La Nasa sta per aprire 3 campioni dalla Luna sigillati da 50 anni

La Nasa sta per aprire 3 campioni dalla Luna sigillati da 50 anni

(foto: Veronika Vizvaryova/EyeEm via Getty Images)
(foto: Veronika Vizvaryova/EyeEm via Getty Images)

Per mezzo secolo la Nasa ha conservato un vero e proprio tesoro proveniente dalla Luna. Ma è arrivato il tempo di svelarlo. Tre contenitori di pietre, sabbia e polvere raccolte durante le missioni Apollo, volutamente tenuti sigillati finora, saranno a breve aperti e affidati a diversi gruppi di ricerca che grazie alle moderne tecnologie cercheranno di rivelarne i segreti, scoprendo di più sul nostro satellite e forse anche sul resto del Sistema solare. Con un occhio sempre rivolto alle future missioni spaziali.

Il tesoro lunare nascosto
Tra il 1969 e il 1972 gli astronauti delle missioni Apollo raccolsero dalla superficie della Luna e portarono a Terra quasi 400 chili tra rocce, sabbia, ciottoli e polvere. La maggior parte fu analizzata in lungo e in largo con entusiasmo dagli esperti di allora, che però decisero di conservare inalterati alcuni reperti perché potessero essere studiati nel futuro, con strumenti e tecnologie più avanzati. Qualcuno fu addirittura congelato per valutare il miglior metodo di conservazione.

La tecnologia disponibile negli anni ’60 e ’70 non era in grado di fare quello che possiamo fare ora”, ha spiegato Jessica Barnes, astronomo dell’Università dell’Arizona che presto metterà le mani su alcuni dei campioni: “Oggi possiamo osservare un minerale e studiarne i dettagli anche molto fini, fino a quasi la larghezza di un capello umano”.

Di nuovo sulla Luna
Perché riaprire ora il forziere del tesoro lunare? A voler essere romantici si potrebbe dire che sia perché sono passati 50 anni dallo storico primo passo di Armstrong sul suolo lunare – è un anniversario importante. Ma, ovviamente, c’è un senso più pragmatico. La Nasa ha da poco confermato l’intenzione di voler riportare l’essere umano sulla Luna, perché ha i mezzi e i soldi. E quando si parte per una missione non c’è niente di meglio che essere preparati. Da qui la decisione di mettere finalmente mano ai campioni lunari conservati.

Nove team
A questo scopo la Nasa ha da poco annunciato di aver selezionato i nove team che prenderanno i campioni in custodia per scoprire il più possibile sulla loro natura e sulla storia della Luna e del Sistema solare.

Saranno indagini a 360 gradi, che analizzeranno i campioni per scoprire, per esempio, come l’acqua viene immagazzinata in un ambiente privo di atmosfera e dunque esposto alle radiazioni come quello lunare, e quanta acqua potrebbe esserci sulla Luna congelata tra i minerali. L’acqua sulla Luna potrebbe essere fondamentale sia per l’insediamento umano sia per le future missioni spaziali. Può essere bevuta, ma può anche essere scissa in ossigeno da respirare e idrogeno da usare come propellente.

Altri gruppi di ricerca si concentreranno invece sulla composizione dei campioni, alla ricerca di piccole perle di vetro colorato, frutto di fontane di lava risalenti all’antica attività vulcanica della Luna: frammenti preziosi perché darebbero l’opportunità di saperne di più sull’interno del satellite.

Altri esperti ancora avranno l’opportunità di indagare come l’ambiente circostante (cioè lo Spazio) e gli urti coi meteoriti hanno plasmato la Luna, ricostruendone la storia. “È un’occasione unica per ottenere risposte a domande che al momento non ne hanno”, ha commentato Barnes al New York Times: “È davvero importante per future missioni spaziali che porteranno a Terra altri campioni”.

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