I piani estate delle scuole che insegnano robotica, coding e stampa 3D

I piani estate delle scuole che insegnano robotica, coding e stampa 3D

Gruppo di robot a una fiera in Cina (foto di Chen Chao/China News Service/Vcg via Getty Images)
Gruppo di robot (foto di Chen Chao/China News Service/Vcg via Getty Images)

Dopo un anno e mezzo tra didattica a distanza e lezioni in presenza, la scuola italiana non va in vacanza. Anzi. Le aule hanno aperto le porte al volontariato, al terzo settore, a educatori esperti esterni e,docenti. Al ministero dell’Istruzione l’hanno chiamato Piano scuola estate 2021 ed è un programma di iniziative per potenziare gli apprendimenti, recuperare la socialità e prepararsi al meglio alla ripartenza di settembre.

L’adesione è su base volontaria. Dopo la fase di rinforzo e potenziamento delle competenze disciplinari e relazionali a giugno, luglio e agosto saranno dedicati a creare occasioni di socializzazione , mentre a settembre si lavorerà al recupero. Per il piano estivo della scuola sono stati messi a disposizione 510 milioni di euro così suddivisi: 150 dal decreto Sostegni, 320 da risorse europee e 40 milioni dai finanziamenti per il contrasto delle povertà educative.

Le candidature arrivate al ministero dell’Istruzione sono state 5.888: si tratta di 5.162 istituti scolastici statali, 667 scuole paritarie e 59 centri di istruzione per gli adulti. E in questo piano non manca la tecnologia, con progetti per familiarizzare con la robotica, il coding o l’utilizzo di droni, come ha appurato Wired interpellando le scuole.

Un robot in classe

L’Istituto Galileo Galilei di Roma, conosciuto per la sua eccellenza nel campo della robotica, ha previsto vari laboratori per l’estate. Come spiega la dirigente Elisabetta Giustini, il primo modulo è partito da pochi giorni con i corsi di robotica calcistica: gli studenti impareranno a progettare e assemblare le parti di robot che verranno poi usati per i campionati mondiali di calcio. “Faremo un’attività unica in Italia: lezioni con la realtà virtuale, sia in aula che in laboratorio, suddividendo gli studenti in modo che tutti possano seguirla contemporaneamente. In questo modo recupereremo parte delle attività che inevitabilmente e per motivi Covid abbiamo dovuto ridurre”, sottolinea Giustini.

Le stem non vanno in vacanza

Anche all’Istituto tecnico per il settore tecnologico Guglielmo Marconi di Campobasso, uno ampio spazio è stato dedicato all’attività di orientamento e divulgazione di competenze per le discipline di area stem (scienze, tecnologia, ingegneria e matematica). L’idea è quella offrire agli studenti dai 14 ai 19 anni attività extra scolastiche che possano poi essere utili anche per il rientro di settembre. Come, per esempio, il progetto di robotica che si svilupperà nei mesi estivi ma che andrà avanti anche a settembre e per tutto il 2022.

Abbiamo notato una grandissima adesione e volontà da parte dei ragazzi di continuare un percorso formativo anche estivo. Anche perché molte famiglie, a causa del Covid, non possono permettersi di andare in vacanza e grazie a questo piano possiamo offrire a tantissimi ragazzi un piano studio formativo e creativo che possa distrarre, ma anche aiutare a trovare una strada professionale senza costi aggiuntivi per i genitori. Per questo motivo, abbiamo in progetto corsi di droni, making e disegno tridimensionale” spiega Annalisa Gaddi, collaboratrice dirigente dell’istituto.

Costruire un idrovolante

A Genova invece, alla Scuola nautica San Giorgio, tra le iniziative messe in campo dal dirigente Paolo Fasce il corso Hydrofoil, per realizzare il prototipo di un idrovolante monoposto. A partecipare al progetto 23 ragazzi che studiano per diventare costruttori navali. I gruppi di lavoro si sono alternati tra le attività di modellazione 3D, disegno Cad e programmazione Cam, passando dalla preparazione dei materiali e del pantografo Cnc alla documentazione in tempo reale sui social network. I tempi di realizzazione del prototipo sono stati rispettati e sono in programma per i prossimi mesi i test nel mar Ligure, con la speranza di poter presentare il lavoro finito per le celebrazioni dei 100 anni dell’istituto a ottobre.

Stampa 3D per il futuro

All’Isis Giulio Natta di Bergamo si sfrutteranno soprattutto gli spazi all’aperto e le modalità lavorative dei campus americani. L’obiettivo è aiutare i ragazzi dell’ultimo anno delle medie a capire quale indirizzo studi scegliere a settembre, offrendo loro non solo delle lezioni teoriche ma anche pratiche. I primi corsi inizieranno il primo luglio e prevedono una presenza giornaliera che varia dalle 2 alle 3 ore. Tra i progetti, la realizzazione con la stampa 3D di solidi platonici. A fine agosto al via un programma di sostegno per il rientro a scuola, con laboratori di coding, robotica e fablab. “L’importante è indirizzare il giovane verso il percorso di studio migliore, e l’unico modo per aiutarlo è quello di insegnarli a sporcarsi le mani da subito“, racconta la dirigente scolastica Maria Amodeo.

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