza, la tangenziale di Torino. Queste cifre non sono però comprese nel calcolo finale dove risultano però oneri finanziari che non dovrebbero essere sostenuti dall’Italia. Un errore che porterebbe i costi totali da 12,9 a 5,6 miliardi di euro.

Il professore teme poi l’equazione niente Tav, meno fondi europei. Secondo Coppola la commissione dovrebbe, infatti, tenere conto che l’opera è “l’inizio della sezione del corridoio V” – la rete ferroviaria ad alta velocità che dovrebbe collegare Lisbona e Kiev e di cui la Tav farebbe parte. Sospendere la linea ad alta velocità “comporterebbe la presenza di un tratto mancante nella rete ferroviaria europea” e potrebbe, nella peggiore delle ipotesi, causare una “riduzione del finanziamento europeo non solo per i trasporti ma anche per molti progetti di sviluppo urbano nelle principali città del corridoio”.

Coppola critica infine anche le valutazioni sulla durata della Tav. A questo proposito, il professore è convinto che l’opera possa restare in vita 100 anni e non 60 come sostengono i suoi colleghi.

La reazione del governo
Il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Danilo Toninelli, secondo la stampa ha visto la relazione del professor Coppola. Ma a suo dire “l’unica analisi ufficiale è quella di Ponti“, il tecnico a capo della commissione che ha redatto l’analisi costi-benefici.

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