Una mamma per amica: trailer e data di uscita. Il revival diventa realtà

Una mamma per amica: trailer e data di uscita. Il revival diventa realtà

Il trailer e la data di uscita di ‘Una Mamma per amica’ finalmente hanno visto la luce. Netflix ha, infatti, annunciato che la serie tv arriverà sulla piattaforma il 25 Novembre. Il revival diventa così realtà. I rumors si sono rivelati veritieri. Già da tempo si parlava di una messa in onda programmata per la fine del 2016 ma sapere di più adesso è praticamente impossibile.

Una domanda che sorge spontanea è: “Ogni quanto Netflix ci regalerà un nuovo episodio?”. Al momento non è dato saperlo, si spera soltanto che i quattro episodi non seguano lo scorrere reale delle stagioni dato danno il nome alle puntate.

“A year in the life of” – questo il nome della nuova serie di episodi – sbarcherà in tv, quindi, l’indomani del Giorno del Ringraziamento. Una data perfetta essendo quello un giorno di vacanza. In quel giorno inizierà il viaggio nelle vite di Lorelai e Rori. A dieci anni dall’ultimo episodio, finalmente scopriremo cosa hanno fatto in tutto questo tempo le protagoniste. Quattro episodi per 90 minuti ciascuno da assaporare, vedere e rivedere. Come si può intuire dal primo trailer, ci sarà spazio per le risate e per il consolidato rapporto madre – figlia. Non mancherà spazio per le storie d’amore: quella di Lorelai e Luke o il “quadrato amoroso” che Rori dovrà sciogliere. La partecipazione di Matt Czuchry (Logan), Jared Padalecki (Dean) e sopratutto  Milo Ventimiglia (Jess) darà sicuramente del pepe alla trama. Nel cast attuale anche Melissa McCarthy (Sookie), approdata nel revival dopo una lunga trattativa. Nella comitiva rivedremo un po’ tutti i personaggi: Emily, Luke, Christopher, Michelle, Paris, Kirk e tutti gli abitanti di Stars Hollow. Unico assente Richard (Edward Hermann), scomparso nel 2014.

Una mamma per amica trailer e data di uscita: il video ufficiale

La sigla che risuona di nuovo, il tour di Stars Hollow e la casa delle Gilmore Girls. Questo quello che si può vedere nel trailer ufficiale. Sembra di tornare indietro nel tempo. Invece, siamo nel 2016, Rori e Lorelai riunite nella loro cucina chiacchierano come se il tempo non fosse mai passato perché, come si legge nel video, certe cose non cambiano mai.

Adesso non resta che segnare la fatidica data sul calendario e avere tanta pazienza. Nel frattempo, su Netflix è possibile recuperare tutte le stagioni passate. Fare maratone su maratone, forse, è l’unico modo per far passare più velocemente il tempo che ci separa dalla messa in onda.

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Nei dintorni dell’amore: il petting

Nei dintorni dell’amore: il petting

Ma cosa sarà mai veramente il petting?
La parola petting deriva dall’inglese e indica in origine il gesto di accarezzare e coccolare un animale domestico. Infatti, sembra che in inglese per petting si intendano le coccole, le carezze e tutt’al più i baci, mentre in italiano generalmente rappresenta tutto quello che si può faresenza che avvenga la penetrazione.
Quindi il petting si può veramente ridurre a fare tutto tranne avere quel fatidico rapporto completo? Non proprio.
Il petting è anche un’importante occasione di conoscenza affettiva e sessuale, perché consente di esplorare le reciproche zone erogene. La natura erogena di queste parti del corpo deriva dalla presenza di terminazioni nervose, che le rende più sensibili alla stimolazione. Diverse possono anche essere le strategie di stimolazione, infatti, in molte circostanze, le sensazioni piacevoli non dipendono da dove, ma da come si è toccati.
Il momento del petting non è solo un “antipasto”, ma è È una ricerca e scoperta del piacere proprio e altrui.
Spesso si tende a reputare che baci e carezze e tutto l’universo petting, piacciano soprattutto alle ragazze, anzi, che esistano proprio in funzione di un loro rilassamento; niente di più falso! Anche i ragazzi adorano le “coccole”…
Molteplici sono i dubbi e le paure che i giovani pongono alla nostra rubrica rispetto al petting: può un semplice contatto o strusciamento, nonostante si indossino slip, calze e jeans, portare ad un effettivo rischio gravidanza??
Questo ci spinge a riflettere a volte su come i ragazzi non si sentano protetti nemmeno da strati di barriere e tessuti. La paura del contagio sembra prevalere nel momento in cui avviene il primo incontro e contatto tra i corpi. E se la paura e l’ansia aumentano, l’interfacciarsi della sessualità con l’affettività diventa sempre più difficile.
Proprio perchè si tratta della scoperta di un nuovo universo (quello della sessualità), proviamo a fare un po’ di chiarezza sulle idee confuse dei ragazzi.
Rimanere incinta facendo petting è molto difficile ed improbabile, anche se non impossibile. Possiamo specificare che la possibilità di rischio di fecondazione con le mani sporche potrebbe esistere nel caso in cui si penetra in vagina con un dito molto sporco di sperma appena eiaculato, sempre se ovviamente la donna si trova nel suo periodo ovulatorio. Se lo sperma è secco, o ci si è lavati le mani, o se il liquido seminale è rimasto all’aria le condizioni ottimali di sopravvivenza degli spermatozoi sono state vanificate.
Sebbene la probabilità sia molto bassa, è facile prendere qualche precauzione per evitare di passare i giorni successivi a rimuginare e a crucciarsi come ad esempio stare più attenti all’igiene e avere contatti con le mani pulite. Basta fare un po’ d’attenzione ed evitare di lasciare che il liquido seminale venga a contatto vagina o che venga portato all’interno della stessa con dita o altro. Purtroppo invece, alcune malattie sessualmente trasmissibili possono essere contratte anche attraverso il petting: ad esempio il papillomavirus, l’herpes o alcune infezioni genitali. Invece si può stare tranquilli per la trasmissione del virus dell’HIV (solo nel sesso orale esiste un rischio, seppure basso.)
Detto questo, quindi, e adottando le dovute attenzioni, si può scoprire i modi per procurare e provare piacere sono innumerevoli, tanti i gesti e infinite le sensazioni; senza fretta, rispettando i tempi dell’altro e i propri.

Lo sapevi che…

Petting è un comune tedesco di 2.309 abitanti, situato nel land della Baviera. È noto all’estero per il doppio senso presente nel suo nome, proprio come il vicino villaggio austriaco di Fucking. (Wikipedia)

Il verbo inglese to pet, da cui petting, indica, all’origine, il gesto con cui un essere umano “coccola” un cane o un gatto (pets, animali domestici), per esempio accarezzandone il pelo. Per estensione, il verbo si applica anche al reciproco accarezzarsi e abbracciarsi fra esseri umani, non necessariamente in modo sensuale. (Wikipedia)

Spesso si indicano con necking (sbaciucchiamenti, pomiciata) i comportamenti sessuali dalla vita in sù e con petting quelli dalla vita in giù

In Olanda è legale appartarsi in un giardino pubblico e lasciarsi andare a libere effusioni, dal petting al rapporto sessuale completo. Gli amanti del sesso nei giardini pubblici dovranno però rispettare alcune semplici regole: rispettare gli orari, appartandosi solo dal tardo pomeriggio in poi; piazzare la coperta lontano dall’area giochi riservata ai bambini; gettare i preservativi e l’eventuale sigaretta negli appositi cestini.

In ambito occidentale, la locuzione “sesso asciutto” viene anche utilizzata per definire le pratiche sessuali che non prevedono alcun tipo di penetrazione, ovvero il petting.

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I selfie nell’intimità: gli aftersex

I selfie nell’intimità: gli aftersex

C’erano una volta un uomo e una donna, un incontro romantico, una cenetta a lume di candela, un gioco fatto di sguardi, di seduzione, di situazioni intriganti e poi? Certo abbiamo capito già da un po’ che “e vissero felici e contenti” è purtroppo sempre più spesso solo un modo di dire, ma lasceremo ai posteri o agli avvocati l’ardua sentenza. Ci interessa solo scoprire come sarà il lieto fine dell’incontro amoroso.

Carezze, coccole, dolcezze scambiate nell’intimità dei propri spazi?? Care Cenerentola e Biancaneve aggiornatevi: c’è il “selfie aftersex”. E’ proprio così, dopo una intensa, più o meno, attività sessuale ci si scatta un bel selfie, ma fin qui tutto ok, il problema è che non ci si ferma si va oltre, nell’era della condivisione non si può non divulgare l’immagine all’intero universo social.

Ormai da tempo dilaga la mania del selfie, si fa proprio ovunque in ogni momento in ogni situazione nei momenti più imbarazzanti, più romantici, quindi un selfie per ogni emozione? Sembrerebbe di no il giornalista del Messaggero Carmine Castoro in un articolo afferma “Scagli la prima pietra chi nei selfie che furoreggiano fra social e cellulari ha mai visto qualcosa di diverso da facce in primo piano, tutte sorridenti, tutte “vincenti”, anche se di cosa non si sa, con un cocktail in mano in qualche locale notturno, in comitive raggianti o in pose che simulano le stesse viste su qualche rivista glamour o sulla locandina di qualche film di Hollywood” .

Il selfie rappresenta per molti, tra sociologi, filisofi e psicologi, solo una espressione narcisistica del sè, lo scrittore fotografo Ferdinando Scianna, nel suo lbro “lo specchio vuoto, fotografia identità e memoria” si sofferma proprio su questa natura narcisistica del selfie, ma non solo, ne sottolinea anche lo stato depressivo affermando “Vivere come se. Sfuggire alla depressione attraverso continue iniezioni di narcisismo”. Ma dopo il sesso che senso ha? Cosa rappresenta o sottende questo nuovo modo di sovraesporsi? Non troviamo nello specifico speculazioni filosofiche, psicologiche sul tema, forse perchè la neo nascita del fenomeno non è ancora stata osservata e messa sotto i raggi X dal mondo scientifico come è invece accaduto per il suo pro-zio, il puro e semplice selfie.

Ciò che nel nostro piccolo potremmo chiederci è semplicemente dove, in questo specifico caso, è possibile collocare il confine tra pubblico e privato e cosa rappresenta per gli utenti la pubblicazione nell’universo social. Forse è un modo per collocare in uno spazio temporale, anche questo momento della propria esistenza e dare visibilità ai propri stati emotivi affettivi del post coito. Forse anche questo rappresenta un modo per essere visti e nello stesso tempo per vedersi come se fossimo dei “fotografi” che colgono l’attimo del subito dopo, dove siamo noi a fare tutto, dove l’occhio è il nostro, siamo noi a decidere lo scatto e la posa e il momento giusto, siamo noi i censori. Che Eros si sia mascherato o trasformato in Narciso?

Lo sapevi che…

La parola selfie che deriva dall’inglese self-portrait ed è stata eletta parola dell’anno 2013 dall’Oxford English Dictionary. Il termine “selfie” però fu ufficialmente coniato dallo scrittore Jim Krause, nel suo libro “Photo Idea Index” nel 2005, mentre la moda vera e propria dell’autoscatto nacque, secondo la scrittrice Kate Loss nel 2010 grazie all’arrivo dell’iPhone 4 (il primo dispositivo a montare una fotocamera anteriore) e dell’app social “Instagram”. Tornando indietro nel tempo, sempre secondo l’articolo il primo “selfie” della storia risale al 1839 ad opera di Robert Cornelius, americano, considerato il pioniere della fotografica internazionale. Colei che fece diventare l’autoscatto una vera e propria mania fu Anastasia Nikolaevna, figlia dell’ultimo zar di Russia Nicola II. Sembra che scattasse ripetutamente autoscatti di fronte a grandi specchi in diverse pose e ambientazioni.

Anche i grandi pittori non disdegnavano l’autoritratto o si infilavano nel quadro, ricordiamo Velazquez che si rappresenta a figura intera nel quadro “Las Meninas”. Il pittore dipinge se stesso all’opera, con in mano gli strumenti del mestiere e si raffigura come facente parte di un gruppo insieme ad altre persone. Presentando se stesso in questo ritratto di gruppo, egli fece risaltare il suo orgoglio personale per tutto ciò che aveva raggiunto come pittore di Corte e come servitore personale del re; ma al tempo stesso si mostrava consapevole di non essere al centro di quel mondo. Ma potremmo citarne tanti altri da Van Gogh, a Goya, a Frida Khalo.

Tra i selfie after sex dei vip tra i più famosi ricordiamo quelli del calciatore argentino Mauro Icardi con Wanda Nara. I veri precursori dell’aftersex selfie sono stati Aida Yespica e il fidanzato Roger Jenkis. Belen Rodriguez e Stefano de Martino hanno condiviso i loro selfie tra le lenzuola su Instagram. Nel mondo dello sport c’è la coppia di nuotatori Federica Pellegrini e Filippo Magnini.

I selfie nell’intimità: gli aftersex

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Cultura, Salone Libro: le precisazioni dell’AIE, inviato il recesso alla Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura

Cultura, Salone Libro: le precisazioni dell’AIE, inviato il recesso alla Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura

Per ricostruire correttamente le notizie che hanno portato l’Associazione Italiana Editori alla decisione del Consiglio Generale del 27 luglio, AIE precisa che: il recesso di AIE come socio fondatore della Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura è stato deciso all’unanimità nel Consiglio Generale di AIE nella riunione del 25 febbraio 2016; Se ne è rimandata la formalizzazione a dopo il Salone 2016 e dopo la tornata elettorale, per evitare strumentalizzazioni di tipo politico; Questo recesso non implicava in alcun modo la decisione di un altro Salone.

Si era invece deciso di dare il massimo supporto all’edizione 2016 dell’appuntamento torinese. E così è stato; Intenzione di AIE era uscire dalla Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura, non spostarsi altrove; Il lavoro impostato dalla Commissione AIE Promozione del Libro è stato avviato a marzo sulla base degli stimoli pervenuti da vari soggetti fieristici, per costituire un sistema di eventi e fiere che diventasse di ispirazione per azioni concrete di promozione culturale e della lettura.

Il progetto pervenuto da Fiera Milano è stato ritenuto convincente dalla Commissione e proposto al Consiglio generale, che ieri democraticamente ha deciso. Il recesso di AIE come socio fondatore è stato inviato solo il 28 luglio 2016; La joint venture con Fiera Milano sarà costituita solo a settembre.

 

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I benefici di Pokémon GO: tiene in forma e migliora l’umore

I benefici di Pokémon GO: tiene in forma e migliora l’umore

Pokémon GO ha spaccato l’opinione pubblica: chi lo reputa un gioco pericoloso, chi eccezionale e innovativo, altri ancora sciocco e insensato.
Eppure è riuscito in quello che in molti hanno fallito: far uscire la gente di casa.
E forse è proprio questa la parte più innovativa di questo fenomeno: il numero impressionante di persone che si avventurano all’aperto.
Una pandemia che ha i suoi frutti: “nerd” sedicenti che escono dalle loro stanze per dare la caccia ai Pokémon, pigroni che si aggirano per le strade facendo esercizio fisico involontario.

Quindi possiamo dire che Pokémon GO fa dimagrire?

Bhe, non è proprio sbagliato.
L’attività fisica, che sia anche una camminata per cacciare Pokémon, ha senza dubbio i suoi benefici per la linea.
Avventurarsi in passeggiate, anche in compagnia, fa passare del tempo in movimento, ancor meglio all’aria aperta, il vero elisir per mantenersi in forma.
Anche a livello mentale.

Sono in molti ad aver scoperto il comfort mentale ed emozionale di trascorrere del tempo in natura proprio grazie alla caccia ai Pokémon.

Vivere la natura, scoprirla ed esplorarla è da sempre considerato un toccasana per l’umore.
Ogni cosa sempre con il suo giusto equilibrio.

Oltre ai benefici per la salute fisica e mentale, Pokémon GO è un ottimo modo per socializzare, anche per i giocatori più timidi.

E’ molto facile individuare un altro giocatore, e non è raro trovare più persone che affollano un pokéstop o una palestra.

Sul fenomeno è intervenuto anche James Levine, esperto di obesità della Mayo Clinic.

“Per qualche giocatore lo sforzo necessario per vincere può essere una rivoluzione nella propria vita. Mentre si gioca il corpo rilascia endorfine, il cervello viene gratificato e impara quanto può essere piacevole il movimento”.

E’ indubbio che tra gli effetti benefici si possa nascondere il risvolto negativo, come dipendenza dal gioco e distorsione della realtà.

Un gioco come Pokémon GO va dunque esaminato sotto uno spettro di luce a 360 gradi, cogliendo ogni sua sfumatura, nel bene e nel male.

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Cinema Venezia, in Orizzonti (Concorso Corti) STANZA 52, l’esordio alla regia di Maurizio Barucci

Cinema Venezia, in Orizzonti (Concorso Corti) STANZA 52, l’esordio alla regia di Maurizio Barucci

In un lussuoso albergo di Napoli, la stanza 52 ha qualcosa di magico e di misterioso. A esserne a conoscenza è soltanto Serena, una stramba cameriera cinquantenne che malgrado una vita difficile non ha perso il sorriso. Mentre fa le pulizie, Serena interroga la stanza sul destino che il proprio defunto marito ha avuto nell’aldilà e la stanza sembra risponderle, ma in modo confuso. Ne nasce un dialogo surreale, durante il quale Serena racconta i propri e gli altrui peccati e affronta con semplicità un tema fondamentale della morale cristiana.

“La compassione è la base della moralità, ma spesso non riusciamo a perdonare a noi stessi né agli altri perché lo dimentichiamo. Ho voluto raccontare questo tema con leggerezza, filmando sempre da vicino l’attrice per mettere in luce il duro lavoro del personaggio e i suoi sentimenti di pietà e di speranza malgrado il dolore che la vita può dare” Maurizio Braucci Maurizio Braucci (Napoli, 1966) è coautore di sceneggiature di film come Gomorra e Reality di Matteo Garrone, Bella e perduta di Pietro Marcello, Anime nere di Francesco Munzi, L’intervallo di Leonardo Di Costanzo, Pasolini di Abel Ferrara, Piccola patria di Alessandro Rossetto. Ha pubblicato romanzi (“Il mare guasto”, “Una barca di uomini perfetti”, “Per sé e per gli altri”), racconti e reportage, scrive per il teatro.

Stanza 52 è la sua prima regia. Stanza 52 è una produzione Avventurosa in collaborazione con Rai Cinema e Francesco Bellusci. Con: Vincenza Modica. Direttore della fotografia: Salvatore Landi. Montaggio: Sara Fgaier. Montaggio del suono: Daniela Bassani.

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“Agosto a Castelli”: tanti eventi nel borgo della ceramica

“Agosto a Castelli”: tanti eventi nel borgo della ceramica

Il sindaco di Castelli, Rinaldo Seca, ha presentato questa mattina al Consorzio Bim di Teamo i prossimi appuntamenti in programma del cartellone “Agosto a Castelli 2016”: “Siamo particolarmente soddisfatti di essere riusciti a mettere a punto un calendario ricco e articolato – spiega il primo cittadino – che avra’ come eventi di punta la storica Mostra-Mercato dell’Artigianato ceramico, che esalta l’identita’ del paese con una grande esposizione delle collezioni piu’ preziose delle produzioni castellane, e, dal 19 al 26 agosto, la IV edizione del Festival della Storia dell’Arte.

Il 31 luglio avremo l’inaugurazione della Mostra sulla collezione Giacomini, che arricchira’ il patrimonio museale con oltre cento opere. Un sentito ringraziamento alla straordinaria collaborazione di tutte le associazioni operanti sul territorio e al Consorzio Bim”. Si parte domenica sabato 30 luglio con l’apertura della 52esima Mostra-Mercato dell’Artigianato ceramico. Alle ore 18 in piazza Roma il convegno “Artigianato: quale futuro?” introdurra’ il taglio del nastro e l’inaugurazione dell’evento. Alle ore 18 in piazza Marconi apertura della bottega “Dipingi il tuo piatto” con dimostrazione d’arte ceramica, a cura della Proloco di Castelli. Alle 21 in piazza Roma “Bread&Bossa” in concerto e alle 22 esibizione del Light Trio. Domenica 31 luglio, alle ore 9, in localita’ San Rocco si svolge il secondo Trofeo della Montagna “Cani da tartufo su ring”.

Alle ore 18 presso il Museo delle ceramiche inaugurazione della Mostra sulla collezione Giacomini. Alle 21 in piazza Roma conversazione di Lucia Arbace, direttore del Polo Museale dell’Abruzzo, su “La maiolica di Castelli tra nuove ricerche e collezioni”. Alle 22, sempre in piazza Roma, Gran Gala’ lirico con l’esibizione dei vincitori del IX Concorso Internazionale “ArteInCanto” accompagnati al pianoforte dal Maestro Isabella Crisante. Il primo agosto notte bianca all’insegna del “LUNEdiCASTELLI” in piazza Roma e per le vie del centro storico, alle 21 la Rogerio Celestino Band – Black Music in concerto.

Dal 3 al 5 agosto in localita’ Befaro festeggiamenti in onore di Santa Maria della Neve: concerti e balli in piazza dalle ore 21 con “Gli Scordati” (3 agosto), “Tropicana Band” (4 agosto) e “Tarallucci Band” (5 agosto). Il 6 agosto e’ in programma alle ore 21 la presentazione del libro di Elso Simone Serpentini “La Rivolta di Castelli”, con l’organizzazione della Pro loco. Alle 22 seguira’ il corteo storico e l’esibizione degli sbandieratori. Il 7 agosto in localita’ San Donato alle ore 11 la celebrazione di San Donato. Lunedi’ 8 agosto torna la notte bianca che prevede alle 18 la dimostrazione dell’antica procedura di utilizzo del forno a respiro in piazza Marconi. Alle 21 concerto dei Solisti Aquilani. Il 9 agosto alle 21 Notturna al fondo della Salsa da piazza Marconi a cura del CAI di Castelli. Il 10 agosto alle ore 18 inaugurazione della Mostra “Il Liceo Artistico F.A. Grue” presso la sede dell’istituto. L’11 agosto alle 21 teatro dialettale con la Compagnia “Il Carrozzone”.

Il 13 agosto, sempre alle 21, i rock men e gli amici musicisti del “Sogno di David”. Nel giorno di Ferragosto torna la Notte Bianca animata alle ore 17 dal tradizionale lancio del piatto al Belvedere, alle 18 il forno a respiro e alle ore 21 musica brasiliana con il concerto dei “Favela Chic”. Il 16 agosto alle ore 11 a San Rocco festeggiamenti in onore del santo patrono. Il 17 agosto proiezione cinematografica del film “Il diamante bianco” in piazza Roma a cura del CAI di Castelli. Dal 19 al 26 agosto la quarta edizione del Festival della Storia dell’Arte, che sara’ tenuto a battesimo da Vittorio Sgarbi. Il 21 agosto la sezione locale del CAI promuove una giornata dedicata alla manutenzione della rete sentieristica con ritrovo e partenza dei partecipanti alle ore 8 da piazza Marconi. Il 22 agosto Notte bianca con il concerto di “Progetto Nomade” alle 21. Dal 25 al 27 agosto torna la XIV Sagra della Mortadella alla piastra in localita’ Colledoro: stand gastronomici e intrattenimento musicale dalle 21 con Tequila e Montepulciano Band (25 agosto), i Palasport, cover band dei Pooh (26 agosto) e Orietta Berti (27 agosto). Il 28 agosto IV edizione della Caccia al tesoro notturna organizzata dalla Proloco in piazza Roma. Il 29 agosto Notte Bianca: alle 18 il forno a respiro e alle 21 “Il Passagallo” in concerto. Il 4 settembre chiudera’ il cartellone estivo la Serata castellana, evento conviviale con inizio alle 21 in piazza Roma.

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Arte, Lazio: a Villa Ada l’emergenza umanitaria dei migranti diventa arte con Intersos

Arte, Lazio: a Villa Ada l’emergenza umanitaria dei migranti diventa arte con Intersos

Dopo ambiente, arte e sostenibilità a Villa Ada Roma Incontra il Mondo arriva anche il sociale e incontra il pubblico per raccontare un’emergenza umanitaria vicina e attuale, quella dei profughi in cammino verso l’Europa. Proprio a ridosso dell’isolotto, sulle rive del laghetto di Villa Ada, un’installazione artistica a cura di Alessio Cupelli per INTERSOS, organizzazione umanitaria da sempre in prima linea per portare aiuto alle vittime di guerre, violenze e disastri naturali.

Le immagini che compongono l’installazione sono state scattate da Alessio Cupelli in una fredda alba dello scorso autunno, a Berkasovo, tra Serbia e Croazia, insieme agli operatori umanitari della ONG impegnati ad assistere i profughi in cammino verso la frontiera.

Un campo di mais, buio, silenzio, fango, brina e un gelido vento circondavano bambini, donne e uomini nella loro marcia verso il varco tra i due paesi.  Soltanto nello scorso autunno, tra le 4mila e le 7mila persone hanno attraversato ogni giorno il confine tra Serbia e Croazia. Migliaia di persone, spesso intere famiglie, hanno percorso la rotta balcanica compiendo viaggi lunghi, difficili e senza certezze, per mettersi in salvo da guerre e violenze, cercando di raggiungere l’Europa del Nord. Profughi, richiedenti asilo, migranti: ma innanzitutto persone.

Ciascuno con un nome, ciascuno con la propria identità e la propria storia da raccontare. Quando si parla di loro, spesso sembra si faccia riferimento a un’entità indistinta, ad una massa senza volto, la cui consistenza è espressa in numeri – migliaia o milioni – che nulla dicono delle loro reali condizioni di vita, delle loro storie, delle loro speranze.

Dimentichiamo che quelli che chiamano profughi sono innanzitutto persone. Nasce così la campagna #lichiamiamopernome di INTERSOS, per aiutare chi ha perso tutto: oltre 50mila persone rimaste bloccate in Grecia in seguito alla chiusura della frontiera con la Macedonia, in maggioranza donne e bambini provenienti da Siria, Afghanistan o Iraq. L’installazione, che nasce con il fine di sensibilizzare circa il tema e la campagna, rimarrà visibile a Villa Ada fino al termine della manifestazione, il prossimo 15 agosto. Qui il video:https://www.youtube.com/watch?v=MQ0PtPNPO2c

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Il divano si muove, vibra e reagisce: Immersit porta la realtà virtuale a casa vostra

Il divano si muove, vibra e reagisce: Immersit porta la realtà virtuale a casa vostra

La quarta dimensione arriva a casa con Immersit, il primo dispositivo in grado di trasformare qualsiasi divano in un cinema 4D per un’esperienza visiva e di gioco senza precedenti.

Chi non ha mai sognato di cavalcare l’hoverboard di Ritorno al futuro, di pilotare una navicella di Star Wars o addirittura di sentire le vibrazioni di una mitragliatrice addosso mentre si gioca alla Playstation? Da oggi esiste un dispositivo che consente di portare la quarta dimensione direttamente a casa vostra: si chiama Immersit ed è in grado di trasformare qualsiasi divano in un cinema 4D. Immersit è il primo prodotto che permette di vivere i film e i video-giochi come se ci si trovasse all’interno ma restando comodamente sul proprio divano di casa.

Come funziona Immersit

Immersit è un dispositivo che si installa sotto qualsiasi divano: il prodotto, opportunamente collocato sotto i quattro piedi del divano, ma anche della poltrona, genera una quantità elevata di vibrazioni e movimenti che trasformano qualunque arredo di casa in un’esperienza di realtà virtuale senza precedenti. Il divano si alza, si abbassa, si muove, vibra e reagisce proprio come se fosse dentro al film in visione o al videogioco: Immersit è un dispositivo wireless fornito con un sofisticato hardware di movimento e un software intelligente in grado di riprodurre tutti i movimenti e le vibrazioni di un film o di un videogioco. Ogni azione è perfettamente codificata e tradotta in movimento.

Immersit consiste in:

I “muscoli” – 4 pastiglie dinamiche che forniscono una combinazione di più di 1000 movimenti e vibrazioni per il vostro divano.

Il “cervello” – Cuscinetti che sono collegati al sistema di controlla dei movimenti.

Il “cuore” che fornisce l’energia per l’intero sistema – Piccolo e appositamente progettato, può essere posizionato dietro il divano o sul lato e utilizzato come tavolino.

Immersit è compatibile con X-Box, Playstation, PC e più di 120 giochi. Utilizzando diverse combinazioni di segnali, Immersit riconosce automaticamente lo stato del gioco e ricrea il movimento. Le vibrazioni sono regolabili al 100% ed è previsto il totale controllo dei movimenti: se si preferisce avere un movimento specifico durante un’azione specifica basta impostare l’applicazione per personalizzare l’esperienza di gioco a proprio piacimento. Per i film a casa Immersit utilizza una combinazione di diverse tecnologie per riconoscere qualsiasi supporto in riproduzione sullo schermo, a prescindere se la fonte sia un DVD, lettore Blu ray, piattaforme VOD o altro. Una volta che il film viene riconosciuto dal cervello di Immersit, il divano inizia a muoversi e vibrare in modo sincronizzato con l’azione sullo schermo.

Con Immersit tutti possono diventare copiloti di Maverick in Top Gun, o uno Jedi di Star Wars: ecco l’unico dispositivo in grado di migliorare l’esperienza cinematografica e di gioco a casa vostra. Immersit porta la quarta dimensione a casa vostra offrendo un’esperienza di gioco e di visione così realistica e coinvolgente che vi sembrerà di stare dentro un film o di essere il protagonista di un video gioco e direttamente dal vostro divano di casa. È progettato per adattarsi ad ogni divano o poltrona di casa e può reggere qualsiasi tipo di peso (fino a 500 chili). Immersit è completamente sicuro grazie ad un sensore in grado di rilevare qualsiasi cosa che cade sotto il divano e di bloccarne il movimento. Il costo di un dispositivo Immersit è a partire da 649 euro, ma l’esperienza di immersione che è in gradi di farvi vivere non ha prezzo.

Il divano si muove, vibra e reagisce: Immersit porta la realtà virtuale a casa vostra

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Mango: il frutto che fa bene alla salute e alla linea

Mango: il frutto che fa bene alla salute e alla linea

Il mango è un frutto dolce, colorato, succoso e ricco di proprietà. Oltre ad essere leggerissimo poiché contiene solo 50 calorie ogni 100 grammi, è antiossidante, antistress e ricco di minerali. Scopriamo quali sono i suoi benefici.

Tenere sotto controllo la propria alimentazione è importantissimo per restare perfettamente in salute ma in pochi conoscono le proprietà e le qualità benefiche di tutti i frutti in commercio. Il mango, in particolare, è colorato, succoso, ha un sapore dolce e aromatico, una polpa morbida e succosa ed è un mix perfetto fra pesca, ananas e arancia. E’ leggerissimo, contiene infatti solo 55 calorie ogni 100 grammi e dona un senso di immediata sazietà e pienezza. E’ inoltre antiossidante, antistress, ricco di minerali, di acido gallico, di mangiferina, di fibre e di vitamina A e C.

Le proprietà benefiche del mango

Il mango consigliato alle persone anemiche poiché contiene elevate quantità di ferro ma anche a coloro che soffrono di costipazione poiché contiene acido tartarico e acido malico, sostanze che funzionano come diuretici e lassativi naturali. E’ proprio per questo che è l’ideale anche per quelli che vogliono dimagrire. Oltre a ridurre la ritenzione idrica e a purificare l’organismo, combatte la crescita delle cellule adipose. Ogni frutto contiene tre fibre che facilitano la digestione, abbassando il colesterolo e placando la fame. I suoi semi, inoltre, sono ricchi di leptina, un ormone che regola l’appetito e il metabolismo. Il mango viene considerato anche un frutto anticancro, capace di contrastare delle tipologie precise di tumore, come ad esempio quello al pancreas e al seno. Come se non bastasse, il colore giallo arancione è dovuto alla presenza di betacarotene, sostanza fondamentale per ottenere una buona abbronzatura e per dare benefici alla vista. Gli unici che dovrebbero evitare di mangiarlo? I diabetici. Il mango è infatti ricco di zuccheri e potrebbe mettere a rischio la loro salute.

Come tagliarlo e come mangiarlo
Può essere gustato da solo al termine di un pasto o come spuntino a metà giornata, cosa consigliata soprattutto a chi segue una dieta. Può essere inoltre  accostato ad altri frutti come fragole, ananas, cocco, frutto della passione. I più creativi possono inoltre creare dei ghiaccioli con questo frutto oppure preferirlo accompagnato da insalata o riso. Molto spesso il mango viene infatti utilizzato nel sushi, dando vita a piatti davvero prelibati. Per mangiarlo, è necessario pulirlo e poi dividerlo a metà. A questo punto, deve essere eliminato il nocciolo, incisa la polpa con un coltello, in modo da realizzare dei tagli longitudinali e poi trasversali fino a formare una graticola. Solo alla fine si potrà spingere la polpa verso l’esterno, estraendo i cubetti con un cucchiaio.

Mango: il frutto che fa bene alla salute e alla linea

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