Salvini, un capitano del popolo a metà tempo (ha anche un governo a cui pensare)

Salvini, un capitano del popolo a metà tempo (ha anche un governo a cui pensare)

Si è visto un po’ di tutto in Piazza Montecitorio a Roma durante la manifestazione di commercianti e ristoratori per chiedere le riaperture. C’erano i fascisti del terzo millennio di Casapound, c’erano personalità legate a Confindustria, c’erano vecchie glorie del Movimento cinque stelle à la Paragone, c’era l’universo no vax e infine c’era anche il Jake Angeli de noantri, uno sciamano versione tricolore che ha dichiarato che fare il pagliaccio fosse l’unico modo per avere una certa risonanza.

 

Dimostranti a Montecitorio

Ad arringare la folla è comparso colui che è diventato un simbolo del movimento #ioapro, il parlamentare Vittorio Sgarbi, mentre dell’altro trascinatore, Matteo Salvini, non c’era traccia. Il leader della Lega lo abbiamo visto nei mesi scorsi sempre al fianco dei ristoratori, con tanto di maglietta brandizzata con l’hashtag della protesta e il dito perennemente puntato contro un governo capace solo di chiudere tutto e insensibile ai bisogni della popolazione. Da febbraio però la musica è cambiata, non nel senso che commercianti e ristoratori hanno avuto quello che chiedevano, anzi la situazione è perfino peggiorata per loro visto il ban almeno fino a maggio delle zone gialle. Però ora all’esecutivo c’è lui, quel Matteo Salvini amico dei #ioapro, oggi impegnato quotidianamente a mantenersi in equilibrio tra la strumentalizzazione del malcontento della società civile e l’amplificazione di questo malcontento in quanto politico di maggioranza.

È una posizione difficile la sua, un nodo che ha deciso di sciogliere parlando all’occorrenza da uomo di governo, all’occorrenza da uomo di opposizione. Allora nei giorni scorsi il capitano ha aizzato la sua fanbase scrivendo che è arrivato il momento di riaprire, ma a differenza del passato aggiungendo una nuova parte all’appello, quella del “se i dati lo permettono”, un passo indietro rispetto alle invettive senza se e senza ma di un tempo. Ma comunque un modo per cavalcare la rabbia di commercianti e ristoratori, un assist alle loro proteste, una spinta affinché facessero sentire la loro voce visto che nel Palazzo c’è qualcuno che li ascolta, lui appunto. Una volta andata in scena la protesta però, tra cosplay di QAnon, scontri con le forze dell’ordine e parafascisti, ecco che di Salvini non si hanno più avute notizie. Nessun intervento alla protesta, nessun post e commento al riguardo, tutto quello che si è sentito è una dichiarazione del suo portavoce sul fatto che “noi non c’entriamo nulla. Non abbiamo avuto nessun ruolo nell’organizzazione di queste proteste”.

 

salvini_tweet
(foto: Gabriele Maricchiolo/NurPhoto/Getty Images)

Qualcuno tra i manifestanti deve aver iniziato a capire il trucco leghista, quel camaleontico trasformismo con cui tenere in un colpo solo in pugno poltrona e consenso, tanto che dalla piazza si sono sollevati dei cori contro Salvini. Diverso il caso di Sgarbi, che ha deciso di andare fino in fondo nel cavalcare la rabbia popolare senza arretrare di un millimetro, questo in barba alle centinaia di morti, ai contagi che non scendono e alle terapie intensive sopra la soglia critica che continuano a macchiare i bollettini quotidiani sul Covid-19.

Un diverso approccio quello sgarbiano-salviniano, ugualmente pericoloso ma caratterizzato da un differente grado di ipocrisia, volto comunque a raggiungere lo stesso fine: strumentalizzare la rabbia e la disperazione, anche comprensibile, di migliaia di lavoratori, offrendo loro soluzioni a base di aperture incondizionate che non sono però percorribili e che appartengono quindi al campo della propaganda. Un approccio perfettamente rappresentato proprio dalla figura del leader leghista, a parole leader del movimento #ioapro, nei fatti sostenitore delle chiusure volute dal suo stesso governo.

The post Salvini, un capitano del popolo a metà tempo (ha anche un governo a cui pensare) appeared first on Wired.

Leggi l’articolo completo: Salvini, un capitano del popolo a metà tempo (ha anche un governo a cui pensare)