Pronta la strategia nazionale sulla blockchain: si parte dalla pubblica amministrazione

Pronta la strategia nazionale sulla blockchain: si parte dalla pubblica amministrazione

Blockchain (Getty Images)
Blockchain (Getty Images)

Entro la fine di luglio approderà sulle scrivanie del governo la bozza di strategia nazionale sulla blockchain. Gli esperti nominati dal ministero dello Sviluppo economico (Mise) stanno terminando il documento che dovrà indicare all’esecutivo i progetti da intraprendere nel campo delle tecnologie dei registri distribuiti (distributed ledger technology). Lo schema si concentra proprio sui casi d’uso a cui si può applicare la blockchain, a cominciare da quelli che riguardano la pubblica amministrazione.

L’obiettivo è quello di adoperare la tecnologia della catena dei blocchi, alla base del bitcoin, nelle pratiche degli uffici pubblici. Il libro mastro digitale servirà sia per certificare e registrare le transazioni con i cittadini, semplificando procedure come, per esempio, quelle del catasto o della motorizzazione, sia per scambiare informazioni all’interno della macchina burocratica.

Il documento arriverà con qualche settimana di ritardo rispetto alla scadenza iniziale. “Contiamo di consegnare il documento tra due-tre settimane. Il governo poi studierà il nostro schema, di circa duecento pagine, e deciderà se seguirlo o modificarlo”, spiega a Wired Gianluca Comandini, uno dei trenta esperti del comitato, cofondatore dell’associazione di categoria Assob.it e della società di consulenza Blockchain core, raggiunto a margine del Forum dell’economia digitale, organizzato da Facebook e Confindustria giovani.

La strategia sarà suddivisa in cinque linee guida. “Uno dei punti è la divulgazione e la formazione”, precisa Comandini, visto che, se il punto di partenza è la pubblica amministrazione, occorrerà preparare i dipendenti statali all’uso dei registri distribuiti. Altro punto dirimente sarà la forma che la blockchain di Stato dovrà avere: i progetti si appoggeranno alla rete decentralizzata globale o il governo vorrà costruire una propria catena dei blocchi?

Regole da scrivere

Roma ha appena conseguito le redini della European blockchain partnership, insieme a Svezia e Repubblica Ceca. Marco Bellezza, consigliere giuridico del ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, guiderà per un anno l’iniziativa della Commissione europea per creare una rete comunitaria di servizi basati sulla catena dei blocchi.

All’Italia però serve una schema regolatorio per trattenere e sviluppare aziende e progetti sulla blockchain. La recente approvazione delle regole sulla sandbox (letteralmente, recinto di sabbia), ossia il perimetro in cui sperimentare attività fintech prima di ottenere tutte le autorizzazioni, allarga le strette maglie della normativa italiana. La controindicazione delle leggi attuali è che, al momento, chi ha un’idea cerca casa all’estero. “Ci sono pochi progetti in Italia sulla blockchain – ricorda Comandini -. Se ne vanno all’estero. Come Elysium tech, che applica la blockchain ai dati clinici, che è andata a Dubai”. Per gli esperti del governo è tempo di invertire la rotta.

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