Gli studenti italiani non riescono più a distinguere tra fatti e opinioni

Gli studenti italiani non riescono più a distinguere tra fatti e opinioni

(foto: Getty Images)

È stato pubblicato l’ultimo rapporto Pisa 2018 (Programme for International Student Assessment) ovvero un’indagine triennale promossa dall’Ocse che valuta in quale misura gli studenti di 15 anni in tutto il mondo hanno acquisito le conoscenze e le competenze essenziali per la piena partecipazione alla società, valutando essenzialmente tre ambiti: lettura, matematica e scienze. In Italia non ci sono troppe buone notizie: i ragazzi non migliorano nella capacità di leggere o comprendere un testo, hanno difficoltà con le scienze con risultati sotto la media Ocse e i dati mostrano addirittura che le capacità scientifiche e di lettura sono inferiori rispetto a quelle dei loro coetanei dieci anni fa. Solo in matematica i quindicenni italiani risultano in media con gli altri paesi dell’indagine.


L’Italia, che partecipa al rapporto sin dal suo primo anno, non vede quindi migliorare la sua condizione rispetto ai rapporti precedenti. I dati, pubblicati da Invalsi, mostrano che all’ultima indagine Pisa hanno partecipato 11.785 studenti divisi in 550 scuole totali e rappresentando 521mila coetanei italiani. Ciò che emerge è dunque una prestazione in diminuzione rispetto a sei anni fa: in tutti e tre gli ambiti presi in esame, la prestazione media in Italia è stata inferiore a quella di Belgio, Francia, Germania, Paesi Bassi, Polonia, Slovenia, Svezia e Regno Unito. L’Italia ha ottenuto un punteggio simile a quelle del Portogallo e della Spagna in matematica, ma inferiore a questi due paesi in scienze. Il rendimento in lettura è diminuito in particolare tra le ragazze, rimanendo stabile tra i ragazzi, mentre quello in scienze è calato in modo più marcato tra gli studenti con i risultati più elevati, ma in misura simile sia per i ragazzi sia per le ragazze. A svettare nella classifica, almeno fra i paesi europei, è l’Estonia.

Leggere è una fatica

La fotografia è quella di una generazione giovane che non capisce ciò che legge. Infatti solo uno studente su 20 riesce a distinguere fra fatti e opinioni quando si legge un testo di un argomento non familiare. Mentre uno su quattro ha difficoltà nella lettura base, non riuscendo a identificare l’idea portante di un testo di media lunghezza o effettuare dei collegamenti con fonti diverse. L’Italia con 476 punti si colloca al disotto della media Ocse di 487 punti. Emerge inoltre anche un divario territoriale molto marcato: gli studenti del Nord ottengono risultati migliori dei loro coetanei del Sud.

Gli studenti dei licei, poi, sanno leggere e comprendere un testo in maniera decisamente migliore – e quasi in linea agli standard europei – rispetto a chi frequenta invece un istituto professionale (i dati mostrano un calo di questa abilità negli istituti tecnici anche rispetto al 2015). Pesa anche la differenza di genere: in lettura le ragazze superano i ragazzi di 25 punti. Il vantaggio delle ragazze è confermato anche da una presenza maggiore di ragazzi che non raggiungono il livello minimo di competenza: circa il 28 per cento contro il 19 per cento. Il punteggio della lettura non si differenzia molto da quello di Svizzera, Lettonia, Ungheria, Lituania, Islanda e Israele.

(elaborazione dati di : Invalsi)

 

Matematica e scienze

Andando nel dettaglio dei risultati, in matematica va meglio. Gli studenti italiani hanno ottenuto un punteggio medio di 487 punti (era 490 nel 2015) in linea con la media dei paesi Ocse (489). Tuttavia, circa il 24 per cento dei quindicenni italiani non ha raggiunto il livello 2, ovvero il livello base di competenza in matematica (la media Ocse è del 22 per cento) mentre solo il 10 per cento si colloca nei livelli di eccellenza 5 e 6 (rispetto alla media Ocse dell’11 per cento). Qui sono i ragazzi a ottenere un punteggio migliore delle ragazze con 16 punti di scarto. Si conferma invece la tendenza di una performance più alta al Nord rispetto che al Sud.

(elaborazione dati di: Invalsi)

In scienze, invece, la situazione non va altrettanto bene: gli studenti italiani ottengono infatti un risultato decisamente inferiore rispetto a quelli dei coetanei dei paesi Ocse. Il punteggio il punteggio è di 468 contro la media Ocse di 489. Nel 2015 era invece di 481. Oggi uno studente su quattro non raggiunge il livello base delle competenze scientifiche, un dato che segna un vero e proprio peggioramento: nel periodo fra il 2006 e il 2018, infatti, l’andamento in scienze è calato soprattutto fra gli studenti che hanno ottenuto risultati migliori. In questo ambito l’Italia si colloca in linea con Turchia, Slovacchia e Israele.

Altri indicatori

Dall’indagine emerge poi che tra il 2012 e il 2018, il tempo medio che i quindicenni in Italia hanno trascorso su internet in un tipico giorno feriale è più che raddoppiato, passando da meno di due ore al giorno a circa quattro ore al giorno, di cui una a scuola. Il 67 per cento degli studenti italiani ha dichiarato di essere soddisfatto della propria vita, secondo un questionario allegato al test che misurava per la prima volta il benessere degli studenti. Da questo si nota anche che in Italia il 59 per cento ha una mentalità di crescita. La maggior parte dei quindicenni, poi, è in disaccordo con l’affermazione: “La tua intelligenza è qualcosa di te che non puoi cambiare molto”.

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