I 10 tatuaggi più memorabili visti nei film

I 10 tatuaggi più memorabili visti nei film

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Non ci vuole molto a riempire un personaggio di tatuaggi, e questo ci dirà semplicemente che è una persona che vive fuori dalla società e, con tutta probabilità, dentro un gang. Più difficile è fare di un tatuaggio uno strumento narrativo, qualcosa che definisce la personalità, o addirittura una scoperta che cambia quel che pensiamo del film.

Questa settimana esce in sala Il re di Staten Island, il cui protagonista è pieno di tatuaggi che hanno un senso perché brutti. Lui stesso ne disegna di pessimi sugli altri, è parte della sua attitudine alla vita, dello scarso impegno che mette nelle cose che fa e del pochissimo riguardo per il futuro. Il suo corpo ricoperto di questi schizzi elementari è anche l’immagine usata per la promozione. E, del resto, una delle gag più divertenti del film coinvolge un bambino di 10 anni che sta quasi per essere convinto dal protagonista e dai suoi amici a farsi fare un orribile tatuaggio lì sul momento. I tatuaggi hanno qui un chiaro compito e un’economia precisa nella descrizione di chi è Scott.

La storia dei tatuaggi nel cinema, però, oscilla sempre tra commedia e dramma, sono qualcosa di spaventoso perché richiamano il crimine, ma il fatto che siano permanenti li rende esilaranti se ben manipolati. Non a caso i 10 più importanti li ricordiamo (quasi) tutti.

10. Una notte da leoni 2 – Ed Helms

In una delle punte di caos che il film raggiunge, i protagonisti si svegliano dopo una nottata allucinante che non abbiamo visto (ma ricostruiremo) e il più tranquillo, ordinario e comune di loro si ritrova lo stesso invadente tatuaggio in faccia che ha Mike Tyson.

9. Come un tuono – Luke Glanton

Il tatuaggio romantico può esistere solo in questi anni in cui i tattoos hanno espanso la loro clientela e quindi anche i significati possibili. La faccia tatuata di Ryan Gosling in Come un tuono, con quel piccolo disegno accanto all’occhio, è diventato subito uno standard.

8. American History X – Derek Vinyard

Del lavoro di Tony Kaye tutti ricordano il momento in cui Edward Norton si spoglia per strada. Abbiamo già capito le sue forti simpatie di estrema destra, ma quando scopre il tatuaggio della svastica bello grosso sul pettorale è come se ci fosse un altro tipo di epifania. La simbologia della croce uncinata incisa sul corpo per sempre è così forte che definisce l’intero film.

7. 1997: Fuga da New York – Jena Plissken

Jena Plissken è già di suo un personaggio incredibile, ma quando sul ring si spoglia e vediamo anche il tatuaggio del serpente (in originale si chiama “Snake Plissken”), raggiunge il massimo.

6. Cape Fear – Max Cady

Le stesse guardie si spaventano dei tatuaggi di Max Cady e Martin Scorsese li inquadra per bene: il simbolismo di quelle croci così poco stilizzate e di quei segni è fortissimo, è proprio il segno della paura che l’uomo deve incutere. Prima ancora di conoscerlo, i suoi tatuaggi parlano per lui.

5. Loro

Tutti, quando iniziano a vedere Loro, sanno che il film di Paolo Sorrentino è su Silvio Berlusconi. E lo sa anche il regista stesso. Così, non lo mette in scena subito, altri personaggi parlano di lui, specie quelli che nella prima scena portano una ragazza a fare sesso su una piccola barca. E proprio nel fare sesso la ragazza scopre un tatuaggio su una natica che rappresenta la faccia di Berlusconi. Il protagonista, dunque, compare prima come rappresentazione (sul corpo di una donna) che come persona.

4. Dal tramonto all’alba – Seth Gecko

Per tutto questo film allucinante vediamo Seth Gecko con un tatuaggio che gli spunta da sotto la giacca, una specie di tribale. Solo nell’ultimissima scena Robert Rodriguez rivela un dettaglio che, a quel punto, dopo quel che è successo, risulta esilarante. E cioè che quel tatuaggio prosegue fino al braccio. Chiunque avrebbe usato quest’idea prima, metterla a storia praticamente finita è una trovata geniale che dà ancora più importanza al tatuaggio.

3. La promessa dell’assassino – Nikolai Luzhin

Tutti i tatuaggi di Nikolai sono ugualmente importanti, perché nessuno di essi è una frivolezza, nessuno è lì per ragioni estetiche: sono marchi di un clan, raccontano la sua storia, garantiscono la sua fedeltà, la sua correttezza e la sua professionalità. In questo film di David Cronenberg i tattoos sono un linguaggio, le persone parlano con il proprio corpo e si mandano messaggi con esso.

2. La morte corre sul fiume – Harry Powell

In una delle scene migliori di questo film bellissimo, una conversazione minacciosa avviene con i tatuaggi del reverendo in primo piano. Tatuaggi sulle nocche della mano, tatuaggi da carcere che stanno lì, davanti a lui, mentre parla e inganna, ma i disegni dicono la verità, svelano ciò che dobbiamo sapere sul personaggio.

1. Memento – Leonard Shelby

Molti al cinema hanno usato i tatuaggi per far comunicare i personaggi tra loro, nessuno – se non Jonathan Nolan – per far comunicare un personaggio con se stesso. Leonard Shelby non ha memoria a breve termine, ogni 10 minuti si resetta tutto. Tatuarsi addosso le informazioni cruciali della sua vita è l’unico modo per non dimenticarle, il suo corpo è un foglio d’appunti con cui ricorderà per sempre ogni cosa. Forse.

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