Formula E, dalle gare le innovazioni per le auto elettriche di domani

Formula E, dalle gare le innovazioni per le auto elettriche di domani

Negli scorsi giorni si è svolto a Roma il gran premio di Formula E. Piccoli problemi logistici e qualche polemica a parte, inevitabili per una corsa che si svolge in un circuito cittadino su un contesto urbano come quello della capitale, già molto provato in termini di mobilità, l’evento è una grande occasione, per la città e per il pubblico, un’opportunità per toccare con mano il futuro.

Nata anni fa dal progetto visionario dell’imprenditore Alejandro Agag, non è un segreto che la questa competizione è al momento è ancora in una fase pionieristica. Enormi le potenzialità, la Competizione infatti va in una direzione in cui si muove tutta l’industria dell’auto e più in generale quella della mobilità.  Il fatto di essere nato da poco con l’intento di fare qualcosa di diverso nel panorama del motorsport, ha consentito sin dall’inizio al nuovo campionato la sperimentazione di una serie d’innovazioni, oltre ad un appeal (per chi la guarda da casa) molto simile all’esperienza dei videogame, da qui il successo presso un pubblico di giovanissimi.

Il Fan Boost con la possibilità per i tifosi della Formula E d’influenzare la corsa tramite l’interazione con i social ufficiali per dare cavalli aggiuntivi ai tre piloti preferiti e l’Attack Mode (34 cavalli in più a disposizione di tutti i piloti con modalità d’attivazione e tempi decisi di volta in volta dall’organizzazione), rendono i 45 minuti e un giro degli ePrix molto vivaci e interessanti da seguire. A nostro parere, c’è invece da lavorare ancora molto per entrare nei cuore degli appassionati di motori a partire forse da un rombo simulato dei propulsori e un concept più comprensibile, ma come ha fatto fino a ora e come premesso nelle righe precedenti, siamo sicuri che la Formula E saprà ancora stupirci.

L’Italia è il paese europeo con più auto per abitanti, 667 ogni mille persone e vede una rapida espansione dei veicoli con il motore a batterie, una crescita nel 2017 del 70%. La percentuale di questo tipo di auto però è ancora molto bassa rispetto ad altri stati nonostante il Governo si sia impegnato con l’obiettivo di 1 milione di veicoli elettrici in circolazione entro il 2022

Da due anni, con un contratto che andrà avanti per altri cinque, il colosso dell’energia e della robotica ABB (10.500 stazioni di ricarica installate in 73 paesi) è sponsor della manifestazione che suscita grande interesse e l’Italia ha un ruolo cruciale per lo sviluppo delle nuove tecnologie dell’azienda elvetica grazie allo stabilimento di Terranuova Bracciolini vicino a Firenze dove vengono prodotti i caricatori per auto a batterie: 1.800 quelli realizzati nel 2018, il doppio dell’anno prima (952 nel 2017). Nel centro d’eccellenza lavorano 550 persone, di cui 140 tecnici impegnati nella ricerca e sviluppo. “ABB è parte integrante dello sviluppo dei veicoli elettrici in Italia, e viceversa, l’Italia è parte del nostro business per quanto riguarda le ricariche” spiega Frank Duggan, Presidente ABB Europa, “il brand di queste gare è molto riconoscibile per i più giovani, le auto di seconda generazione sono più veloci e con una maggiore autonomia, non c’è più bisogno di cambiare vettura durante la gara”.

A Terranuova è realizzato il Terra HP l’unità di ricarica più rapida al mondo, in grado in otto minuti di donare l’energia necessaria per 200 chilometri di autonomia. Oltre a questa, anche una versione avanzata del Terra 54, la stazione di ricarica da 50 kW più venduta in Europa e Nord America, chiamata Terra 53 e pensata per essere facilmente trasportata su camion e aerei, in grado quindi di essere utilizzata per il Jaguar I-Pace eTrophy, il campionato monomarca elettrico, attualmente unica categoria di supporto alla Formula E. A riprova di come la nuova Formula rappresenti uno spazio in cui sviluppare e testare delle soluzioni da proporre in futuro al grande pubblico, in questo caso una stazione di ricarica ad alta efficienza, con moduli caratterizzati da un peso contenuto e facilmente trasportabili che saranno utilizzati in condizioni limite e messi sotto stress per un anno.

ABB utilizza una flotta di veicoli a “energia pulita” anche internamente, oltre un centinaio di auto, con 20 stazioni nei diversi stabilimenti, spicca quella di Dalmine alimentato con il fotovoltaico. IrenGo è invece un progetto di e-mobility realizzato assieme all’azienda italiana Iren che prevede la fornitura d’infrastrutture di ricarica, auto e persino biciclette a batteria. Altro esempio dell’impegno di ABB in ambito mobilità e dato dai Collaborative Operations Centers di Genova. In questo contesto navale, i software e i servizi del brand sono utilizzati per raccogliere e analizzare dati con la finalità d’ottimizzare la gestione ed evitare i rischi collegati all’usura dei macchinari.

 

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