L’Amazzonia sta bruciando, più del solito

L’Amazzonia sta bruciando, più del solito

Negli ultimi giorni i media di tutto il mondo sono tornati a parlare degli incendi che, soprattutto in questo periodo dell’anno, distruggono ampie porzioni della foresta amazzonica. Lo stanno facendo in maniera diversa dal passato e soprattutto con maggiore intensità, anche se non sempre utilizzando dati adeguati a un’analisi pertinente. Il punto di partenza, in ogni caso, è che il Brasile sta bruciando a un ritmo che non si registrava almeno dal 2013.

Cosa si dice degli incendi

Buona parte del clamore mediatico attorno agli incendi è dovuto ad una serie di scatti, che rappresentano il cielo sopra San Paolo totalmente coperto da un denso fumo nero, in un primo momento attribuito proprio ai roghi in Amazzonia.

In realtà non esiste alcuna prova che il fumo arrivi proprio dalla macro-regione amazzonica, anche se un’immagine satellitare della Nasa sembrerebbe perorare tale ipotesi. Dopo il dibattito generato dagli scatti, comunque, sul tema è intervenuto anche Inpe, il centro di ricerca spaziale brasiliano, rilasciando dei dati riportati dalla stampa internazionale.

Secondo l’istituto sudamericano, nei primi otto mesi del 2019 gli incendi in tutto il Brasile sono stati 71.497, in aumento dell’83% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’area coperta dalla foresta amazzonica, da gennaio a oggi, è stata colpita da 39.033 roghi, un numero che supera di gran lunga quello registrato nel corso della secchissima estate 2016 (quando gli incendi erano stati 36.333).

Per la maggior parte dei nove stati appartenenti alla macro-regione amazzonica, quello in corso è l’anno con più incendi dal 2015 a oggi, con il nefasto record del Mato Grosso che brucia il 260% in più rispetto al 2018. In generale, comunque, tra i 5 stati più colpiti, ben 4 ospitano una porzione di foresta e Amazonas, lo stato più esteso del Brasile, ha dichiarato lo stato di emergenza.

Cosa c’entra Bolsonaro

In queste ore molti attivisti, politici e delle cause ambientali, stanno puntando il dito contro il presidente del Brasile Jair Bolsonaro, che nel momento più caldo della polemica ha accusato le ong di aver appiccato gli incendi come forma di ritorsione per il taglio dei finanziamenti governativi.

Bolsonaro ha in seguito corretto il tiro, ma non ha potuto evitare le accuse degli ambientalisti, che imputano alla sua amministrazione una politica volta a incoraggiare i disboscamenti, anche tramite la riduzione delle sanzioni nei confronti di società coinvolte in attività di deforestazione illegale.

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