Sì alla legge per il lavoro autonomo, ecco che cosa cambierà

Sì alla legge per il lavoro autonomo, ecco che cosa cambierà

(Foto: Shutterstock)
(Foto: Shutterstock)

Il disegno di legge sul lavoro autonomo ha ricevuto oggi il definitivo lasciapassare in Senato, ottenendo 158 voti a favore. Una legge che comprende quindi le misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e anche “l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi” per quanto riguarda il lavoro subordinato.

Ci sono varie misure che che interessano quindi gli autonomi, le partite Iva e i soggetti interessati dai cambiamenti dello smart working, in quello che viene definito un altro Jobs Act.

Molti i punti interessanti della prima parte, vale a dire quella relativa alla tutela del lavoro autonomo: sono abusive per esempio clausole che prevedono termini di pagamento superiori a 60 giorni “dalla data del ricevimento da parte del committente della fattura o della richiesta di pagamento”. A partire dal primo luglio 2017, si precede che l’ammortizzatore sociale noto come Dis-coll (previsto per i collaboratori coordinati e continuativi) diventi permanente e sia esteso anche agli assegnisti e ai dottorandi di ricerca con borsa di studio, “in relazione agli eventi di disoccupazione verificatisi a decorrere dalla stessa data”.

Il governo, entro 12 mesi dall’entrata in vigore della legge, deve adottare uno o più decreti per rafforzare “le prestazioni di sicurezza e di protezione sociale dei professionisti iscritti agli ordini o ai collegi” e quindi le varie casse potranno attivare “oltre a prestazioni complementari di tipo previdenziale e socio-sanitario”, altre prestazioni sociali, finanziate da apposita contribuzione, in particolare per sostenere gli iscritti “che abbiano subìto una significativa riduzione del reddito professionale per ragioni non dipendenti dalla propria volontà o che siano stati colpiti da gravi patologie”.

La legge prevede anche che i centri per l’impiego e gli organismi che operano allo scopo di intermediare il lavoro abbiano, in ogni sede aperta al pubblico, “uno sportello dedicato al lavoro autonomo“, anche con convenzioni con ordini e collegi professionali.

Inoltre, si stabilisce che siano “integralmente deducibili, entro il limite annuo di 10mila euro, le spese per l’iscrizione a master e a corsi di formazione o di aggiornamento professionale nonché le spese di iscrizione a convegni e congressi” o entro il limite di 5mila “le spese sostenute per i servizi personalizzati di certificazione delle competenze, orientamento, ricerca e sostegno all’auto-imprenditorialità”.

Nel secondo capo della legge si disciplina il lavoro agile, una forma di esecuzione del lavoro che si stabilisce attraverso “forme di organizzazione per fasi, cicli e obiettivi e senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro” meglio se con l’ausilio di strumenti tecnologici per svolgere l’attività lavorativa. Si tratta però di una prestazione di lavoro da eseguire “in parte all’interno di locali aziendali e in parte all’esterno senza una postazione fissa” e all’interno di quei limiti di durata dell’orario giornaliero o settimanale che derivano per legge o come stabiliti dalla contrattazione collettiva.

Infine, gli incentivi fiscali e contribuitivi che si riconoscono per aumenti di produttività valgono anche quando l’attività lavorativa sia prestata in modalità di lavoro agile.

The post Sì alla legge per il lavoro autonomo, ecco che cosa cambierà appeared first on Wired.

Leggi l’articolo completo: Sì alla legge per il lavoro autonomo, ecco che cosa cambierà

Alien 5, Ridley Scott spiega perché non si farà

Alien 5, Ridley Scott spiega perché non si farà

alien-covenant-art

La saga degli extraterrestri xenomorfi sta per raggiungere una longevità quarantennale. Ma mentre fervono i lavori sulla fase prequel, con Alien: Covenant in uscita nelle sale domani 11 maggio, nelle scorse settimane è arrivata una secca smentita: Alien: Awakening, ipotetico quinto capitolo della serie originale, non si farà più.

È lo stesso Ridley Scott a spiegare le ragioni della scelta di non proseguire con il quinto film della cronologia originale, che originariamente lui avrebbe dovuto semplicemente produrre mentre alla regia ci sarebbe stato Neill Blomkamp: “Ho semplicemente fatto notare: perché avere due Alien là fuori, quello mio e quello di Blomkamp? Sarebbe stato come darsi la zappa sui piedi”, ha affermato il regista. “Poi alla Fox si sono decisi a non continuare, ma io ho voluto sollevare la questione che mi sembrava là dormiente“.

Non vedremo dunque Sigourney Weaver tornare nei film dedicati agli xenomorfi, mentre Scott è intenzionato a lavorare alla saga prequel originata con Prometheus ancora a lungo: il seguito di Covenant, infatti, si inizierà a girare già fra 14 mesi, cioè nella prima metà del 2019.

The post Alien 5, Ridley Scott spiega perché non si farà appeared first on Wired.

Leggi l’articolo completo: Alien 5, Ridley Scott spiega perché non si farà

My Voice, una app per continuare a parlare con la Sla

My Voice, una app per continuare a parlare con la Sla

Parlare a chi si ama, ed essere ascoltati, è un atto sottovalutato per chi è in salute. Uno scenario molto diverso invece si configura per chi soffre di patologie come quelle neuromuscolari, tra cui la sclerosi laterale amiotrofica (Sla): in molti casi la perdita progressiva della capacità di esprimersi vocalmente è una delle tante drammatiche evoluzioni di un male che non ha ancora una cura definitiva. Ma la tecnologia può aiutare il malato e chi lo accompagna nel percorso della malattia. Lo dimostra la app My Voice, pensata per consentire ai pazienti di salvare dei messaggi e abilitarli per i sistemi di comunicazione artificiali, utili per i malati, diversi tecnologicamentem ma sostanzialmente uguali nel riprodurre la voce dell’individuo attraverso una sintesi meccanica e artificiale che non può valorizzare la voce del singolo individuo.

La app proposta dal Centro clinico Nemo, specializzato in malattie neurodegenerative, è pensata non solo per chi rischia di perdere la capacità di parlare ma per chi vuole in generale archiviare frasi e messaggi con la propria voce.  La app My Voice, disponibile per Android, iOs e Microsoft, è a pagamento ma scaricandola si finanzia la ricerca e il progetto del centro Una banca per la propria voce che mira a diventare un archivio per conservare la voce originale della persona, raggiungibile sempre.

La Sla spesso porta via la capacità di articolare le piccole espressioni del quotidiano, quelle che più frequentemente si rivolgono a figli, amici o consorti: la app consente di categorizzare quanto si dice e di classificarlo con un colore per facilitare l’identificazione. In una prima fase si registra la voce sul telefono e le registrazioni confluiscono nel database della app, in cloud. Nella seconda, eventualmente, le fasi pre-registrate potranno essere utilizzate attraverso il comunicatore, scegliendole dall’elenco e installando l’app sul comunicatore.

Come dimostra My Voice, la tecnologia può far molto anche per i malati di Sla, intercettando quegli strumenti, come le app, che sono diffusi per bisogni molti più superficiali e ludici ma che possono rivelare un potenziale più grande. Un altro tema è anche quello dell’identità della persona, che a volte la malattia può stravolgere e che si può cercare di tutelare, anche in un aspetto decisamente peculiare e irripetibile come la voce.

The post My Voice, una app per continuare a parlare con la Sla appeared first on Wired.

Leggi l’articolo completo: My Voice, una app per continuare a parlare con la Sla

Snapchat introduce la visualizzazione illimitata

Snapchat introduce la visualizzazione illimitata

snapchat

Snapchat corre velocemente. Forte di un passato (si fa per dire) che lo ha visto lanciare il formato — gli snap — poi ripreso da tutta la concorrenza, ora cambia nuovamente le carte in tavola. L’ultimo aggiornamento, già rilasciato per iOS e Android, porta un’ondata di novità, quasi a rimarcare che sì, la tecnologia è fatta di copia-incolla, ma qualcuno cerca di alzare il tiro.

Tanto per cominciare, gli snap da oggi potranno contare su una visualizzazione illimitata: questo significa che le immagini potranno essere mostrate all’infinito, lasciando a chi guarda il potere di andare oltre (utilissimo, per esempio, quando si postano immagini di testo, pagine di libri, e simili). I video invece, potranno essere mandati in loop.

Altre due novità: la penna-emoji e la gomma-magica. La prima è un comando che compare in basso alla tavolozza colori che si attiva sotto la penna: premendo sull’icona emoji si può sceglierne una da usare proprio come una penna, il cui tratto sarà l’icona scelta (vedi immagine). Premendo invece sulla gomma magica (si accede dall’icona forbice, già esistente), si possono scegliere porzioni di foto che diventeranno veri e propri adesivi. Il disegno evidenziato dal movimento del dito sullo schermo si trasforma in un adesivo creato finirà nella libreria dedicata.

Così l’app di Evan Spiegel continua a sparigliare le carte davanti alla concorrenza, anche se i suoi movimenti sembrano descrivere una traiettoria diversa rispetto agli altri. Snapchat non vuole raggiungere tutti, come prova a fare Facebook, introducendo anche versioni leggere della sua applicazione. Snapchat guarda altrove,  punta agli utenti che facciano un uso compulsivo della piattaforma (secondo i suoi stessi dati, gli utenti consultano l’app 18 volte al giorno). Probabilmente, quelli che abitano nei Paesi ricchi e hanno smartphone capaci di reggere l’infrastruttura.

Come spiega ReCode, citando una ricerca di eMarketer, Snapchat vanta gli stessi numeri di pubblico giovane di Facebook, pur avendo un ottavo delle sue dimensioni. Secondo l’analisi della società di ricerca infatti,  il 59% degli utenti tra i 12 e i 17 anni, il 68% tra i 18 e i 24 anni e il 42% tra i 25 e i 34 anni, usano l’applicazione almeno una volta al mese, per tutto l’anno. 

(Foto: eMarketer-Recode)
(Foto: eMarketer-Recode)

I corrispettivi per quelle fasce d’età, su Facebook, sono 64, 77 e 81%, ma c’è una differenza: Facebook ha 1,3 miliardi di utenti attivi al giorno, mentre l’app con il fantasmino solo 158 milioni. Ce ne passa. 

Nonostante i tentativi di attrarre un pubblico più adulto — vedi sezione Discover — Snapchat continua a marcare stretti i consumatori del futuro, quelli tra i 12 e i 17 anni e riesce ad accaparrarseli anche rispetto a Instagram, che pure gode di un’ottima visibilità tra i più giovani (e, ancora una volta, le proporzioni di pubblico generale giocano a favore del prodotto di casa Zuckerberg). Snapchat ha solo il 2% di utenti di 65 anni o più: su Facebook, invece, sono il 33% e usano regolarmente il social network.

The post Snapchat introduce la visualizzazione illimitata appeared first on Wired.

Leggi l’articolo completo: Snapchat introduce la visualizzazione illimitata

Microsoft Build 2017 è alle porte, ecco di cosa si parlerà

Microsoft Build 2017 è alle porte, ecco di cosa si parlerà

(Foto: Maurizio Pesce / Wired)
(Foto: Maurizio Pesce / Wired)

Sta per iniziare l‘edizione 2017 di Build, la conferenza annuale organizzata da Microsoft e dedicata agli sviluppatori interessati al mondo Windows. Da qualche anno ormai la tre giorni non è più soltanto un modo per entrare in contatto con il mondo degli ingegneri che gravitano attorno alla casa di Redmond, ma anche un’occasione per mostrare al mondo esterno lo stato dei lavori del gruppo relativo ai progetti che ha in cantiere.

Parlando di Windows 10, Microsoft inizierà probabilmente a diffondere qualche dettaglio sul prossimo grande aggiornamento — Redstone 3 — previsto per settembre. Tra le caratteristiche più attese c’è il supporto per i processori ARM, ovvero la stessa tipologia di chip che anima i gli smartphone; i primi laptop equipaggiati con queste soluzioni arriveranno nell’ultimo trimestre del 2017 ed è praticamente certo che Windows 10 sarà già in grado di farli funzionare per allora. La società potrebbe inoltre decidere di togliere pubblicamente i veli a project Neon, il progetto (finora rimasto allo stadio di indiscrezione) di un’interfaccia grafica rinnovata e ricca di animazioni ed effetti di illuminazione, pensata non solo per dare a Windows 10 un aspetto più accattivante, ma anche per funzionare meglio con i visori per la realtà aumentata e mista.

Da quest’ultimo punto di vista possiamo scordarci di vedere una nuova versione di HoloLens: la seconda generazione del visore Microsoft infatti rimarrà chiusa nei laboratori di Redmond, mentre la prossima versione sulla quale sviluppatori e pubblico potrà mettere le mani non sarà pronta prima del 2019. Detto ciò, potremmo comunque conoscere più nel dettaglio le eventuali novità che i produttori partner di Microsoft porteranno sul mercato. I gadget in questione — visori e relativi controller — dovrebbero rendersi disponibili per l’acquisto in pochi mesi, se non settimane; è probabile quindi che sul palco di Build ne verranno mostrati alcuni per dimostrare il funzionamento di nuove app sviluppate in casa o esternamente.

Si parlerà poi di Cortana. L’assistente digitale della casa di Redmond sta infatti per prendere ufficialmente residenza su una gamma di speaker intelligenti da salotto in stile Amazon Echo. Invoke di Harman Kardon è solo il primo, ma altri ne saranno probabilmente annunciati nei prossimi giorni o addirittura alla conferenza. Stando ad altre indiscrezioni, sembra poi che tra le novità in lavorazione su Windows 10 ci sia un centro di comando per la domotica e la vita casalinga: denominata Home Hub, la speciale modalità d’uso trasformerà tutti i PC con il sistema operativo in centraline controllate vocalmente tramite Cortana e in grado non solo di inoltrare i relativi comandi agli elettrodomestici connessi, ma anche di effettuare chiamate facilmente e visualizzare in modo pratico appuntamenti in calendario e informazioni utili per la giornata. Sembra simile allo speaker Echo Show con schermo LCD lanciato qualche ora fa da Amazon? È esattamente così.

Non è tutto ovviamente. Nelle prossime ore sono attesi aggiornamenti su diversi prodotti del gruppo: dal motore di ricerca Bing, che dovrebbe presto arricchirsi del supporto ai bot, passando per la suite di produttività Office per arrivare infine ai gadget dei partner costruttori che monteranno Windows 10 S, il nuovo sistema operativo presentato recentemente da Microsoft. L’appuntamento con le sessioni in streaming è sul sito della società alle 17 ora italiana.

The post Microsoft Build 2017 è alle porte, ecco di cosa si parlerà appeared first on Wired.

Leggi l’articolo completo: Microsoft Build 2017 è alle porte, ecco di cosa si parlerà

Banksy, un nuovo murale per commentare la Brexit

Banksy, un nuovo murale per commentare la Brexit

Banksy Europa m

Anche Banksy dice la sua sulla Brexit. E lo fa con un gigantesco murale apparso nelle scorse ore nei pressi del terminal dei traghetti di Dover, città del Sud-Est inglese da cui partono i collegamenti via mare con il porto francese di Calais. Una località tutt’altro che casuale, insomma, quella scelta dal celebre writer per esternare la propria posizione sull’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea.

Dover, England.

Un post condiviso da Banksy (@banksy) in data: 7 Mag 2017 alle ore 06:40 PDT

L’opera ritrae una gigantesca riproduzione della bandiera europea, con un operaio intento a rimuovere una delle stelle. A colpi di scalpello, per la precisione, andando a creare una serie di crepe che si propagano sull’intera bandiera. L’anonimo writer britannico, insomma, torna a occuparsi della politica della sua madrepatria, dopo il messaggio lanciato contro le ingerenze inglesi in Palestina con l’inaugurazione del suo Walled Off Hotel a Betlemme.

The post Banksy, un nuovo murale per commentare la Brexit appeared first on Wired.

Leggi l’articolo completo: Banksy, un nuovo murale per commentare la Brexit

Ecco come si vende un’auto usata del ’96

Ecco come si vende un’auto usata del ’96

Conosciamo tutti gli annunci di auto usate: sono piatti, sempre uguali e la maggior parte delle volte del tutto inefficaci. Il rimedio però c’è e viene da Eugene Romanovsky, un ragazzo così geniale da aver rivoluzionato un genere ormai consumato.

Per vendere la sua Suzuki Vitara del 1996, Eugene ha creato un video emozionale in cui ne descrive le caratteristiche. Da Jurassic Park a Mad Max: Fury Road, vediamo il piccolo fuoristrada del 1996 muoversi con scioltezza tra dinosauri e montagne, deserti e mare, mentre la grafica ci ragguaglia su motore, accessori e condizioni della vettura.

Insomma, questo #BuyMyVitara è un capolavoro dell’annuncio di seconda mano, tanto da aver totalizzato 3,2 milioni di visualizzazioni in poco meno di un mese. E fa anche venir voglia di comprare la vettura.

The post Ecco come si vende un’auto usata del ’96 appeared first on Wired.

Leggi l’articolo completo: Ecco come si vende un’auto usata del ’96

Il Nokia 3310 è tornato: in vendita in Italia a 60 euro

Il Nokia 3310 è tornato: in vendita in Italia a 60 euro

È da mesi ormai che il pubblico italiano aspetta il ritorno di uno dei cellulari più amati della storia: il leggendario Nokia 3310, promesso dalla rediviva casa finlandese (in realtà da HMD Global, che ne ha preso in licenza il marchio) nel corso del Mobile World Congress di questo febbraio. Ebbene l’attesa sta per giungere al termine: il gadget è in arrivo anche da noi il 25 maggio, venduto al prezzo di 59 euro.

(Foto: HMD Global)
(Foto: HMD Global)

Disponibile in rosso, giallo, blu e grigio, il nuovo Nokia 3310 è il sogno vintage di chiunque abbia amato il marchio finlandese. Le linee sono le stesse del gadget di inizio anni 2000, mentre all’interno la tecnologia si è evoluta. Lo schermo monocromatico lascia il posto a un display da 2,4 pollici a colori da 240 x 320 pixel, sotto la scocca trova spazio uno slot per schede microSD e sul retro fa capolino una fotocamera da 2 megapixel con flash LED.

A differenza dell’originale, il nuovo Nokia 3310 può inoltre connettersi a internet grazie a un rudimentale browser, ma è meglio non farsi illusioni: questo telefono non è pensato per uno stile di vita connesso. Senza modulo Wi-Fi e senza supporto ad alcuna delle app più diffuse, il nuovo 3310 si annuncia fenomenale in tre ambiti: la telefonia classica, la durata della batteria che in standby può arrivare fino a un mese, e la possibilità di giocare alla riedizione di Snake pigiando furiosamente sul tastierino numerico.

The post Il Nokia 3310 è tornato: in vendita in Italia a 60 euro appeared first on Wired.

Leggi l’articolo completo: Il Nokia 3310 è tornato: in vendita in Italia a 60 euro

Google rinnova gli standard Street View per foto e video a 360 gradi

Google rinnova gli standard Street View per foto e video a 360 gradi

Street View

Mentre Samsung preme sempre più su foto e video a 360 gradi, Google è pronta a rispondere a modo suo. Big G ha appena aggiornato gli standard che ci permetteranno di ritrarre e caricare i nostri scatti su Street View, creando ambienti tridimensionali navigabili in modo più facile e preciso.

Street View Ready, questo il nome degli standard, consentirà ai produttori di creare fotocamere e software compatibili con le strade 3D di Google e versate alla massima semplicità: l’idea è di muoversi a piedi o in macchina mentre la camera scatta e carica online. Gli standard al momento sono quattro: Street View mobile ready è pensato per le fotocamere che possono pubblicare direttamente da un app mobile, Street View auto ready per l’uso dall’automobile, Street View vr ready per i dispositivi capaci di generare foto a 360 gradi connesse tra loro mentre Street View workflow ready raccoglie gli strumenti di editing.

Insomma, un bel passo per il virtuale-reale e già si parla di venti fotocamere compatibili in arrivo. Da Yi Technology a Matterport passando per GoPro e Samsung, i maggiori produttori del mondo sono saliti sul carro del vincitore e a noi non resta che aspettare. Quest’anno ce la spasseremo.

The post Google rinnova gli standard Street View per foto e video a 360 gradi appeared first on Wired.

Leggi l’articolo completo: Google rinnova gli standard Street View per foto e video a 360 gradi

Scoperte due nuove specie di dinosauro

Scoperte due nuove specie di dinosauro

(Foto: Zhao Chuang)
(Foto: Zhao Chuang)

Beibeilong sinensis. È questo il nome dato alla nuova specie di dinosauro appena scoperta da un team di ricercatori cinesi, canadesi e slovacchi, che su Nature Communications descrivono la scoperta avvenuta grazie all’analisi di alcune uova e di un embrione di oltre 90 milioni di anni fa (Cretaceo). La storia del piccolo dragone, questa la traduzione del nome dal cinese, è cominciata nel 1992, ovvero nel momento in cui sono stati ritrovati i suoi fossili a Henan (Cina). “Purtroppo, questi fossili sono stati venduti e portati fuori dal paese per oltre 20 anni”, spiega Lü Junchang, paleontologo dell’Accademia Cinese delle Scienze Geologiche. “Il loro ritorno in Cina ci ha permesso finalmente di studiare correttamente il campione e nominare una nuova specie di dinosauro, Beibeilong sinensis o piccolo dragone della Cina”.

Lunghe fino a 45 cm e pesanti circa 5 chilogrammi, le uova del dinosauro sono le più grandi mai scoperte, ritrovate, peraltro, in un enorme nido di circa 2-3 metri. “Per molti anni non sapevamo chi avesse deposto queste uova. Siccome anche i fossili di grossi teropodi, come i tirannosauri, furono trovati nelle rocce di Henan, alcuni ricercatori avevano inizialmente pensato che le uova potessero appartenere a un tirannosauro”, spiega Darla Zelenitsky, dell’Università di Calgary, che ha collaborato allo studio. “Grazie alla nostra analisi, ora sappiamo che queste uova sono state poste da un gigantesco oviraptorosauro, un dinosauro simile a un casuario enorme”.

Anche l’analisi delle ossa dell’embrione, morto probabilmente durante la schiusa delle uova, conferma la scoperta della nuova specie di oviraptorosauro: sebbene non siano mai stati rinvenuti resti di un esemplare adulto, , si pensa che il grande uccello fosse lungo 8 metri e pesasse 3 tonnellate.

dinosauri

 

Zuul crurivastator, è invece il nome dato a un altro dinosauro, appena scoperto in Montana, facendo rifererimento al famoso personaggio Zuul, il demone infernale del film Ghostbusters. Secondo le analisi degli esperti del Royal Ontario Museum, riportate sulla rivista Royal Society Open Science, i nuovi fossili appartengono agli anchilosauri, gruppo di dinosauri giganteschi e massicci, alti circa 2 metri e mezzo e del peso di 4 tonnellate, vissuti circa 75 milioni di anni fa. Oltre alle significative somiglianze del cranio e del muso, questa nuova specie presentava l’estremità della coda con in struttura ossea di 8 cm di spessore simile a una clava, ed era probabilmente lunga 6 metri e pesante circa 2500 chilogrammi, quasi come un rinoceronte attuale.

The post Scoperte due nuove specie di dinosauro appeared first on Wired.

Leggi l’articolo completo: Scoperte due nuove specie di dinosauro