Il videogioco di Holly e Benji ci farà riscoprire il bello del calcio arcade?

Il videogioco di Holly e Benji ci farà riscoprire il bello del calcio arcade?

In queste ore è stato annunciato lo sviluppo e l’uscita entro il 2020 di Captain Tsubasa, Rise of New Champions per PlayStation 4, Xbox One, Switch e PC. Per chi proprio non fosse così informato è bene precisare che Tsubasa Ozora è il vero nome di Oliver Hutton, protagonista del cartone di Holly e Benji, pietra miliare dei pomeriggi di milioni bambini a cavallo tra gli anni ’80 e ’90.
Insomma, la notizia ha dell’epico, perché un gioco interessante su Captain Tsubasa si vede da parecchio tempo e fino a oggi il massimo che ci si poteva concedere era l’ennesimo titolo mobile che dopo cinque minuti cerca di spillarti soldi.

La notizia però ha anche potenzialità tragiche, perché c’è ovviamente il rischio che sia un titolo che punta tutto sull’effetto nostalgia per poi deludere dopo cinque minuti, un timore corroborato da anni e anni di titoli che facevano esattamente questo (sto parlando di voi, picchiaduro di Ranma per PS1 e svariati titoli macchinosissimi dedicati a Dragon Ball e riscattati da FighterZ).
Se però Captain Tsubasa, Rise of New Champions fosse non dico un capolavoro moderno ma almeno un titolo decente e divertente potrebbe riempire una nicchia tristemente vuota dopo i fasti degli anni ’90: quella dei giochi di calcio arcade. Di sicuro una cosa va già corretta: il campo di gioco sembra troppo pianeggiante e non è lungo dieci chilometri.

Andando a ritroso con la memoria negli ultimi anni sono usciti Active Soccer, produzione italiana che punta ai nostalgici di Sensible Soccer, il cui padre, Jon Hare, ne ha invece pubblicato un seguito non ufficiale, Sociable Soccer su Apple Arcade. Ma parliamo comunque di titoli in cui non ci sono tiri in grado di sfondare le pareti.
Andando ancora più indietro troviamo Mario Smash Footbal, ma i tempi di Soccer Brawl, Super Sideckicks, Taito Power Goal e compagnia calciante sono tramontati.

Oggi i giochi di calcio non solo sono un business a parecchi zeri, Fifa è stabilmente in testa alle classifiche e in queste ore è stata ufficializzata la nazionale italiana di Pro Evolution Soccer che cercherà di far bene al campionato europeo parallelo a quello reale. Sul mercato ci sono soprattutto simulazioni che si prendono dannatamente sul serio, l’inevitabile evoluzione di un genere che ha sempre rincorso la realtà.
I giochi del passato, da Kick Off a PC Calcio passando anche per i primi FIFA, sapendo di non poter simulare il reale cercavano in qualche modo di divertire, di sintetizzare l’emozione e ogni tanto si spingevano in super tiri, rovesciate assurde, portieri saracinesca, soprattutto nei titoli giapponesi, che hanno sempre un occhio di riguardo nell’inserire mosse spettacolari un po’ ovunque.

Col migliorare della fisica e della grafica questo gusto caciarone per un tiro che stordisce i portieri si è un po’ perso in favore del realismo, della fisica del pallone, delle mille finte, delle licenze reali e delle facce identiche a quelle che vedi la domenica.

Tutto giusto, tutto bello e oggi non potrei stare una giornata senza fare una partita in Master League cercando fraseggi spettacolari ma, concedetemi un discorso da vecchio, secondo me c’è ancora spazio per un gioco di calcio che sia esagerato, divertente, assurdo, kitsch. Che sappia divertirci senza chiederci altro se non di aspettare che si carichi la barra del Tiro della Tigre, un gioco che si allenti un po’ la cravatta del professionismo a tutti i costi e torni a giocare nei campetti per il gusto di divertirsi.
Magari un gioco che spezzi un po’ quello che di fatto è un duopolio un po’ stantio che ormai è fatto di piccoli accorgimenti e aggiornamenti delle rose.

E chi meglio di un titolo su Holly e Benji può fare tutto questo? Per favore, non sbagliatelo.

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