Cosa c’è nel nuovo dpcm in vigore dal 25 ottobre

Cosa c’è nel nuovo dpcm in vigore dal 25 ottobre

Giuseppe Conte governo coronavirus
(foto: Alessandra Benedetti – Corbis/Getty Images)

Nonostante negli ultimi giorni Palazzo Chigi avesse smentito l’imminente arrivo di un nuovo dpcm questo fine settimana, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha annunciato di aver firmato nel corso della notte un nuovo decreto, che entrerà in vigore dalla mezzanotte di domenica 25 ottobre fino al 24 novembre prossimo. È il terzo dpcm nel giro di 3 settimane, dopo gli ultimi due del 19 e del 14 ottobre. Il governo Conte bis sosteneva di voler aspettare una decina di giorni per valutare gli effetti di questi ultimi, ma il nuovo picco di oltre 19mila contagi di Covid-19 registrato il 24 ottobre e le pressioni da parte della comunità scientifica hanno spinto Palazzo Chigi ad agire. 

Durante la conferenza stampa tenuta domenica 25 ottobre, il premier Conte ha riconosciuto la stanchezza dei cittadini italiani verso le misure restrittive per il contenimento della pandemia e ha cercato di essere incoraggiante: questo mese soffriremo un poco, ma a dicembre torneremo a respirare,  se si riuscirà a tenere la curva epidemiologica sotto controllo.

L’obiettivo del governo è quello di bilanciare “il bene primario e prevalente della salute e della tenuta del sistema sanitario” (in sofferenza da giorni) con i tanti interessi in gioco a livello economico e sociale. Infatti, le modifiche introdotte dal nuovo dpcm sono ancora una volta poche, ma la maggior parte andrà a incidere sulle attività produttive. In questo senso, Palazzo Chigi sta accelerando sulle misure di ristoro da 1.5-2 miliardi di euro per le categorie messe più in difficoltà dai provvedimenti anti-contagio. Un Consiglio dei ministri potrebbe essere convocato nelle prossime ore.

Gli spostamenti

La versione definitiva del dpcm “raccomanda fortemente” (che abbiamo già spiegato cosa significa qui) di “non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità, per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi”. Non è stato quindi introdotto nessun divieto di spostamento, a livello nazionale, dal Comune di residenza, domicilio o abitazione, oppure per muoversi tra le diverse Regioni (che tuttavia sono sempre autorizzate a emettere ordinanze in senso più restrittivo).

Delle strade o piazze nei centri urbani dove si possono creare situazioni di assembramento, “può essere disposta la chiusura al pubblico, dopo le ore 21, fatta salva la possibilità di accesso, e deflusso, agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private”.

La scuola e il lavoro

Per le scuole elementare e media viene confermata la didattica in presenza, mentre per le scuole superiori viene innalzata la soglia della didattica a distanza (Dad) a “una quota pari almeno al 75% delle attività. Una formula che, di fatto, non impone la Dad al 100%: spetterà quindi alle istituzioni scolastiche la decisione sulle quote – fermo restando che gli alunni con disabilità e bisogni educativi speciali (Bes) non vanno inclusi nella Dad.

Per quanto riguarda il lavoro, invece, il nuovo dpcm recita che: “È fortemente raccomandato l’utilizzo della modalità di lavoro agile da parte dei datori privati”. Inoltre, sarà ancora possibile svolgere concorsi pubblici e privati.

La stretta su locali, ristorazione e assembramenti

Le attività di somministrazione di cibo e bevande “sono consentite dalle 5 del mattino fino alle 18 del pomeriggio. Il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi”. Dopo le ore 18, quindi, “è vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico”. Nessuna chiusura per i locali nei giorni festivi e la domenica: potranno restare aperti, ma sempre fino alle ore 18. Resta consentita “senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti, che siano ivi alloggiati”, così come resta sempre permessa “la ristorazione con consegna a domicilio sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché fino alle 24 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze”.

Tuttavia, sono sospese tutte le feste, anche quelle dopo le cerimonie. Nel dpcm, inoltre, il governo raccomanda di “non ospitare nelle abitazioni private persone non conviventi, se non per necessità” (e resta la raccomandazione di indossare la mascherina anche nelle abitazioni private, quando si è in loro presenza).

Inoltre, l’accesso di parenti e visitatori nelle strutture di ospitalità e lungodegenza, residenze sanitarie assistite (Rsa), hospice, strutture riabilitative e strutture residenziali per anziani, autosufficienti e non, viene “limitata ai soli casi indicati dalla direzione sanitaria della struttura, che è tenuta ad adottare le misure necessarie a prevenire possibili trasmissioni di infezione”.

Il blocco per le attività culturali e sportive 

Il nuovo dpcm stabilisce la chiusura di teatri, cinema, sale scommesse, sale bingo, sale giochi, casinò, palestre, piscine, centri ricreativi, comprensori sciistici, centri benessere, centri termali e centri sociali. Restano aperti i musei, ma con regole ben precise: “Il servizio di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura è assicurato a condizione che detti istituti e luoghi, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali aperti al pubblico, nonché dei flussi di visitatori, garantiscano modalità di fruizione contingentata o comunque tali da evitare assembramenti di persone e da consentire che i visitatori possano rispettare la distanza tra loro di almeno un metro”.

Gli eventi, le manifestazioni e le fiere

Dopo il blocco a palestre e piscine il nuovo dpcm conferma la sospensione degli “eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato; restano consentiti gli eventi e le competizioni sportive, nonché le sedute di allenamento degli atleti agonisti, riguardanti gli sport individuali e di squadra – riconosciuti dal Comitato olimpico nazionale italiano (Coni), dal Comitato italiano paralimpico (Cip) e dalle rispettive federazioni sportive nazionali, ovvero organizzati da organismi sportivi internazionali all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse, ovvero all’aperto senza la presenza di pubblico, nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive Federazioni sportive nazionali”.

Inoltre, “lo svolgimento delle manifestazioni pubbliche è consentito soltanto in forma statica, a condizione che, nel corso di esse, siano osservate le distanze sociali prescritte e le altre misure di contenimento”, riporta il dpcm firmato nella notte. Quindi, sono vietati i cortei, ma sono permessi i sit-in, purché vengano rispettate le distanze di sicurezza. 

Sono vietate le sagre, le fiere e gli altri analoghi eventi”, insieme alle manifestazioni fieristiche di carattere nazionale e internazionale, convegni e congressi consentiti solo in modalità a distanza.

The post Cosa c’è nel nuovo dpcm in vigore dal 25 ottobre appeared first on Wired.

Leggi l’articolo completo: Cosa c’è nel nuovo dpcm in vigore dal 25 ottobre