Michael Bloomberg prova ad arrivare alla Casa Bianca coi meme

Michael Bloomberg prova ad arrivare alla Casa Bianca coi meme

(foto: Andy Cross/MediaNews Group/The Denver Post via Getty Images)

Alla fine è successo davvero: il magnate dei media Michael Bloomberg ha assoldato alcune tra le maggiori pagine di meme del panorama americano per diventare il protagonista di una serie di contenuti virali da utilizzare nella campagna elettorale per le primarie democratiche. La strategia, inedita nel suo genere, è stata coordinata dall’imprenditore digitale Mick Purzycki, amministratore delegato della controversa società di marketing Jerry Media, e servirà a preparare la discesa in campo dell’ex sindaco di New York, attesa per il Super Tuesday del prossimo 3 marzo.

La viralità su commissione

L’invasione dei contenuti pro Bloomberg è iniziata mercoledì 12 febbraio e nel giro di poche ore ha coinvolto centinaia di account Instagram piuttosto noti nella comunità digitale statunitense. Le immagini condivise seguono un format comune e si inseriscono nel solco dei meme creati sfruttando finte conversazioni private, una pratica utilizzata in Italia da pagine come “Boom. Sei stato friendzonato.

Si tratta, in sostanza, di scambi che ritraggono Bloomberg come il prototipo del boomer, un signore di mezza età decisamente poco a suo agio con la tecnologia e con i mezzi espressivi dei giovani, che contatta in privato le pagine di successo per chiedergli di postare meme che lo facciano “sembrare fico“. Un politico goffo, insomma, che si muove nella contemporaneità con fare imbarazzante, ma nonostante tutto molto, molto ricco – caratteristica sottolineata nella maggior parte dei contenuti prodotti in queste ore.

Secondo il Daily Beast l’operazione è stata inaugurata il giorno dopo i disastrosi caucus in Iowa su Tribe, una piattaforma nata per connettere gli influencer con le aziende che vogliono investire in marketing digitale. La campagna, battezzata Meme 2020, punta a coinvolgere micro-influencer con a disposizione un bacino tra i mille e i 10mila utenti, retribuiti con un compenso fisso di 150 dollari a post.

Uno dei meme pro Bloomberg comparsi nelle ultime ore su Instagram

L’obiettivo è quello di insidiare la base elettorale di Bernie Sanders, composta principalmente da under 30 (il 51% dei giovani tra i 18 e i 31 anni lo sceglierebbe come candidato alla presidenza) e animata da volontari molto preparati sulle dinamiche social.

Nei giorni scorsi proprio il senatore del Vermont era finito al centro di una serie di meme virali incentrati sul fotogramma di un suo video elettorale e successivamente aveva ottenuto l’endorsement del popolare gruppo Facebook New Urbanist Memes for Transit-Oriented Teens, composto da circa 193mila membri.

I meme e le elezioni americane

La campagna elettorale di Michael Bloomberg, fin qui, è costata oltre 350 milioni di dollari ed è stata fortemente incentrata sulla sua disponibilità economica, che il magnate americano ha dichiarato di voler investire completamente nel tentativo di “sbarazzarsi di Donald Trump”.

Non è un caso che l’ottavo uomo più ricco al mondo abbia scelto di puntare forte sul mezzo espressivo del meme, dopo il successo di Donald Trump alle presidenziali del 2016, arrivato anche grazie al contributo decisivo di Reddit e 4chan. Ciò che stupisce è semmai la modalità con cui ha scelto di stimolare la produzione di contenuti, una pioggia di denaro che al momento sembra non riuscire a compensare l’assenza di una vera e propria base popolare.

La strategia dei meme è qualcosa di nuovo nella politica presidenziale, ma stiamo scommettendo sulla sua efficacia nel raggiungere le persone e competere con le potenti operazioni digitali del presidente Trump”, ha spiegato alla Bbc Sabrina Singh, portavoce nazionale di Michael Bloomberg. Una strategia che, come spesso accade, rischia di essere dirottata prematuramente da internet.

Aziende e politica hanno da tempo intuito il potenziale del mezzo in termini di efficacia comunicativa, ma quello di Bloomberg potrebbe essere il primo tentativo su larga scala di creare la viralità in laboratorio. Il risultato, surreale, è quello di imbattersi in un meme creato da @fourtwenty, pagina a tema droghe leggere, dedicato all’unico candidato democratico apertamente contrario alla legalizzazione della marijuana.

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