In Nuova Zelanda un attentato ha fatto 49 vittime

In Nuova Zelanda un attentato ha fatto 49 vittime

La polizia chiude la strada intorno al luogo della sparatoria a Christchurch (foto: Kai Schwoerer/Getty Images)
La polizia chiude la strada intorno al luogo della sparatoria a Christchurch (foto: Kai Schwoerer/Getty Images)

Dopo 29 anni, i telegiornali neozelandesi tornano a parlare di una strage perpetrata con una sparatoria. Un uomo di 28 anni australiano, che si presume essere un il suprematista bianco Breton Tarrant, ha ucciso 49 persone e ne ha ferite altre 48 a Christchurch, una città nel sud del paese. Al momento dell’aggressione, avvenuta alle 13.40 ora locale (quando in Italia era l’una di notte) di venerdì 15 marzo, le vittime – tra le quali ci sono alcuni bambini – erano in moschea e stavano pregando. Molte di loro erano immigrati di prima e seconda generazione e rifugiati che nell’isola speravano di potersi costruire un futuro migliore.

L’attentato terroristico è stato annunciato e trasmesso in diretta su Facebook. Il New York Times scrive che nel video, che è stato successivamente rimosso, si vede un uomo che guida verso la moschea, parcheggia la macchina e inizia a sparare sui fedeli per due minuti senza fermarsi mai. Chi era collegato in quel momento ha assistito anche a un secondo attacco, compiuto con un’arma diversa, in un’altra moschea. L’assalitore si è fermato solo quando c’erano già decine e decine di persone riverse a terra sul pavimento, morte o gravemente ferite. Il video si conclude con l’uomo che dice tra sé e sé che non ha avuto nemmeno bisogno di prendere la mira, tanto era affollata la moschea.

La prima ministra neozelandese Jacinda Abern ha detto che il 15 marzo 2019 rimarrà impresso come uno dei giorni più bui nella storia della Nuova Zelanda e che nel paese non c’è spazio per queste “idee estremiste”. Poi ha aggiunto: “Le vittime erano parte del nostro paese, l’assalitore no”.

Le indagini della polizia
La polizia ha arrestato quatto persone a seguito dell’attentato: una donna e tre uomini. Uno di questi è australiano. La notizia è stata confermata dal premier di Canberra, Scott Morrison. Il commissario capo della polizia della Nuova Zelanda, Mike Bush, ha detto che uno di questi è stato formalmente accusato e comparirà di fronte a un tribunale sabato mattina. Dalle informazioni finora circolate, sembra che si tratti della stessa persona che ha annunciato l’attentato sui social e l’ha poi trasmesso in diretta (il New York Times scrive che il video sarebbe stato girato con una telecamera agganciata a una specie di elmetto). La polizia non ha confermato che si tratta di Breton Tarrant.

Il gesto ispirato dai suprematisti bianchi
Prima di iniziare a sparare, Breton Tarrant avrebbe condiviso nella sua pagina Facebook un manifesto. Nel documento, che è stato cancellato dalla rete, l’autore dice di avere 28 anni, spiega le ragioni del gesto e elenca i suprematisti bianchi ai quali si è ispirato. Come si vedeva da alcune foto postate su Twitter, che la polizia ha eliminato, i nomi di questi uomini compaiono anche nei caricatori delle armi automatiche che sono state utilizzate per compiere l’attentato. Nella lista c’è anche Luca Traini, l’uomo che il 3 febbraio 2018 ha aperto il fuoco contro alcuni africani a Macerata per vendicarsi dell’omicidio di Pamela Mastropietro, un’adolescente tossicopdipendente che, dopo essere fuggita dalla comunità in cui si trovava, era stata violentata e uccisa.

Il riferimento a PewDiePie
Nel video trasmesso in diretta su Facebook, l’assalitore Breton Tarrant avrebbe invitato i suoi amici sul social a iscriversi al canale di PewDiePie, lo youtuber più famoso del mondo, noto anche per aver pubblicato e poi rimosso alcuni video con messaggi e contenuti antisemiti. PewDiePie, nome d’arte di Felix Arvid Ulf Kjellberg, ha preso le distanze dall’attentato con un tweet.“Ho appena sentito le notizie terribili che arrivano da Christchurch, in Nuova Zelanda. Sono assolutamente disgustato dal fatto che il mio nome sia stato pronunciato da questa persona. Il mio cuore e i miei pensieri sono rivolti alle vittime, alle famiglie e a tutte le altre persone che sono state colpite da questa tragedia”.

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