Come sono andate le elezioni in Abruzzo

Come sono andate le elezioni in Abruzzo

Luigi Di Maio e Sara Marcozzi (Luigi Di Maio/Facebook)
Luigi Di Maio e Sara Marcozzi (Luigi Di Maio/Facebook)

Marco Marsilio è il nuovo presidente dell’Abruzzo. Il candidato di Fratelli d’Italia, a capo della coalizione di centrodestra, si è imposto con quasi il 50 per cento dei voti. Dietro di lui, con venti punti di distacco, è arrivato l’esponente di centrosinistra Giovanni Legnini, ex vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura. Solo terza, con il 20 per cento delle preferenze, Sara Marcozzi, candidata del Movimento 5 stelle. Stefano Fajani di Casapound non ha superato l’1 per cento. Secondo Marsilio “la ricostruzione è la priorità assoluta. È rimasta ferma in questi ultimi tempi ed è una vergogna”.

Il dato dell’affluenza è in calo rispetto alle politiche. Nella giornata di ieri ha votato il 53,12 per cento degli aventi diritto (contro il 61,55 delle politiche del 4 marzo scorso).

Lega primo partito
Grazie Abruzzo, grazie Italia più forte degli attacchi, delle bugie e delle polemiche”. Il vicepremier Matteo Salvini ha festeggiato con questo tweet il risultato delle regionali in Abruzzo. La sua Lega ha raddoppiato il risultato delle politiche passando dal 13,8 al 27 per cento delle preferenze, attestandosi come primo partito della regione. Buoni i risultati anche per gli altri partiti della coalizione: Fratelli d’Italia ha ottenuto il 6 per cento dei voti mentre Forza Italia è arrivata al 10 per cento circa. Un quadro che, secondo Antonio Tajani di Forza Italia, dimostra che “la coalizione di centrodestra è l’unica che abbia la forza e la capacità di guidare questo paese” perché condivide “un programma comune”.

Il tracollo del Movimento 5 stelle
Risultato decisamente sotto le aspettative per l’altro azionista di governo. Il M5s è passato dal 39, 9 per cento delle politiche al 19 per cento. Secondo alcuni analisti, i due dati non sono paragonabili, dato che i grillini hanno sempre fatto difficoltà a imporsi alle amministrative. Sara Marcozzi, però, aveva legami col territorio e il sostegno diretto di Luigi Di Maio, concretizzatosi in una visita poco prima del giorno delle elezioni.

Le reazioni all’interno del Movimento non sono state affidate a Gianluigi Paragone, deputato, che ha parlato di “un voto marginale” in una regione che “non vuole il cambiamento“, nonché alla stessa Marcozzi, che ha parlato addirittura di una “sconfitta della democrazia“.

La coalizione di centrosinistra
Giovanni Legnini è arrivato solo secondo, ma ha raccolto il 31 per cento delle preferenze: quasi il doppio rispetto al 17,6 delle amministrative. L’ex vicepresidente del Csm era sostenuto da diverse liste civiche e dal Partito democratico, partito di cui ha fatto parte in passato e che continua a perdere voti in Abruzzo: dal 13,8 delle politiche è passato all’11 per cento.

Le conseguenze a livello nazionale
Le elezioni in Abruzzo confermano un trend già ampiamente rilevati dai sondaggi: l’ascesa della Lega. Il partito di Matteo Salvini ha già raddoppiato, a livello nazionale, il risultato delle politiche e oggi riesce ad ottenere consensi anche nelle roccaforti degli altri partiti. E se a più voti corrisponde più potere, è facile presupporre che il ministro dell’Interno approfitterà del risultato per portare avanti il suo programma elettorale. Il tutto, non senza mettere ancora più in difficoltà il Movimento 5 stelle, che paga gli scontri interni e il mancato mantenimento di alcune promesse fatte in campagna elettorale (vedi Tap e Ilva).

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