Il coronavirus mette a terra gli aerei in tutto il mondo

Il coronavirus mette a terra gli aerei in tutto il mondo

Aereo (foto ufficio stampa Sita)

Tra i settori più colpiti dalle misure prese in tutto il mondo per fronteggiare l’espansione dei contagi da coronavirus c’è sicuramente quello dell’aviazione. Poche ore fa, l’Enac, l’Ente nazionale per l’aviazione civile, ha ufficializzato la proroga della chiusura degli aeroporti italiani fino al 3 aprile, nel rispetto delle limitazione degli spostamenti previsti dagli ultimi provvedimenti presi dal ministero dei Trasporti e da quello della Salute sulle insieme alla presidenza del Consiglio.

Ma se i viaggiatori non possono spostarsi, a subire il contraccolpo maggiore sul fronte economico sono soprattutto le compagnie aeree di tutto il mondo. Secondo quanto annunciato lo scorso 24 marzo dall’International air transport association (Iata), si stima che le perdite sui ricavi globali per le compagnie si aggireranno attorno ai 252 miliardi di dollari, il 44% in meno su base annua. E si tratta di una previsione che rivede in negativo il peggiore scenario che la stessa associazione aveva ipotizzato a inizio marzo, quando le perdite stimate erano attorno ai 113 miliardi di dollari.

Le conseguenze

Le nuove cifre si basano soprattutto sulla rapida espansione dei contagi in tutto il mondo e sulle conseguenti misure di contenimento adottate, a partire proprio dalla sospensione dei voli e dalle parziali o complete chiusure degli aeroporti. Secondo i dati riportati da Brian Pearce, capo economista di Iata, su tutto il 2020 si potrebbe vedere un calo del traffico aereo di oltre il 38% rispetto all’anno scorso. E nel secondo trimestre di quest’anno si verificheranno le conseguenze peggiori, con un crollo della capacità globale delle compagnie, ovvero il taglio dei voli, del 65% rispetto allo stesso periodo del 2019.

La situazione peggiore è prevista per l’Europa, dove il taglio dei voli per i prossimi mesi potrebbe raggiungere addirittura il 90%, seguita dall’80% di voli in meno in Medio Oriente e America Latina, dal 60% in Africa e dal 50% circa in Nord America e Asia Pacifico. Sempre in Europa, il calo dei ricavi sarà di circa 76 miliardi di dollari rispetto al 2019, secondo solo al crollo dei ricavi stimati per il mercato nell’area Asia-Pacifica (circa 88 miliardi di dollari in meno).

Le compagnie aeree

Le previsioni di Iata sull’Europa sono anche confermate dalle decisioni dei principali vettori attivi nel continente. Soltanto settimana sorsa, infatti, il colosso tedesco dei cieli Lufthansa ha comunicato una riduzione della sua flotta di oltre il 96%, che costringerà a terra oltre 700 aerei su un totale di 763. E nonostante la compagnia di Colonia abbia conti in regola e bilanci in attivo, anche da parte dell’amministratore delegato del gruppo, Carsten Spohr, è stata avanzata la richiesta di aiuti di stato per sostenere il settore, che altrimenti sarebbe destinato al collasso. Aiuti necessari anche secondo la stessa Iata, che per sostenere il mercato globale prevede interventi di almeno 200 miliardi di dollari.

Tra gli altri big europei, British Airways potrebbe applicare tagli fino al 50% allo stipendio dei piloti, mentre Air France-Klm è pronta a una riduzione della capacità con “i chilometri disponibili per passeggero (Ask) potenzialmente in calo tra -70% e -90%, come riporta Il Sole 24 Ore.

Sempre in Europa, poi, c’è il fronte delle compagnie low cost, con Ryanair che ha annunciato lo scorso 24 marzo uno stop completo dei voli fino a fine maggio, inclusi quelli operati dalle compagnie controllate Buzz, Lauda e Air Malta. Stessa decisione anche per Easyjet, che sempre dallo scorso 24 marzo ha annunciato di voler lasciare a terra la maggior parte della sua flotta proprio a causa delle cancellazioni e delle restrizioni dovute al coronavirus.

Ma non va meglio nemmeno negli Stati Uniti. Secondo quanto riportato dal New York Times, American Airlines, la principale compagnia del paese, sta cancellando il 40% dei suoi voli e si aspetta ulteriori tagli nelle prossime settimane, in conseguenza delle ulteriori limitazioni. Infine, a partire dal 25 marzo saranno ridotti sensibilmente anche i voli operati dalla compagnia di Dubai Emirates Group.

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