In Italia il digitale vale 7,2 miliardi. Sos di Facebook per la formazione

In Italia il digitale vale 7,2 miliardi. Sos di Facebook per la formazione

Al centro, Alessio Rossi (presidente Giovani Confindustria) e Luca Colombo (Country Director Facebook Italia), insieme a Nicolò De Vitiis e Victoria Cabello che hanno presentato FED 2019 – foto ufficio stampa Facebook

Tutti pensano a cambiare il mondo, ma nessuno pensa a cambiar se stesso”: l’aforisma di Lev Tolstoj ha aperto il quarto Forum dell’economia digitale di Facebook e Giovani imprenditori di Confindustria a Milano. Il cambiamento, tema chiave dell’evento intitolato “Be the change”, è stato raccontato sul palco del Mico da 30 speaker fra imprenditori e professionisti come Brunello Cucinelli, Angela e Margherita Missoni, Enrico Mentana, Rita Cucchiara, direttrice del Lab Cini, e Roberto Cingolani, direttore scientifico dell’Istituto italiano di tecnologia.

Dai 400 presenze nel 2016 il forum è arrivato a 2mila, a meno di un mese dall’annuncio del progetto Libra, la criptovaluta che sarà gestita dalla Libra Association (a oggi composta da 28 membri, si punta a riunire 100 aderenti) e che Facebook permetterà di usare attraverso la sua piattaforma.

Una questione di fiducia

Perché è la stessa Facebook, a 15 anni dalla nascita, a voler cambiare se stessa. La creatura di Mark Zuckerberg “è come un adolescente che deve decidere il proprio futuro e chiede alle istituzioni di essere regolamentata”, spiega Laura Bononcini, responsabile dei rapporti istituzionali e affari regolamentari per il Sud Europa.

Dopo lo scandalo Cambridge Analytica, i casi di fake news ed hate speech Menlo Park affronta un problema globale di gestione della fiducia. “Abbiamo assunto 30mila persone che si occupano di sicurezza telematica nel mondo, cancellato 2,2 miliardi di profili falsi in tre mesi da inizio anno, eliminato il 90% dei contenuti terroristici grazie a una tecnologia di intelligenza artificiale, sviluppato uno strumento che permette di vedere il profilo di chi realizza inserzioni elettorali”. Lo ricorda Bononcini che prosegue: “Abbiamo delle responsabilità verso 2,5 miliardi di utenti nel mondo. Dare delle regole a internet, insieme alle istituzioni che rappresentano i cittadini, può essere utile affinché le persone possano sfruttare le opportunità dell’economia digitale”.

Laura Bononcini, Responsabile dei rapporti istituzionali e affari regolamentari per il Sud Europa di Facebook (foto ufficio stampa Facebook)
Laura Bononcini, Responsabile dei rapporti istituzionali e affari regolamentari per il Sud Europa di Facebook (foto ufficio stampa Facebook)

Panorama Italia

Se il debutto di Libra è previsto per i primi mesi del 2020, il Fed è l’occasione per scattare una fotografia del mercato digitale italiano che nel 2019 promette una crescita del 2,5% con un volume di affari di 7,2 miliardi di euro. Il trend positivo, secondo i dati Anitec-Assinform, continuerà nel 2020 con un +2,8% (74,2 miliardi di euro totale) e un +3,1% nel 2021 (76,5 miliardi).

Il mobile business, parallelamente, è cresciuto del 9,4% nel 2018 in Italia, l’internet delle cose del 19,2%, il cloud del 23,6%, la cybersecurity del 12,2%, i dispositivi indossabili del 15,3%, le piattaforme per il web del 13,7%. La stima è che la tendenza prosegua nel 2019, mentre si diffondono sempre più le applicazioni di intelligenza artificiale, big data e blockchain.

A fronte di un panorama così effervescente, l’Italia si colloca al 26esimo posto su 28 in Europa secondo l’indice Desi di digitalizzazione dell’economia e della società: solo il 44% delle persone tra i 16 e i 74 anni possiede le competenze digitali di base, contro il 57% di media europea. Questo si traduce in un minore utilizzo dei servizi online e una bassa attività di vendita online per le piccole e medie imprese (pmi).

Opportunità per le pmi

Il 90% delle pmi in Italia riconosce che, per la crescita di un’impresa, le competenze digitali sono imprescindibili – osserva Luca Colombo, direttore generale di Facebook in Italia -. Se nei prossimi tre anni il nostro Paese riuscisse ad allineare la diffusione dei digital skill alla media europea, aumenterebbero produttività, investimenti e occupazione insieme al tasso di innovazione nelle imprese”.

Le trasformazioni digitali aumenteranno da qui a un anno il fabbisogno di professioni ict tra le 45mila e le 71mila unità – spiega Alessio Rossi, presidente di Confindustria Giovani -. Il piano industria 4.0 ha portato a oltre 10 miliardi di investimenti nel nostro Paese, ma sarà importante colmare il gap di competenze. La cultura digitale deve fare ingresso nella pubblica amministrazione, nelle scuole e nelle università, per creare gli innovatori, i manager, i lavoratori, gli imprenditori di domani”.

Una questione di cultura

Il pensiero corre quindi a Binario F, l’iniziativa lanciata da Facebook a Roma “per aiutare persone, aziende, istituzioni a usare in modo sicuro il digitale e cogliere le opportunità offerta dalle tecnologie”. Costruire fiducia e competenze: così Facebook, arrivata a 31 milioni di utenti in Italia, vuole continuare a crescere: “Le aziende come Facebook crescono solo se capiscono che devono innovarsi, inventare nuovi servizi utili e rilevanti, per le persone le imprese e i soggetti – avverte Bononcini -. La regolamentazione per promuovere l’innovazione è una chiave”.

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Bitcoin Foto di MichaelWuensch da Pixabay

E Libra ne è un’altra, ma la blockchain in Italia non potrà essere soltanto Librae proprio la scarsa conoscenza può essere un ostacolo alla sua diffusione in Italia: il rischio è di legiferare su questa tecnologia senza che nessuno sia realmente in grado di usarla”, spiega Gian Luca Comandini, uno dei 30 esperti della task force allestita dal ministero dello Sviluppo economico sul tema.

Non considero Libra come un sistema che usa realmente la blockchain – è il suo parere -, perché usa i registri distribuiti in maniera centralizzata, ma potrebbe in futuro portare a un sistema di vera blockchain, con diverse criptovalute divise per funzionalità. I benefici per le pmi e le startup? Soprattutto nella raccolta del credito e nelle operazioni di crowdfunding”.

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