Il cinema 3D senza occhiali: presto realtà grazie al MIT

Il cinema 3D senza occhiali: presto realtà grazie al MIT

Il cinema 3D senza occhiali. È un sogno che presto potrebbe diventare realtà grazie all’Istituto di Tecnologia del Massachusetts, il MIT.

I ricercatori americani stanno, infatti, lavorando a nuovi display in grado di far dimenticare i tanto odiati occhialini. Le immagini tridimensionali saranno focalizzate sulle singole poltrone grazie a particolari configurazioni di lenti e specchi. Speciali tecnologie che permetteranno di osservare lo schermo da qualsiasi angolazione percependo la terza dimensione. Il prototipo è già stato presentato nella conferenza di computer grafica di Anaheim, in California. La novità si chiamerà semplicemente cinema 3D ma cambierà il futuro del grande schermo.

Vivere il film come se si fosse protagonisti al pari degli attori è già un’esperienza avvolgente, poterlo fare senza occhiali – assicurano dal MIT – migliorerà le potenzialità del 3D.

Cinema 3D senza occhiali, gli esperimenti sui televisori

Il cinema 3D senza occhiali: presto realtà grazie al MITL’idea di poter creare schermi 3D sganciati dagli occhialini al cinema, però, non è nuova. Già da tempo questo tipo di esperimento è stato portato avanti con piccoli display. I televisori più innovativi riescono, grazie a speciali lenti, a inviare immagini differenti a ciascun occhio. Si crea, così, la profondità, migliorando l’effetto con sistemi che riconoscono la posizione dello spettatore e calibrano continuamente le lenti. Il tutto, ovviamente, ha costi molto alti e obbliga lo spettatore a rimanere fermo il più possibile sul proprio divano di casa. I risultati sono, comunque, stati soddisfacenti ma riuscire a portare queste idee sul grande schermo finora è stata una sfida quasi impossibile.

Una sfida che è stata raccolta dai temerari ricercatori del MIT. Partendo da un principio analogo a quello utilizzato per i display più piccoli, i ricercatori americani sono riusciti ad adattarlo alle sale cinematografiche. Lo speciale schermo ha la capacità di proiettare immagini in 3D focalizzate esattamente verso le singole poltrone.

Il risultato dovrebbe arrivare – senza non poche difficoltà tecniche – nei prossimi anni. Dal MIT si sono detti fiduciosi nel poter superare qualsiasi ostacolo e trasformare in realtà il cinema 3D senza occhiali.

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Genziana: proprietà e utilizzi della pianta digestiva

Genziana: proprietà e utilizzi della pianta digestiva

La genziana è una pianta dalle proprietà digestive e depurative. Dalla sua radice si estraggono sostanza amare che stimolano la produzione dei succhi gastrici favorendo la digestione. Ma scopriamo di più sulle sue proprietà!

La genziana (Gentiana lutea) è una pianta erbacea annuale molto diffusa nei prati di Alpi e Appennini. Tradizionalmente veniva usata per le sue proprietà medicinali come disinfettante per la pelle e come lassativo naturale. Oggi è particolarmente apprezzata per le sue proprietà digestive, grazie ai suoi principi attivi amari (genziopicrina e genziomarina) che aumentano la secrezione dei succhi gastrici, favorendo la digestione. Ad essere utilizzata è la radice essiccata, molto amara ma anche ricca di mucillagini e oli essenziali che la rendono una pianta dalle proprietà depurative, diuretiche, carminative, tonificanti e antibiotiche. Dalle sue radici essiccate si produce anche un ottimo amaro digestivo.

La genziana è quindi indicata per i disturbi dell’apparato digerente, del fegato, è un rimedio contro stipsi, diarrea, meteorismo e flatulenza, è un ottimo febbrifugo e vermifugo e aiuta in caso di inappetenza, soprattutto nei bambini. Inoltre viene utilizzata per rinforzare il sistema immunitario aiutando a combattere raffreddore e tosse e le sue proprietà cosmetiche sono utili in caso di pelle grassa o efelidi (lentiggini). La radice di genziana va utilizzata però solo essiccata in quanto fresca è tossica e può essere velenosa.

Proprietà e benefici della genziana
La genziana è quindi una pianta dalle tante proprietà terapeutiche e curative che può apportare tanti benefici alla nostra salute.

Aiuta a digerire e combatte l’inappetenza: la genziana è molto indicata per favorire la digestione, soprattutto quando è lenta, ed elimina il senso di pienezza. Inoltre è un valido aiuto in caso di inappetenza, sempre grazie alle sue sostanze amare che, stimolando i recettori del gusto, aumentano la produzione di saliva e incrementano la secrezione dei succhi gastrici. Ciò significa aumento dell’appetito e miglioramento di disturbi dispeptici e dei processi digestivi. In caso di digestione lenta aggiungete un cucchiaio di radice secca a una tazza di acqua, fate bollire e bevete dopo cinque minuti.  In caso di anoressia o inappetenza preparate un decotto: fate bollire 2 grammi di radice in 100 ml di acqua, fate riposare qualche minuto prima di bere. Consumatene una tazza prima dei pasti.

Combatte la stitichezza: la genziana è un ottimo rimedio anche in caso di costipazione, stipsi ma anche nei casi di diarrea o meteorismo. Riesce a combattere quindi anche i disturbi intestinali di origine fermentativa. In questi casi, fate bollire 1 cucchiaio di radice secca di genziana in una tazza d’acqua e bevetela anche tre volte al giorno prima dei pasti.

Depura il fegato: la genziana apporta benefici anche al fegato e alla cistifellea perché favorisce la secrezione di bile e lo svuotamento del duodeno, rivelandosi efficace anche per curare l’ittero. Inoltre favorisce anche l’eliminazione di acido urico. Come depurativo potete bere un bicchiere di decotto al mattino a digiuno per almeno 15 giorni.

Rinforza il sistema immunitario: la genziana ha anche proprietà toniche e ricostituenti e, la sua radici essiccata, se consumata cotta, aiuta a rinforzare il sistema immunitario perché favorisce l’aumento dei leucociti prevenendo il rischio di infezioni, oltre a influenza, tosse e raffreddore. Inoltre è utile in caso di astenia e nei periodi di convalescenza.

Rimedio contro l’anemia: nella medicina popolare, la genziana viene considerata anche un rimedio contro l’anemia, grazie alle proprietà della sua radice, che favoriscono l’assorbimento di sostanze nutritive utili al nostro organismo.

Purifica la pelle grassa e schiarisce le lentiggini: la radice essiccata di genziana ha anche proprietà cosmetiche. Il suo infuso viene utilizzato per la pulizia della pelle grassa e per schiarire le lentiggini: potete fare impacchi sul viso utilizzando 5 grammi di radice essiccata da far bollire in acqua. Fate raffreddare e applicate direttamente sul viso per almeno 15 minuti. Utilizzato tutte le sere aiuta anche e prevenire la comparsa dei punti neri, attenua le rughe e dona luminosità al viso.

Un aiuto in caso di ustioni e piccole ferite: il decotto di radice di genziana può essere utile per favorire la cicatrizzazione di piccole ferite ma è ottimo anche in caso di ustioni o scottature solari. Fate bollire 100 gr di radice secca e un litro di acqua, fate raffreddare e applicate sulle zone interessate.

Come utilizzare la genziana
Dopo aver visto quali sono le proprietà benefiche della genziana, scopriamo in che modo utilizzarla per il nostro benessere.

Infuso: per preparare un classico infuso da bere o da applicare sulla pelle, utilizzate 5 grammi di radice essiccata in mezzo litro di acqua bollente, lasciate raffreddare e filtrate prima di bere. Per preparare invece un infuso stimolante e rinforzante fate macerare in mezzo litro di alcool 40 grammi di radice secca di genziana e scorza d’arancio, facendolo macerare per 5 giorni. Dopo va filtrato e può essere bevuto 15 minuti prima dei pasti per aumentare l’appetito, oppure durante il giorno per rinforzare le difese immunitarie.

Decotto: il decotto di genziana è ottimo anche per combattere la stanchezza sia fisica che mentale. Preparatelo utilizzando 2 grammi di radice secca e 250 ml di acqua, fate bollire per un minuto e filtratelo prima di bere. Se ne consigli il consumo di una tazza al giorno.

Tintura madre: per preparare la tintura madre vi occorrono 20 grammi di radice essiccata di genziana da lasciar macerare per 5 giorni in alcool a 60°. Trascorsi i giorni filtrate e utilizzatelo quando serve aggiungendo alcune gocce a un po’ d’acqua. La dose consigliata va da 1 a 4 ml per 3 volte al giorno.

Amaro: l’amaro a base di genziana è un ottimo digestivo. Per prepararlo vi occorrono: 300 gr di radice essiccata di genziana, 1 litro di alcool per liquori a 95°, 1 chilo di zucchero, 1 litro d’acqua e 5 litri di vino bianco. Fate macerare la genziana essiccata nel vino per 40 giorni. Aggiungete poi lo zucchero, sciolto prima in un litro di acqua. Aggiungete poi l’alcool a mescolate, fate riposare per un giorno. Infine filtrate e mettetelo in bottiglia.

Controindicazioni
La genziana è controindicata in caso di ulcera, iperacidità gastrica, gastrite, ernia iatale e esofagite. È sconsigliata in gravidanza e allattamento e, se prendete medicinali, consultate prima il medico. Non utilizzate la radice di genziana fresca perché può essere velenosa e non raccoglietela da soli se non siete esperti, ma acquistate le radici secche in erboristeria. Non assumetela in dosi eccessive perché potrebbe causare nausea e dolore allo stomaco.

Curiosità
Attorno alla genziana ci sono anche un po’ di curiosità da scoprire. Vediamo quali!

Il nome della pianta viene collegato a Gentius, re dell’ Illiria, che fu il primo a scoprire le virtù mediche della pianta, perché la utilizzò per guarire dalla febbre;
nell’antichità la genziana veniva utilizzate per guarire i morsi di serpente, perché si pensava che agisse contro il veleno;
nel Medioevo veniva infatti utilizzata contro gli avvelenamenti, sia quelli alimentari che causati dai rivali;
si dice poi che la genziana protegga dalle sbronze, riducendo quindi l’effetto dell’alcol sull’organismo, ma questa è una leggenda moderna, dato che non risulta veritiera.
la genziana può essere facilmente confusa con l’ellebro bianco, che è una pianta velenosa. Se non sapete riconoscerle state attenti e non raccogliete mai questa pianta, oppure fatela poi verificare da un esperto.

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Salute, Istat: i fattori a rischio. Obesità Alcol e sedentarietà

Salute, Istat: i fattori a rischio. Obesità Alcol e sedentarietà

Con l’obiettivo di offrire una lettura più completa delle dinamiche sociali in atto, l’Istat diffonde da oggi in un unico comunicato le informazioni su abitudine al fumo, eccesso di peso, sedentarietà e consumo di alcol tratte dall’Indagine multiscopo “Aspetti della vita quotidiana”.

Nel 2015, il 19,6% della popolazione di 14 anni e più dichiara di essere fumatore (circa 10 milioni 300 mila persone), il 22,8% di aver fumato in passato e il 56,3% di non aver mai fumato.

Elevate le differenze di genere: dichiara di fumare il 15,0% di donne di 14 anni e più contro il 24,6% degli uomini della stessa età.

Tra il 2001 e il 2015 la percentuale di fumatori scende da 23,7% a 19,6%. Per gli uomini, che nel 2001 partivano da livelli più elevati, il calo è di 6,4 punti percentuali (da 31,0% a 24,6%) mentre per le donne è di quasi 2 punti percentuali (da 16,9% a 15%). Il differenziale tra uomini e donne si riduce quindi da 14,1 a 9,6 punti percentuali.

La quota più elevata di fumatori si ha nella fascia di età 25-34 anni (33,0%), quella di fumatrici nella classe di età 55-59 anni (20,8%).

Nel 2015 il 45,1% della popolazione di 18 anni e più è in eccesso di peso (35,3% in sovrappeso, 9,8% obeso), il 51,8% è in condizione di normopeso e il 3,0% è sottopeso.

L’eccesso di peso si diffonde con tendenza crescente nel tempo, soprattutto tra i maschi (da 51,2% nel 2001 a 54,8% nel 2015).

I bambini e gli adolescenti in eccesso di peso raggiungono la quota considerevole del 24,9% nel biennio 2014-2015, con forti differenze di genere (28,3% maschi, 21,3% femmine).

Nel 2015, il 64,5% della popolazione di 11 anni e più ha consumato almeno una bevanda alcolica nel corso dell’anno: il 52,2% beve vino, il 46,4% consuma birra e il 42,1% aperitivi alcolici, amari, superalcolici o liquori.

Tra il 2003 e il 2015 la percentuale di consumatori giornalieri di bevande alcoliche scende da 31,1% a 22,2%. Aumenta, invece, la quota di quanti consumano alcol occasionalmente (da 37,7% a 42,3%) e quella di coloro che bevono alcolici fuori dai pasti (da 24,8% a 27,9%).

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Estate: Mosciano presenta domenica i suoi “Tesori di Sera”

Estate: Mosciano presenta domenica i suoi “Tesori di Sera”

Domenica 31 luglio il Comune di Mosciano promuove “Tesori di Sera”: dalle ore 19 fino alle 24 itinerari liberi alla scoperta di beni culturali, paesaggistici e sapori del territorio. A presentare l’iniziativa, che rientra nel cartellone dell’Estate Moscianese 2016, sono intervenuti in conferenza stampa al Consorzio Bim di Teramo l’assessore alla Cultura del Comune di Mosciano, Daniela Ferrante, il delegato del Gruppo FAI Giovani Teramo, Vincenzo Di Gennaro, Alfonso Ruffini della Proloco di Musiano, che collabora all’evento insieme alle Proloco di Collepietro e Montone e alle associazioni “Donne Attive” e “Poggio Spoltino Cultura”.

“Domenica – spiega l’assessore Ferrante – ci sara’ la possibilita’ di visitare fino alla mezzanotte gratuitamente il territorio di Mosciano e i suoi principali monumenti di interesse storico, culturale e architettonico. Presso ogni sito d’interesse sara’ allestito un punto di accoglienza e d’informazione per i visitatori gestito dal Gruppo FAI Giovani Teramo, dalle Proloco di Collepietro, Musiano e Montone e dalle associazioni partner dell’iniziativa, che ringraziamo per la collaborazione. Inoltre, grazie alla disponibilita’ della Dmc Adriatica, ci sara’ un bus navetta che partira’ dal belvedere di Montone alle ore 19.30 e con cadenza oraria per accompagnare i visitatori lungo il percorso”.

“L’iniziativa gode di particolare attenzione da parte del FAI nazionale – afferma il delegato FAI Giovani, Di Gennaro – per avvicinare in particolar modo i giovani alla scoperta del patrimonio culturale e artistico del territorio, per questo nell’occasione ci sara’ l’opportunita’ di iscriversi al Fai con speciali quote di benvenuto per gli under 35”. In via Moro si potra’ visitare Villa Ventilj, dimora storica del filantropo e collezionista d’arte Pasquale Ventilj, che conserva arredi e dipinti ottocenteschi, opere in gesso e bronzo dello scultore giuliese Raffaello Pagliaccetti. In largo Capuani la Chiesa di San Michele Arcangelo, la piu’ antica costruita dai Benedettini. In piazza IV Novembre la Chiesa del SS.

Rosario e il Palazzo Civico, con i dipinti del maestro Armando Cacchio’ che, sulle pareti della sala consiliare, raccontano la storia del paese. In via Rossi l’ottocentesca Chiesa dell’Addolorata e l’attiguo Museo di Arte Sacra con preziose testimonianze della fede popolare. In piazza Saliceti la Sala del Palio, dove si potra’ visitare l’esposizione di costumi realizzati per il tradizionale Palio delle Torri. A Selva Alta, incastonata tra gli olivi, l’antica chiesa in mattoni e pietra di San Pietro ad Spoltinum e l’ex canonica. Nella frazione di Montone l’antica chiesa di Santa Maria Assunta, ristrutturata nel 1934 grazie all’impegno del parroco don Gaetano Cardelli, e la Chiesa di Sant’Antonio Abate, dove e’ possibile vedere il Sepolcro di Bucciarello del 1390. In localita’ Convento, la Chiesa Santa Maria degli Angeli e il Convento dei SS. Sette Fratelli: un complesso dalla storia millenaria e luogo privilegiato del culto mariano del territorio provinciale.

Nel chiostro del Convento sara’ possibile degustare, inoltre, prodotti tipici del territorio quali “I Vini di Ferruccio” della locale azienda agricola Di Giovanpietro e specialita’ della cucina teramana offerte dall’Agriturismo “La Canestra” di Marilena Stacchiotti.

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Mazi Mas, il ristorante dove le donne migranti possono fiorire

Mazi Mas, il ristorante dove le donne migranti possono fiorire

A Londra un ristorante itinerante ha l’obiettivo di dare una chance a donne migranti alla ricerca dell’opportunità di riscattarsi e di un modo per sostenere i loro figli e le loro famiglie

Azeb e Roberta si muovono con calma in cucina, a proprio agio, come due sorelle. Sono cresciute a un oceano di distanza, la prima in Etiopia e la seconda in Brasile, ma stranamente tra di loro parlano in italiano. È un’amicizia nata in cucina, la loro, nello specifico in quella di Mazi Mas, il ristorante itinerante che si appoggia alle cucine di altri locali londinesi, fondato da Niki Kopche con l’obiettivo di dare una chance a donne migranti come loro, arrivate a Londra alla ricerca dell’opportunità di riscattarsi e di un modo per sostenere i loro figli e le loro famiglie.

A fornire a Niki l’ispirazione per questo progetto è stata la storia della nonna, immigrata negli Stati Uniti dalla Grecia. “Come accade ancora oggi per molte donne migranti – racconta Niki – quando lei arrivò non c’erano tante possibilità di lavoro, così pensò di aprire una panetteria. Purtroppo suo marito le proibì di farlo, sostenendo che mettersi in affari non fosse appropriato per una donna. Così finì con il prendersi cura della sua nipotina ed io porto la sua storia con me da sempre”. E in effetti, una volta arrivata a Londra, Niki comincia a lavorare incommunity cafes, in centri di sostegno per i rifugiati ed è lì che incontra tante donne che raccontano storie simili a quella di sua nonna, le stesse difficoltà e gli stessi sogni a decenni di distanza. Così Niki inizia a pensare a uno spazio in cui le loro ambizioni e le loro capacità, così spesso frustrate da un mercato del lavoro difficile, possano fiorire per arrivare a costruire una carriera sostenibile nella ristorazione.

Nelle cucine di Mazi Mas al momento lavorano sette donne, tutte provenienti da paesi diversi: Etiopia, Brasile, Iran, Perù, Turchia, Senegal e Nicaragua. “Lavoriamo sia con donne arrivate qui per motivi economici, sia con rifugiate in fuga da violenze o persecuzioni politiche nel loro paese di origine”, spiega Niki. Ognuna di queste cuoche porta con sé le tradizioni della propria terra, i piatti che ha visto preparare dalla propria madre o dalla propria nonna.

Azeb viene dall’Etiopia, ma è passata per l’Italia, dove si è sposata. Ha fatto tanti lavori diversi, dalla casalinga, alla donna delle pulizie, passando per la cuoca e la babysitter. Per poi approdare a Londra e scoprire Mazi Mas. Con un figlio adolescente le occorreva un lavoro flessibile, ma soprattutto un impiego che le consentisse di crescere. Ha incontrato Niki mentre seguiva un corso e una volta sentito parlare di Mazi Mas non ha avuto dubbi. “Mi piace far conoscere il cibo della mia terra, amo cucinare e quando mi ha raccontato del progetto la prima cosa che ho pensato è stata: ho trovato il mio lavoro”.

Come le altre cuoche, Azeb ha messo a disposizione di questo ristorante itinerante un piatto tipico della sua terra, l’ater kik wot, preparato con cavolo, barbabietola, lenticchie, patate, carota e injera, una spezia che si fa arrivare direttamente dall’Etiopia. “Ho imparato guardando mia madre che cucinava – racconta – è un cibo fatto con il cuore, ce l’ho nel sangue”.

Un’altra cuoca, Roberta, canticchia mentre si muove in cucina e prepara un dessert a base di frutto della passione. La ricetta arriva, come lei, dal Brasile. Anche per Roberta l’amore per la cucina è nato in famiglia. In particolare il piatto che prepara per Mazi Mas, la feijoada, era quello che sua madre preparava ogni volta per il compleanno di suo padre.

Per lei l’importante è impegnarsi fino in fondo per trovare la propria strada. Per questo in futuro vorrebbe aiutare anche altre donne a farlo.

“A una donna che arriva per la prima volta in un paese dove vuole provare a costruire una vita direi di impegnarsi per imparare la lingua e per scoprire spazi dove usare le proprie capacità, che sia cucinare o stirare o qualsiasi cosa – spiega – l’importante è non arrendersi”.

È proprio la forza di queste donne e dei loro sogni ad animare la cucina di Mazi Mas, che deve molto alla loro perseveranza e al loro orgoglio.

“Non ho mai sentito di un’organizzazione che mette insieme donne che anche senza un diploma o un corso hanno comunque una conoscenza che possono portare fuori invece di rimanere chiuse in casa”, dice Azeb. Roberta sorride e aggiunge semplicemente che “Dio è donna; gli uomini hanno rubato le storie delle donne”.

Il progetto di Niki è riuscire a mettere in piedi un programma a lungo termine che possa fornire alle migranti anche una formazione in management e business così che possano un giorno avviare le proprie attività, come sua nonna non è mai stata in grado di fare. Molte delle cuoche della sua cucina già stanno coltivando piani per il futuro.

Dipa dal Nepal vuole continuare a lavorare nel settore, introdurre nuove contaminazioni culinarie e così creare nuovi posti di lavoro. Zohreh vorrebbe aprire una caffetteria. E poi ci sono Azeb e Roberta che vorrebbero avviare un’attività insieme, uno stand di pao de queijo, i bocconcini di pane al formaggio brasiliani.

Secondo Niki, “il cibo è il migliore mezzo di integrazione”, e a guardare la sua cucina viene proprio da crederci.

(pressenza)

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Come mantenere i capelli puliti a lungo

Come mantenere i capelli puliti a lungo

I tuoi capelli si sporcano facilmente? Le cause potrebbero essere diverse, dall’alimentazione allo stress, passando per prodotti sbagliati e cattive abitudini. Ecco tutti i consigli e i rimedi naturali per mantenere i capelli puliti più a lungo.

Ogni donna vorrebbe avere i capelli puliti a lungo e in perfetto ordine ma purtroppo alcuni fattori possono rendere difficile questa operazione: il fumo, l’abitudine di passarsi continuamente le mani nei capelli e l’utilizzo di prodotti sbagliati possono sporcare la tua chioma più facilmente. Come fare allora per avere sempre i capelli puliti? Ecco tutti i segreti e i consigli per avere capelli puliti più a lungo.

I capelli si sporcano subito? Ecco tutti i motivi
Non sempre l’eccesso di sebo è la causa principale che rende i capelli sporchi in pochissimo tempo: chi ha i capelli grassi sa bene che la produzione eccessiva di sebo non aiuta a mantenere la chioma pulita, ma i motivi per i quali i tuoi capelli si sporcano subito possono essere i più diversi: il fumo per esempio, rende i capelli spenti e opachi  e l’odore della sigaretta impregna le ciocche. Cerca di non toccare i capelli con le mani: è un’abitudine di chi è spesso in ansia o di chi è stressato, ma le mani a contatto con la chioma possono sporcare i tuoi capelli molto velocemente. Ad incidere molto è anche il clima: non solo il caldo che può creare un’eccessiva sudorazione del cuoio capelluto, ma anche il vento e la pioggia incidono sui tuoi capelli. Cerca quindi di proteggerli: se hai in programma una gita in barca o un viaggio con una macchina cabrio per esempio, procurati un foulard nel quale avvolgere i tuoi capelli.

Anche l’alimentazione influisce sulla tua chioma: quello che mangi infatti può rendere i tuoi capelli meno splendenti e sani, e di conseguenza possono sporcarsi più facilmente, specialmente se la tua alimentazione è ricca di grassi, zuccheri, farine raffinate o cibi industriali. Cerca di seguire una dieta sana ed equilibrata, ricca di frutta e verdura. Tra gli ingredienti ideali per combattere l’eccesso di sebo ci sono lo zinco e la vitamina B6. Un notevole impatto sulla tua chioma è dato dallo stress: le situazioni di tensione e di nervosismo possono causare degli squilibri ormonali in grado di rendere il capello più fragile e contribuiscono anche a sporcare più facilmente la chioma.

Come fare lo shampoo per avere capelli puliti più a lungo
I prodotti utilizzati per lavare i tuoi capelli sono fondamentali per mantenerli puliti più a lungo: spesso si scelgono shampoo e balsami troppo aggressivi, ricchi di silicone e si abusa di questi prodotti. L’ideale è utilizzare prodotti delicati e privi di sostanze dannose per il cuoio capelluto. Attenzione anche al metodo con il quale lavi i capelli: evita di sfregare in modo troppo aggressivo il cuoio capelluto perchè potresti stimolare eccessivamente le ghiandole sebacee; esegui un massaggio delicato e dolce e risciacqua il prodotto con cura. Presta molta attenzione anche al balsamo: spesso si tratta di prodotti che appesantiscono il capello, facendo apparire la chioma piatta e sporca. Preferisci quindi le creme nutrienti oppure le maschere da fare una volta alla settimana. Ma ogni quanto tempo è opportuno lavare i capelli? La risposta varia a seconda della tipologia di capello: chi li ha molto grassi può lavarli anche tutti i giorni con prodotti delicati, mentre chi li ha secchi può lavarli ogni due o tre giorni. L’importante è fare lo shampoo quando se ne sente il bisogno. Attenzione poi alla posizione del phon: il calore troppo vicino al capello potrebbe fluidificare il sebo e rendere i capelli più pesanti, oltre che rischiare di bruciarli.

I rimedi naturali per avere capelli sempre puliti
Se il tuo problema è l’eccesso di sebo che rende i capelli unti, puoi combattere l’effetto oleoso con del borotalco: asciugherà il sebo in eccesso e renderà la tua chioma profumata. Per mantenere la tua chioma splendente e pulita più a lungo puoi utilizzare al posto dello shampoo un rimedio fai da te composto da aceto di mele e bicarbonato: unisci i due ingredienti e aggiungi dell’acqua, miscela il tutto e utilizza il composto due volte alla settimana. Il bicarbonato regolerà il ph del cuoio capelluto evitando così una produzione eccessiva di sebo, mentre l’aceto di mele li renderà luminosi.

Cosa fare per mantenere i capelli puliti
I capelli stressati tendono a sporcarsi più facilmente: evita quindi di tenerli sempre legati oppure di raccoglierli spesso in chignon o acconciature. Per far respirare i capelli e il cuoio capelluto evita di abusare di prodotti come lacche, gel o prodotti per lo styling, lasciando i capelli al naturale. Evita di utilizzare spazzole troppo aggressive, specialmente se hai i capelli molto grassi: scegli setole morbide come quelle di cinghiale, che non stressano il capello e ti aiutano a mantenerlo più pulito. Quando vai a dormire assicurati che la federa sia pulita, in modo da non trasferire polvere e impurità varie: l’ideale è posizionare una federa al di sopra di quella che si usa per dormire. Cerca di toccare i capelli il meno possibile e stai attenta anche al contatto con il viso: se hai la pelle grassa infatti, rischi di sporcare anche la chioma.

Come mantenere i capelli puliti a lungo

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Le incredibili immagini del serpente a due teste nato in Germania

Le incredibili immagini del serpente a due teste nato in Germania

È nato il 23 giugno 2016, presso il Reptilienzoo Scheidegg, il primo esemplare di serpente a sonagli a due teste. La sua specie di appartenenza è quella del Crotalus molossus oaxacus, ecco lo immagini sorprendenti.

Nel rettilario dello zoo di Scheidegg è nato un serpente a sonagli con due teste. Si tratta del primo caso nel suo genere documentato ufficialmente al mondo e questa unicità lo rende non solo un’attrazione per il parco zoologico, ma anche una fonte di interesse per tutti i ricercatori scientifici che studiano la policefalia, quella condizione che porta un soggetto ad avere due teste e che ha lo stesso principio dei gemelli siamesi, come spiegano gli stessi responsabili del rettilario. L’esemplare è nato lo scorso 23 giugno proprio presso il Reptilienzoo Scheidegg, ma solo dal 23 luglio è finito sotto i riflettori dello zoo.

Prima infatti è stato sottoposto a tutti i controlli veterinari del caso per accertarsi del suo stato di salute, che è risultato ottimo: raggi X e visite anatomiche approfondite hanno permesso di confermarne l’unicità, il suo scheletro è completamente sviluppato e i suoi organi sono perfettamente funzionanti. Quanto alle teste, i responsabili dello zoo fanno sapere che entrambe hanno la trachea e l’esofago.

Quanto invece alla specie di appartenenza, si tratta di un Crotalus molossus oaxacus, quindi un crotalo velenoso a sonagli con la testa nera. Diffuso per lo più negli Stati Uniti e in Messico, questo crotalo raggiunge circa un metro di lunghezza ed è dotato di olfatto e termorecezione che gli permettono di individuare e catturare le prede regolandosi sulle gradazioni di calore. Il suo veleno è particolarmente pericoloso, ci basti pensare che un suo morso potrebbe uccidere due uomini, certo non è tra i più aggressivi del so genere, ma è comunque consigliato starne alla larga.

Le immagini che ritraggono il serpente a due teste sono particolarmente affascinanti e ricordano quelle del cobra a due teste filmano in Cina e portato presso il Nanning Zoo. Quanto a quello tedesco, non ci resta che attendere per capire se riuscirà o meno a sopravvivere a questa sua condizione più unica che rara.

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Ecco gli uomini che parlano con gli uccelli per trovare il miele

Ecco gli uomini che parlano con gli uccelli per trovare il miele

In Africa esiste una popolazione capace di comunicare verbalmente con gli uccelli, quindi di parlare con loro, per riuscire a trovare il miele necessario ad entrambi.

In Mozambico, presso la Niassa National Reserve, la popolazione locale è riuscita ad instaurare un solito rapporto con un gruppo particolare di uccelli specializzati nel ritrovamento di alveari. La relazione che c’è tra esseri umani e uccelli permette ad entrambi di alimentarsi del miele delle api e si basa sulla comunicazione verbale. Come spiegato dagli stessi ricercatori della University of Cambridge, dopo secoli e secoli di convivenza, gli esseri umani e gli uccelli sono riusciti a formulare un linguaggio, basato sui suoni, attraverso il quale richiamare l’uno l’attenzione dell’altro per indicare la necessità di trovare un alveare o la sua presenza.

In pratica, spiegano gli scienziati, senza percorsi di addestramento basati sul condizionamento o la coercizione, gli esseri umani sono riusciti ad entrare in stretto contatto con questi uccelli chiamati “guide per il miele”, in inglese “honeyguides”, e a formulare una serie di suoni grazie ai quali attirare l’attenzione degli uccelli che, a loro volta, hanno un cinguettio ad hoc che serve per indicare la via dell’alveare. L’uccello infatti passa da albero ad albero facendo sempre attenzione di essere seguito, una volta raggiunto l’obiettivo, lascia spazio agli esseri umani che, con cura e precisione, prendono il miele di cui hanno bisogno e ne mettono da parte una porzione da dare all’uccello.

Questa forma di collaborazione, che basa la sua originalità sulla comunicazione verbale tra specie diverse, può essere definita con il termine di mutualismo. Si tratta di una relazione che si crea tra individui differenti che collaborano per ottenere entrambi un guadagno, ed è esattamente il contrario del parassitismo. Alcuni celebri mutualismi sono quelli tra i pesci pagliaccio e le anemoni o il piviere egiziano e il coccodrillo del Nilo.

Quella tra uccelli e essere umano è certamente una delle forme di mutualismo più interessante poiché, diversamente da quanto avviene per i cani ad esempio, non si fonda sulla domesticazione o l’addestramento, ma trova radice unicamente nello scambio libero di servizi.

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Taping cosmetico: cos’è e a cosa serve

Taping cosmetico: cos’è e a cosa serve

Hai mai sentito parlare di taping cosmetico? I cerotti colorati che vengono applicati dopo le sedute di fisioterapia possono essere utilizzati anche per rendere maggiormente benefici i trattamenti estetici. Ecco tutto quello che devi sapere sull’innovativo trattamento beauty.

Tutti lo conosco come un rimedio per i dolori muscolari, in pochi sanno che può essere utilizzato anche nel mondo della cosmesi. Il taping, ovvero i cerotti colorati che spopolano da qualche tempo, viene spesso utilizzato dopo una seduta fisioterapica per mantenere il muscolo nella giusta posizione e per rendere più benefico il trattamento. Il taping cosmetico si basa sullo stesso presupposto, ovvero rendere più efficace il trattamento, che però sarà un trattamento cosmetico.

Il taping cosmetico, o dermotaping, viene sempre più utilizzato nel mondo dell’estetica per curare inestetismi come la cellulite, rughe e smagliature. È ideale per rimodellare il corpo e renderlo più tonico, ma anche per drenare i liquidi in eccesso e combattere il rilassamento della pelle. A seguito del trattamento classico viene applicato il cerotto nelle zone che ne hanno più bisogno, e l’azione del trattamento continua: il cerotto infatti continua ad agire per i successivi tre giorni. Non conviene quindi rimuoverlo prima del tempo, ma si può seguire la routine quotidiana senza problemi, doccia compresa.

Abbinando il taping ad un massaggio drenante, si possono ottenere gambe più toniche e una pelle più uniforme: il taping inoltre, stimola la sensazione di leggerezza, ideale anche per chi soffre di stanchezza e gonfiore alle gambe. Oltre che sul corpo, i cerotti possono essere applicati anche sul viso, con una durata minore: già dopo 5 ore infatti, sembra che il viso appaia più rilassato. Se il tuo problema sono le smagliature sull’addome, attraverso il taping applicato dopo il massaggio potrai ottenere un ventre più tonico.

Il trattamento non è invasivo e una volta applicati i cerotti ti sembrerà di non averli: è importante però che il taping venga eseguito in un centro estetico specializzato che applichi i cerotti nel modo corretto nelle zone che necessitano di un’azione più profonda rispetto al classico massaggio.

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Dreambit, il software che prevede l’invecchiamento del viso

Dreambit, il software che prevede l’invecchiamento del viso

Presto sarà resa disponibile l’app che ci dirà come diventeremo da vecchi, è Dreambit. Presentato al Siggraph 2016, il più grande salone mondiale di grafica computerizzata, Dreambit è il primo passo verso i motori di ricerca iconografici. “E’ il primo passo nella possibilità di ottenere l’immagine del mondo in cui il viso di una persona cambia nel tempo”, ha detto la sviluppatrice del software, Ira Kemelmacher-Shlizerman.

Dreambit, il software infallibile

Studiato e progettato negli Stati Uniti, dai ricercatori dell’università di Washington, Dreambit promette miracoli in quanto a riconoscimento facciale. L’applicazione, che sarà disponibile entro l’anno, ha diversi utilizzi tutti basati su un complicato algoritmo. Si parte da una semplice fotografia e dall’inserimento dei dati anagrafici. Di tutto il resto se ne occupa il software. Combinando la tecnologia già esistente sul riconoscimento facciale, sull’invecchiamento e sulla grafica 3d, Dreambit ha una percentuale di errore pari solo all’1%.

Dreambit, come funziona

L’app, sviluppata sia per Android che per iOs, ha diversi scopi, dal divertimento alla criminologia. Può essere usata per cambiare semplicemente la propria pettinatura, una sorta di grande prova prima di recarsi dal parrucchiere, o per vedere come il nostro viso diventerà nel prossimo decennio. Per le forze dell’ordine, invece, potrebbe aiutare nella costruzione degli identikit, nel capire e prevedere i travestimenti dei ricercati o, ancora, essere utile nel capire come si sia trasformato il volto delle persone scomparse. Basti pensare ai bambini rapiti o a quelli di cui si sono perse le tracce. Con Dreambit si potrebbe avere un loro identikit sempre aggiornato. Del resto lo slogan di lancio è “Dreambit, image yourself”.

(dire.it)

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