Reimagine, un cortometraggio su una storia di ricerca farmaceutica

Reimagine, un cortometraggio su una storia di ricerca farmaceutica

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(foto: Getty Images)

Non di rado, il cinema  ha contribuito ad avvicinare il grande pubblico ai temi della medicina, della ricerca e della cura, dimostrando che spesso il fattore emozione è utile per far arrivare il messaggio anche agli inesperti. Spesso infatti, e vale anche per l’industria farmaceutica, c’è consapevolezza presso l’opinione pubblica del valore sociale degli attori che fanno ricerca ma non mancano dubbi, domande e la capacità di dare un volto umano al lavoro in questo ambito vitale e complesso per la vita di milioni di persone nel mondo.

Dietro una storia di innovazione medica, ci sono spesso persone, ambizioni, ricordi, proprio come racconta il cortometraggio Reimagine, che sarà presentato in una digital premiere aperta al pubblico dalle 11:30 di mercoledì 24 febbraio: i lettori di Wired potranno guardalo proprio qui sopra. Il protagonista del corto è un ricercatore che alle spalle ha un lutto familiare che ha segnato la sua infanzia: l’impegno nella ricerca è quindi uno stimolo che parte dalla dimensione privata e diventa occasione per cambiare in meglio la vita degli altri.

A promuovere Reimagine, diretto da Gianluca Mangiasciutti e scritto dallo sceneggiatore e regista Giulio Mastromauro, Novartis e One More Pictures; l’azienda farmaceutica, guidata in Italia dal Country President e amministratore delegato Pasquale Frega, ha promosso il progetto nell’ambito del programma People in Science – Scienza da vivere che punta a promuovere la science literacy presso il pubblico italiano, ai fini di una partecipazione al dibattito più informata e chiara.

Il gruppo farmaceutico con Reimagine sceglie la strada del fattore empatia, richiamando l’attenzione su grandi temi (malattia, ricerca) ma passando dal fattore umano, spesso poco visibile e percepito come lontano. Cone sottolineato infatti dall’ad Pasquale Frega, “Reimagine, che parla al cuore non meno che alla testa dello spettatore, va in questa direzione mostrandoci come l’innovazione farmaceutica sia molto vicina alla vita, ai sentimenti, ai bisogni più autentici di ciascuno di noi”. La prima del cortometraggio è di scena a Roma nella sede dell’Anica, ma il viaggio è destinato a essere più lungo e multicanale (piattaforme, emittenti televisive, l’evento Giffoni 50 plus in estate). Protagonisti dello short movie, Brenno Placido, Rocio Muñoz Morales, Lorenzo Lavia, Federico Ielapi, Clizia Fornasier. Il medical drama è un genere di successo al cinema e in tv, il pharmaceutical in forma di short movie è, in questo caso, un esperimento diverso ma non meno interessante per provare a innescare un dialogo sul ruolo dell’industria farmaceutica, sempre polarizzata tra aspettative e percezioni nell’immaginario comune.

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