C’è una startup che per ogni robot venduto paga la formazione a un lavoratore

C’è una startup che per ogni robot venduto paga la formazione a un lavoratore
Industria 4.0, collaborazione tra uomo e robot

Secondo i dati diffusi da Oxford Economics e riportati dalla Bbc riguardo all’automazione della produzione, entro il 2030 circa 20 milioni di lavoratori nel settore industriale potrebbero essere sostituiti dai robot. Ma qualcuno ha iniziato a pensare a una sorta di possibile compensazione, e da qui nasce il programma sperimentale “Automation stipend”, lanciato dalla startup italiana Makr Shakr.

In sostanza, l’azienda torinese che ha sviluppato il robot Toni, il braccio meccanico impiegato come barman, ha deciso di lanciare un programma che, per ogni robot della compagnia venduto, garantirà uno stipendio mensile di 1.000 dollari a un lavoratore la cui occupazione potrebbe essere rimpiazzata da sistemi automatici.

Il programma pilota, nato dalla collaborazione di Makr Shakr con la State University di New York (Suny), partirà questo mese da Buffalo, negli Stati Uniti, per poi arrivare in Europa nel corso del 2020. Inoltre, lo stipendio, concepito come una sorta di borsa di studio di durata variabile, servirà a finanziare un percorso di riqualificazione professionale e di formazione del personale, soprattutto nei settori della ristorazione e del tempo libero.

Il programma si fonda essenzialmente su due principi. Da una parte quello della transizione, che permette di comprendere e poter gestire, tramite la foramzione, i cambiamenti in atto nel mondo del lavoro; dall’altra quello della redistribuzione, che permette di identificare chi è più esposto alle modifiche prodotte dall’automazione del lavoro.

L’estate scorsa, i dipendenti dei casinò di Las Vegas hanno scioperato per la paura che i robot possano prendere il loro posto. Abbiamo pensato allora che una compagnia che si occupa di robotica non può fare a meno di considerare aspetti simili, e ci siamo chiesti: dato che l’automazione è sempre più diffusa, come possiamo fare in modo che le persone possano beneficiare del fatto che i robot lavorino al loro posto? È così che nasce l’idea dello Stipendio, anche con la volontà di permettere ai lavoratori di riqualificarsi e di essere pronti per le professioni di domani”, afferma Carlo Ratti, professore al Massachusetts Institute of Technology e membro di Makr Shakr.

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