Cos’è il Congresso mondiale delle famiglie a cui andrà Salvini

Cos’è il Congresso mondiale delle famiglie a cui andrà Salvini

Salvini stringe un rosario durante un discorso a Piazza Duomo (foto: MIGUEL MEDINA/AFP/Getty Images)
Salvini stringe un rosario durante un discorso a Piazza Duomo (foto: MIGUEL MEDINA/AFP/Getty Images)

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha confermato che andrà al Congresso mondiale delle famiglie che si terrà a Verona dal 29 al 31 marzo. La discussa kermesse, che il ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio aveva definito il raduno della “destra degli sfigati”, è organizzata dall’International Organization for the Family (Iof), una lobby statunitense che raduna sigle pro-life, attivisti anti-aborto e rappresentati dei movimenti che si oppongono alle coppie gay, al divorzio e all’emancipazione della donna.

Come si legge sul sito del congresso, l’evento “ha l’obbiettivo di unire e far collaborare leader, organizzazioni e famiglie per affermare, celebrare e difendere la famiglia naturale come sola unità stabile e fondamentale della società”. Molti i temi in discussione nella tre giorni veronese: si va dalla “bellezza del matrimonio” all’abrogazione della legge 194 sull’aborto fino all’importanza, per un bambino, di crescere con due genitori definiti “normali”: una mamma, donna, e un papà, uomo.

Quella che avrà luogo a Verona tra due weekend non è la prima edizione del Congresso. L’Iof ne ha già organizzate 12, soprattutto nell’Europa dell’est dove, da qualche anno, si sono insediati governi ultraconservatori che millantano di difendere i valori cristiani dell’Occidente (come quello di Viktor Orban in Ungheria). L’ultimo evento di questo tipo si è tenuto a Chinisau, in Moldavia, sei mesi fa. La lobby statunitense non ha spiegato perché ha scelto la città italiana per il suo primo convegno in Italia. Verona, però, è ribattezzata da tempo la “Vandea d’Europa” (la regione francese in cui alla fine del Settecento avvenne una rivolta conservatrice contro il governo rivoluzionario giacobino).

I relatori
La kermesse sta facendo molto discutere soprattutto per la lista dei relatori. Tra questi ci sono gli ultracattolici italiani Massimo Gandolfini, Toni Brandi e Jacopo Coghe, organizzatori degli ultimi Family Day e numerosi esponenti dell’estrema destra europea e mondiale. Una dei più noti è Lucy Akello, una parlamentare ugandese che vorrebbe punire l’omosessualità con la pena di morte. Contro le coppie dello stesso stesso ha parlato più volte anche Theresa Okafor, altra ospite del Congresso. La parlamentare nigeriana è stata una dei politici che più si sono spesi nel paese africano per approvare una norma che vieta i matrimoni gay e prevede la reclusione fino a 14 anni per chi dichiara di amare una persona dello stesso sesso.

All’evento interverrà anche Dimitrij Smirnov, un esponente della Chiesa ortodossa che ha definito “assassine” e “cannibali” le donne che decidono di avere un aborto. Secondo Smirnov, la donna dovrebbe rimanere a casa ed occuparsi della famiglia perché la “propaganda che l’ha spinta fuori“ ha installato in lei “pensieri nocivi”.

Brian Brown, fondatore dell’Iof, ha combattuto per l’approvazione della norma che vieta ai transessuali di diventare militari e ha festeggiato postando un tweet che recita “l’esercito è per la guerra, non per le erezioni”. Brown ha anche detto che ripensare il concetto della famiglia tradizionale è grave quanto normalizzare la pedofilia. Secondo lui, gli aborti sono la prima causa dei femminicidi: se le donne decidessero di far nascere quei bambini, non verrebbero più uccise.

I politici italiani che andranno all’evento
Il ministro dell’Interno Matteo Salvini, che ha due figli da due donne diverse e non si è mai sposato, non sarà l’unico ad andare al Congresso. All’evento parteciperanno anche la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani e un nutrito gruppo di esponenti della Lega. Tra gli altri, saranno presenti il governatore del Veneto Luca Zaia, quello della Lombardia Attilio Fontana, il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, il senatore Simone Pillon, promotore della discussa legge sulla bigenitorialità, e il ministro della Famiglia Lorenzo Fontana. Quest’ultimo, noto soprattutto per aver detto che “le famiglie arcobaleno non esistono”, è stato uno dei promotori ed organizzatori dell’evento.

Le reazioni
L’evento è stato molto criticato sia dall’opposizione che dal Movimento 5 stelle. A questo proposito il sottosegretario Stefano Buffagni ha rilanciato l’hashtag #Notinmyname. Le critiche sono arrivate anche dall’ambiente universitario, dalle associazioni Lgbt e dai movimenti femministi.

Alla manifestazione si oppone anche l’Associazione Steps Italia che ha lanciato una petizione su Change.org con la quale invita il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a ritirare tutti i patrocini dell’evento. Palazzo Chigi, dal canto suo, ha però negato di aver mai concesso il patrocinio.

La sociologa Kristina Stoeckl, che ha una cattedra all’università di Inssbruck e segue da tempo il Congresso delle Famiglie, ha scritto in un paper: “La difesa della famiglia tradizionale non è l’obbiettivo sostanziale. Il punto dei raduni è usare la tradizione cristiana per creare consenso attorno alla sovranità nazionale e a concetti di destra derivati dal fascismo, contro la comunità internazionale che dal dopoguerra condivide e difende laicamente i diritti umani promossi dalle democrazie”. Non a caso, l’evento precede solo di qualche mese le elezioni europee del 26 maggio.

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