Scoperto un esopianeta gonfio di elio come un palloncino

Scoperto un esopianeta gonfio di elio come un palloncino

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(Foto: Nasa)

Sebbene l’elio sia un elemento estremamente raro sulla Terra, è invece molto diffuso nell’Universo. È, infatti, secondo solo dopo l’idrogeno, il componente principale delle stelle e dei pianeti giganti gassosi. Ma nonostante la sua abbondanza, l’elio era molto difficile da individuare tramite la maggior parte degli strumenti disponibili oggi. A riuscirci, ora, è stato un team di ricercatori internazionale, guidato dagli astronomi dell’Università di Ginevra, in Svizzera, che ha appena scoperto un esopianeta, chiamato Hat-P-11b e situato a 124 anni luce dalla Terra, nella costellazione del Cigno. Come raccontano i ricercatori su Science, questo gigante, delle dimensioni di Nettuno, avrebbe un’atmosfera talmente tanto ricca di elio, che si sarebbe letteralmente gonfiato come un palloncino.

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(immagine: Denis Bajram)

Per riuscire a rilevare l’elio, il team di ricercatori ha avuto un’idea: puntare il telescopio dell’osservatorio di Calar Alto in Andalusia, in Spagna, equipaggiato però con un altro strumento nuovo di zecca, ovvero uno spettrografo chiamato Carmenes. Uno spettrografo, precisiamo, è uno strumento che decompone la luce di una stella nei suoi colori componenti, come in un arcobaleno (spettro), la cui risoluzione indica il numero di colori che può essere rivelata.

Con Carmenes, i ricercatori sono riusciti a identificare più di 100mila colori nell’infrarosso, compresa la firma colorata dell’elio. I dati delle osservazioni, infatti, hanno permesso di rivelare per la prima volta la posizione e la velocità degli atomi di elio nell’atmosfera superiore dell’esopianeta, dimostrando come questo elemento si trovi in una nube estesa che sta fuggendo dal pianeta, proprio come un pallone di elio che ci scappa dalle mani. Come raccontano i ricercatori, Hat-P-11b è un Nettuno molto caldo, le cui temperature arrivano a circa 550° C, ed è 20 volte più vicino alla sua stella rispetto alla distanza Terra-Sole. “Abbiamo ipotizzato che questa vicinanza potesse influire sull’atmosfera di questo esopianeta”, ha spiegato Romain Allart, autore dello studio. “Le nuove osservazioni sono così precise che ci permettono di affermare che l’atmosfera dell’esopianeta viene gonfiata dalla radiazione stellare e sta fuggendo nello Spazio”.

Queste osservazioni sono successivamente state dimostrate da una simulazione al computer, coordinata da Vincent Bourrier, coautore dello studio, grazie alla quale è stato possibile tracciare la traiettoria degli atomi del gas. “L’elio viene spazzato via dal lato del pianeta in cui è giorno a quello oscurato a una velocità di oltre 10 mila km/h”, spiega Bourrier. “Poiché è un gas molto leggero, sfugge facilmente all’attrazione del pianeta e forma una nube estesa intorno”. Ed è proprio per questo che Hat-P-11b prende la forma di un palloncino gonfiato di elio.

Le osservazioni fatte grazie a Carmenes, sottolineano i ricercatori, dimostrano che questi studi possono essere svolti con maggior precisione da telescopi terrestri dotati del giusto tipo di strumenti. “Questo risultato aumenterà l’interesse della comunità scientifica per questi strumenti: il loro numero e la loro distribuzione geografica ci consentiranno di coprire l’intera volta celeste, alla ricerca dell’evaporazione degli esopianeti, conclude il co-autore dello studio Christophe Lovis.

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