La prima fabbrica di Tesla in Europa non piace agli ambientalisti

La prima fabbrica di Tesla in Europa non piace agli ambientalisti

Elon Musk, patron di Tesla (foto: Getty)
Elon Musk, patron di Tesla (foto: Getty)

I lavori di costruzione della Gigafactory europea di Tesla, che sorgerà in Germania, non sono ancora ufficialmente iniziati e già gli ambientalisti si sono mobilitati. La scorsa settimana, il colosso americano dell’auto elettrica ha firmato il contratto di acquisto del terreno da 302 ettari per un costo totale di 41 milioni di dollari, ma la firma è stata accompagnata da numerose proteste da parte dell’associazione Nature and biodiversity conservation union (Nabu) e altri gruppi, che hanno contestato la scelta del luogo operata dal gruppo californiano.

La nuova Gigafactory, la quarta, nascerà nella città di Grünheide, a pochi chilometri da Berlino, in una zona al momento occupata da una foresta che ospita diverse varietà di specie protette. E proprio questo è uno dei primi motivi della protesta da parte dei manifestanti ambientalisti.

Si stima che per costruire il suo nuovo polo produttivo Tesla dovrà tagliare una buona parte degli ettari di foresta attuali, e questi lavori sono previsti a partire da fine febbraio, come si legge su electrek. Già nei giorni scorsi il gruppo automobilistico aveva reso noto che si impegnerà a piantare tre alberi per ogni albero abbattuto. Inoltre, il fondatore di Telsa, Elon Musk, ha anche affermato che solo una minima parte della foresta sarà tagliata e che in ogni caso “non si tratta di una foresta naturale, perché era stata piantata per usare gli alberi nel processo di produzione del cartone, come si legge su Reuters.

La possibile deforestazione, però, non è la sola questione. Gli attivisti hanno sollevato anche molte polemiche riguardo alle modalità di approvvigionamento dell’acqua che verrà usata dalla Gigafactory. Secondo quanto riportato nei piani di Tesla, l’impianto avrà un consumo di circa 372 metri cubi d’acqua l’ora, una quantità che secondo i manifestanti andrà a pesare sulle falde e a sottrarre ai cittadini buona parte dell’acqua pubblica della regione.

Anche su questo fronte, Musk ha precisato via Twitter che “Tesla non userà quell’intera quantità di acqua su base giornaliera. Saranno possibili dei rari picchi d’uso ma non si tratta di un utilizzo giornaliero”, si legge ancora su Reuters. Nel mese di marzo Tesla presenterà pubblicamente il progetto, e se i lavori proseguiranno come previsto, entro il 2021 la fabbrica potrebbe essere operativa. Resta però da vedere se nel frattempo i vertici dell’azienda riusciranno a convincere le associazioni ambientaliste.

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