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Premio Letterario “Racconti nelle Rete”

Premio Letterario “Racconti nelle Rete”

COMUNICATO STAMPA

La XVIII edizione del Premio Letterario “Racconti nelle Rete”. Pubblica il tuo racconto breve o un soggetto registrandoti nel sito www.raccontinellarete.it 

Nato da un’idea del giornalista Demetrio Brandi, il Premio Racconti nella Rete è collegato al XXV Festival letterario LuccAutori.
La diciottesima edizione del premio letterario si sviluppa fino al 31 maggio 2019 nel sito www.raccontinellarete.it , dove gli scrittori possono pubblicare i loro racconti oltre che leggerli e commentarli. Numerosi sono gli appuntamenti con il premio e gli scrittori vincitori in programma nelle più importanti città italiane. Un calendario che trovate nel sito del concorso.
Si tratta di una vetrina d’autore. Possono partecipare al Premio tutti coloro che hanno un racconto inedito, oppure un soggetto per la sezione Corti. Racconti nella Rete vuole essere un’opportunità di espressione e confronto fra aspiranti scrittori più o meno giovani. In una sorta di agorà virtuale, tutti trovano infatti lo spazio privilegiato per dar voce alle proprie fantasie, memorie o sogni, per cimentarsi nella scrittura creativa e per saggiare il valore e la qualità del proprio lavoro, incontrando talenti sconosciuti o confrontandosi immediatamente con i diversi stili narrativi, generi e contenuti. E’ questo il momento in cui tutti, dal professionista al dilettante, hanno piena possibilità di espressione e uguale dignità di ascolto. E’ uno spazio democratico in cui si da possibilità di espressione a tutti coloro che lo desiderano.

Gli autori fino ai 25 anni di età potranno usufruire di uno sconto di dieci euro sulla quota di partecipazione al premio 2019 – sezioni racconti e corti. Basterà segnalare la vostra adesione con una email indirizzata a info@raccontinellarete.it. “Questa agevolazione” – dice Demetrio Brandi, presidente del Premio – “è rivolta ai giovani talenti letterari, uno stimolo in più per farli partecipare ad una vetrina sempre più importante per gli autori emergenti.” Molti tra gli autori pubblicati in questi anni nelle antologie hanno ottenuto brillanti risultati in campo letterario. La nuova collaborazione con il “Camp di scrittura e teatro” del Gazzetta Summer Camp (La Gazzetta dello Sport) permetterà anche ai giovanissimi scrittori di partecipare a questa edizione del premio. 

Per partecipare basta registrarsi e leggere il regolamento pubblicato nel sito www.raccontinellarete.it. Il racconto, a tema libero, non dovrà superare le cinque cartelle di testo: se l’elaborato sarà ritenuto interessante verrà subito inserito nel sito. Il termine ultimo ed improrogabile per l’invio del materiale è fissato al 31 maggio 2019. I venticinque racconti scelti dalla giuria tecnica composta tra gli altri dallo scrittore Ennio Cavalli, dalla giornalista e scrittrice Chiara Lico, dallo scrittore Adrian Bravi e dal giornalista ed illustratore Marco De Angelis saranno inseriti nell’antologia “Racconti nella Rete ” edita da Castelvecchi. La presentazione in anteprima avverrà insieme alla proiezione del cortometraggio vincitore della sezione Corti in occasione del festival letterario LuccAutori in programma a Lucca nel mese di ottobre.

Nel sito www.raccontinellarete.it si può vedere il cortometraggio “Peccato capitale”. Tratto dal soggetto di Donatella Mascìa vincitore della sezione corti del premio letterario, è stato realizzato dalla Scuola di Cinema Immagina di Firenze per la regia di Giuseppe Ferlito.

Per informazioni:
Associazioni Culturale LuccAutori
tel. 0584.961169 info@raccontinellarete.it www.raccontinellarete.it

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Come creare diversi flussi di entrate come scrittore

Come creare diversi flussi di entrate come scrittore

Probabilmente ti sarai domandato molte volte, anzi moltissime, come fare a essere uno scrittore e allo stesso tempo pagare le bollette e far fronte a tutte quelle piccole grandi necessità quotidiane che pur fanno parte della vita.

Sono certa che avrai già sfatato il mito della sofferenza e quindi sarai ormai consapevole che l’immagine dell’artista bohémien anche se fa tanto old fashion in realtà non è una via praticabile se si vuole comunque poter fare affidamento su delle entrate sicure.

E allora come si fa a continuare ad alimentare la propria passione per la scrittura e allo stesso tempo a dar da mangiare anche al nostro stomaco?

Soldi è bello

Nell’epoca del consumismo inutile, del materialismo esagerato e del divario sempre più grande fra persone molto ricche e persone molto povere, forse il titolo di questo paragrafo potrebbe all’apparenza sembrare superficiale. In realtà si tratta di sfatare un altro mito, ovvero quello che i soldi sono il male.

Spallucce, risatine, immagino già la tua faccia davanti allo schermo e il tuo capo scuotersi con decisione mentre esclami: “Ma io non penso affatto che i soldi sono il male, anzi!”.

Ne sei proprio sicuro? Fatti questa domanda con sincerità, perché se vuoi creare diversi flussi di entrate come scrittore dovrai stabilire con esattezza la cifra di cui hai bisogno e ti suggerisco di non darti il “contentino”, ovvero pizza e birra con gli amici, bollette, affitto e il minimo indispensabile. No ti suggerisco di pensare in grande, molto in grande.

Forse siamo circondati sempre più da esempi negativi rispetto a quelli positivi, ma posso assicurarti che tante persone, magari silenziosamente e senza clamore, hanno usato i loro risparmi per fare delle cose belle, per aiutare gli altri, per incoraggiare l’arte, per favorire la vita sociale, insomma per questo ti dico che soldi è bello.

Insegna, Vendi, Condividi  

Bene adesso che abbiamo lavorato sulla parte “spirituale” passiamo alle azioni concrete che puoi fare per generare diversi flussi di entrate con il tuo lavoro di scrittore. Qui ti suggerisco tre attività diverse ma dai libero sfogo alla tua creatività e pensa a quante possibilità hai di declinare un bellissimo dono come la scrittura in qualcosa di redditizio.

La prima consiste nell’insegnare agli altri l’esperienza accumulata. Corsi di formazione online, un ebook da vendere attraverso i canali di self-publishing, lezioni dal vivo, etc.

Molti artisti utilizzano questo canale per creare un flusso di entrate consistenti e tutti possono confermare che è un’esperienza gratificante e che insegna molto a sua volta.

Vendi. Cosa? Ma il frutto della tua abilità naturalmente! “Content is the king”, diceva Bill Gates, e aveva ragione. Nel marketing il contenuto è tutto, copywriter, content editor, social media editor, sono tutti mestieri del marketing digitale legati alla produzione di contenuti. Cosa aspetti a buttarti?

Terzo e ultimo consiglio: condividi, non essere avaro di gentilezza e condivisione. Spesso le migliori occasioni ci piovono addosso proprio quando abbiamo il cuore aperto e stiamo donando senza aspettarci di ricevere nulla in cambio. Il tam tam che si crea grazie a una condivisione spontanea è infatti la migliore pubblicità che possiamo fare al nostro lavoro.

Prima di salutarti voglio dirti un’altra cosa. Tempo fa ho conosciuto una scrittrice che ha pubblicato un romanzo con una casa editrice molto nota. Mi ha raccontato che a un certo punto della sua vita ha deciso che avrebbe usato la sua dote solo per scrivere romanzi, racconti, storie, etc., nel frattempo avrebbe fatto qualsiasi lavoro necessario per poter provvedere al suo sostentamento. Così mentre la sera lavorava per una pizzeria, di giorno si dedicava alla scrittura. La sua costanza è stata premiata e dopo una prima pubblicazione di racconti con una casa editrice minore è stata scoperta da un agente letterario che le ha procurato l’ingaggio con la casa editrice “famosa”. Grazie ai diritti d’autore e agli anticipi sui lavori successivi commissionati ha potuto lasciare il lavoro in pizzeria e dedicarsi esclusivamente a questo.  Non male vero?

Questo solo per dirti che non importa in che modo generi flussi di entrate, non deve necessariamente essere connesso alla scrittura, l’importante è che non smetti mai di scrivere e di proporre i tuoi lavori.

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Come finire di scrivere il racconto nel cassetto?

Come finire di scrivere il racconto nel cassetto?

Recentemente mi è capitato di assistere alla presentazione di un corso di storytelling. La prima cosa che l’insegnante ha fatto è stata affermare una scomoda verità: “Lo scrittore è pigro”. Mi sono sentita decisamente meno sola.

Procrastinare, lentezza, indecisione, lotte contro il tempo, affanni, ansie e totale assenza di volontà, non sono cose che riguardano esclusivamente quelle attività o situazioni che non ci piacciono, ma a volte possono avere a che fare anche con quelle che ci piacciono, come nel mio e sicuramente anche nel tuo caso, quando si tratta di scrivere, di finire quel racconto che ormai da troppo tempo dorme nel cassetto.   

Ora ti svelo un metodo semplice semplice per portare a termine il tuo racconto: portarlo a termine. Giuro che non ti sto prendendo in giro, semplicemente voglio che tu sappia che non esistono formule magiche. Quello che posso fare però è darti alcuni buoni consigli.

Scrivere il racconto nel cassetto: torna all’origine

Quel racconto è chiuso nel fondo del tuo cassetto, nel file del pc, tra gli anfratti del comodino. E ti osserva. Silenziosamente, ma tenacemente, ogni giorno ti ricorda che non ce l’hai fatta, che è ancora là, che non hai portato a termine il tuo lavoro.

Hai idea del danno incredibile che stai causando alla tua autostima? Ma non sai che per essere scrittori bisogna coccolare e viziare il proprio ego come fosse un bambino indifeso?

Ora che lo sai e non hai più scuse, smettila dunque di tormentare la tua mente e prendi adesso una decisione: finire il racconto o consegnarlo al tritacarte (per usare un’immagine che dal punto di vista letterario è molto più efficace del semplice tasto “delete” sul pc).

Se hai optato per la seconda opzione fallo senza ripensamenti e volta pagina, una pagina bianca pronta ad accogliere un nuovo lavoro. Se invece hai deciso di portare a termine il tuo racconto allora cominciamo con un passo fondamentale: tornare a ciò che ti ha spinto a scriverlo.

Ci sarà stato un momento in cui avrai avuto l’ispirazione, ti sarai messo là e le tue dita avranno iniziato a battere furiosamente sui tasti. Torna a quel momento e fai di tutto per rievocarlo. Non ti limitare solo all’idea, ma ricostruisci il tuo stato d’animo, torna nel posto in cui ti trovavi, mangia lo stesso cibo, annusa gli stessi profumi. In questo modo potrai darti una nuova spinta, una spinta che possa traghettarti fino alla fine del percorso.

Scrivere il racconto nel cassetto: scegli un metodo

Ricordi i 3 facili consigli per scrivere un libro? Bene, probabilmente ricorderai anche l’importanza di avere una visione di insieme. Personaggi, trama, inizio e fine dovrebbero essere chiari nella tua mente sin dalla prima parola. Ma se così non fosse allora è probabile che il “blocco dello scrittore” sia dovuto proprio a una mancanza della visione d’insieme.

Sarà questo quindi il primo passo da fare per poter finire di scrivere il racconto nel cassetto: buttare giù la scaletta, il diagramma, la road map, o in qualunque altro modo preferisci chiamarla.

Da qui potrai estrapolare piccoli e chiari obiettivi che poi ovviamente dovrai calendarizzare, ovvero distribuire su un arco temporale da decidere a priori e che si conclude con la data precisa in cui hai deciso che finirai di scrivere il tuo racconto.

(Davvero credevi si trattasse solo di cucinarti una lasagna e respirare il profumo del parco???).

Ti è mai capitato di non riuscire a finire di scrivere un racconto? Cosa hai fatto per tirarti fuori dall’impasse?

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A cosa serve una sottotrama?

A cosa serve una sottotrama?

Le sottotrame sono definite “archi narrativi secondari” e svolgono essenzialmente tre funzioni fondamentali:

  • rinforzano il tema principale della storia
  • aggiungono complessità, tensione e dettagli all’intera vicenda
  • esplorano il carattere del protagonista

Se utilizzate in maniera adeguata, rappresentano una parte importantissima della storia, in grado di supportare e guidare la trama principale.

Non è obbligatorio che siano presenti all’interno del tuo romanzo, ma se ci sono, devono essere sviluppate bene. Vediamo come!

La differenza tra trama e sottotrama

Per comprendere pienamente la funzione specifica della sottotrama e riuscire a tracciarne le potenzialità, è importante definire il rapporto che esiste tra trama e sottotrama.

  • La trama rappresenta tutta quella serie di eventi che, a partire dall’incidente scatenante in poi, accadono al protagonista e con cui si trova a fare i conti.
  • La sottotrama rappresenta ciò su cui si struttura la trama, ovvero il mondo esteriore e interiore del protagonista, i suoi affetti e le sue relazioni (la famiglia, un amore, le amicizie, i colleghi di lavoro).

Come costruire le sottotrame

Non esiste un solo modo di concepire e costruire le sottotrame, perché ciò dipende in larga parte dalla funzione che devono svolgere all’interno della storia.

Infatti:

  • La sottotrama può coinvolgere in prima persona il protagonista, oppure può coinvolgere dei personaggi secondari.
  • Può succedere che le cose che accadono nella sottotrama si riversino su quella principale influenzandone l’andamento, e viceversa.
  • Alle volte la sottotrama aggiunge elementi di background alla trama principale, senza però influire direttamente sul ritmo dell’azione.

Ciò che resta invariato è che vi è sempre una connessione a livello tematico tra trama e sottotrama. Il vero trucco per costruire una buona sottotrama, quindi, è quello di avere un chiaro obiettivo tematico.

Prendiamo in considerazione qualche esempio.

Il Signore degli anelli

Il tema principale de Il Signore degli Anelli, di J.R. R. Tolkien, è la perpetua lotta del bene contro il male.

Ecco allora che mentre Frodo lotta contro il male cercando di liberarsi dell’anello, anche i personaggi secondari sono chiamati a compiere la stessa battaglia.

E così il mago Gandalf lotta contro Sauron, passato alle forze oscure.

Legolas, Gimli e Aragorn si alleano per combattere contro gli orchi.

Boromir vive un conflitto interiore e per un attimo, alla fine del primo libro (e del primo film) cede alle forze del male.

L’uso della sottotrama per rinforzare il tema principale della storia qui è molto esplicito. Anche se protagonista e personaggi secondari si muovono su diversi paradigmi spazio-temporali, ciò che li accomuna è lo stesso obiettivo tematico: tutti lottano per far trionfare il bene sul male.

 

Harry Potter e il prigioniero di Azkaban

In Harry Potter e il prigioniero di Azkaban, di J. K. Rowling, seguiamo le vicende di Hermione ─ personaggio secondario ─ che, per riuscire a seguire tutte le lezioni che si insegnano ad Hogwarts e rispettare le consegne dei compiti, usa un dispositivo per viaggiare nel tempo. Questa è una sottotrama ben sviluppata che diventa funzionale e necessaria all’interno dell’intera vicenda perché, in un secondo momento, il dispositivo per viaggiare nel tempo aiuterà il protagonista, cioè Harry Potter, a liberare due prigionieri accusati ingiustamente.

I personaggi secondari non devono necessariamente raggiungere l’obiettivo della trama, che spetta al protagonista, ma o lo aiutano a raggiungerlo o, viceversa, lo ostacolano.

Hornblower

Hornblower, di C.S. Forester, narra le avventure navali del capitano Hornblower durante le guerre napoleoniche. Forester avrebbe potuto raccontare esclusivamente una storia di avventura ma ha scelto di svelare particolari della vita intima del capitano, raccontandoci la sua vita domestica e di coppia. E così scopriamo dettagli sul suo matrimonio, gli sforzi compiuti per relazionarsi emotivamente con la moglie e il suo desiderio di provvedere alla famiglia. Questa sottotrama non fa avanzare la storia ma introduce dettagli e caratteristiche del protagonista che, altrimenti, rimarrebbero sepolti.

 

La struttura della sottotrama

Così come la trama di un romanzo segue una struttura in tre atti, anche la sottotrama ha un inizio, uno sviluppo e una fine, ovvero una struttura chiara e definita.

Come regola generale, è bene far corrispondere la struttura della sottotrama alla tripartizione classica, che comprende appunto primo, secondo e terzo atto, ma ciò non è obbligatorio. L’importante è intrecciare (senza ovviamente sovrapporre) il ritmo di trama e sottotrama, in modo da comporre un tessuto armonico in grado di far avanzare la storia, conferire spessore e profondità, rivelare le giuste informazioni al momento opportuno.

Adesso tocca a te!

In linea generale, la sottotrama non deve mai risultare separata dalla trama principale, altrimenti corre il rischio di risultare sconnessa, con nulla da aggiungere a quello che c’è già.

Ricorda, inoltre, che all’interno di una storia possono esserci più sottotrame, tutto sta nell’imparare a gestirle senza danneggiare la trama principale e senza creare confusione alla storia.

Quindi inizia ad allenarti!

Quando strutturi la tua sottotrama, verifica se:

  • la sottotrama svolge una funzione precisa all’interno della storia o, al contrario, se la sua integrazione risulta debole
  • trama e sottotrama hanno il giusto spazio, in modo da creare equilibrio e non sovrapposizione
  • la sottotrama risponde agli obiettivi tematici della tua storia

Perciò, rispondi a queste domande:

Quante sottotrame ho? Sono tutte ugualmente importanti o posso fare a meno di qualcuna?

La sottotrama che sto creando cosa aggiunge alla mia storia e in che modo dà più chiarezza al tema principale?

La mia sottotrama ha una struttura chiara e definita?

Rispondere con precisione a queste domande ti aiuterà a costruire un romanzo indimenticabile!

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Massimizza il tempo dedicato alla scrittura

Massimizza il tempo dedicato alla scrittura

Vuoi dedicare più tempo alla scrittura o utilizzare al meglio quello che hai a tua disposizione? Che tu sia uno scrittore amatoriale, professionista o che aspiri a diventarlo, ecco alcuni pratici consigli pensati apposta per te. Non si tratta di leggi universali, ma di suggerimenti utili per trarre tutto il meglio possibile dal tempo che impieghi per scrivere.

Trova il tuo ritmo

Nell’immaginario comune abbiamo questa visione dello scrittore che trafitto dal raggio della musa ispiratrice comincia a pigiare furiosamente sui tasti producendo pagine e pagine di capolavori. Nella realtà dei fatti, come ho spiegato anche nel mio articolo su come scrivere un libro, organizzazione e determinazione fanno la differenza.

Questo vuol dire che non c’è nessuna musa a ispirarci? Tutt’altro, la “musa” è la scintilla che mette in moto il grande meccanismo, ma è importante capire come funziona il nostro processo creativo per poterlo poi incanalare in un flusso ordinato di lavoro.

Individua il momento della giornata in cui ti senti particolarmente ispirato e produttivo, rintraccia tutti gli input che attivano le tue sinapsi, sperimenta il contesto che ti fa sentire più a tuo agio quando scrivi come un particolare luogo, una particolare musica, un preciso quadro come sfondo del desktop, etc.

La parola chiave è sperimentare. Un suggerimento comune ad esempio è quello che incoraggia a portare sempre con sé un taccuino, elettronico o cartaceo, per poter scrivere in qualsiasi momento quello che riteniamo importante. Ma non è detto che sia una strategia valida per tutti.

Bisogna andare per tentativi e probabilmente non accadrà dall’oggi al domani, ma una volta individuato il tuo ritmo potrai modellare su di esso il tempo che dedichi alla scrittura e non c’è dubbio che sarà un tempo super produttivo e massimizzato.  

Decidi quali traguardi vuoi raggiungere

Quante volte abbiamo sentito la frase “Non è la destinazione, ma il viaggio che conta”? È una frase che condivido, ma sono anche profondamente convinta del fatto che se non ci fosse una destinazione non ci sarebbe neppure il viaggio. Per questo è importante stabilire degli obiettivi e l’attività di scrittore non fa eccezione.

Un articolo, un paragrafo, una bozza, un certo numero di pagine da editare, un totale di caratteri da scrivere. Scegli i tuoi obiettivi, a breve, medio e lungo termine, pensando al lavoro finale e al tuo ritmo creativo.

Il mio consiglio è quello di stabilire degli obiettivi quotidiani, scrivere è un lavoro a tutti gli effetti e il lavoro è un’attività che si pratica ogni giorno. Aggiungo anche che è importante prendersi delle gratifiche quando si è raggiunto un traguardo.

Scegli tu quelle che ti danno maggiore soddisfazione, io ne ho di diverse che variano anche a seconda dei traguardi raggiunti. Potrebbe essere un bel caffè seduta al bar sotto un raggio di sole, due ore di libertà per leggere un libro che adoro o andare a una mostra, la mia cena preferita (pizza ovviamente), un trattamento spa, quel film al cinema che voglio vedere da tempo, l’incontro con quell’amico o amica che rimando da troppo, o anche un bel viaggio se il traguardo che ho raggiunto è bello grande e ha richiesto tanto impegno e sacrificio.

 

Non affliggere la tua mente
Voglio concludere i miei consigli su come massimizzare il tempo dedicato alla scrittura ricordandoti di non affliggere la tua mente. Scrivere non è solo passione che trabocca dalla penna, è anche trovarsi paralizzato davanti a un foglio bianco, sforzarsi, odiare quel racconto che abbiamo iniziato perché non sappiamo più come finirlo, rileggere quello che abbiamo scritto e non amarlo affatto ma bensì trovarlo mediocre, e potrei continuare a lungo.

In questi casi affliggere la tua mente con frasi che ti ricordano quanto sei incapace, che ti dicono che non ce la farai mai, che ti paragonano ad altri e ti sminuiscono, non solo non ti aiuteranno a ottimizzare il tempo ma te lo faranno perdere e intaccheranno anche quella buona dose di narcisismo che ogni scrittore dovrebbe pur avere, inquinando tutto il tuo processo creativo.

Quando ti trovi in difficoltà fai un bel respiro, pensa a quanto ti sei dato da fare, apri un libro (perché se ami scrivere sono certa che ami anche leggere), esci da casa, parla con uno sconosciuto in un bar, lasciati incoraggiare da storie di chi si è trovato in difficoltà e ce l’ha fatta e ovviamente ordina una pizza.

Cosa fai per massimizzare il tempo dedicato alla scrittura? C’è qualche trucco che ti va di condividere con noi?

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Sì, puoi essere un artista e vivere di questo

Sì, puoi essere un artista e vivere di questo

Al giorno d’oggi è considerato artista colui che opera nel campo delle arti, come ad esempio i pittori, gli attori e ovviamente anche gli scrittori. Personalmente sono profondamente convinta che l’arte e più in generale la creatività siano caratteristiche condivise da tutte le persone e non solo da pochi eletti.

È un artista chi riesce a suscitare entusiasmo nei proprio alunni, chi pulisce un locale a regola d’arte (e il gioco di parole non è casuale), chi assembla una macchina con precisione, etc. Tutti possono essere artisti nella vita e nella loro professione. C’è chi usa queste qualità solo in alcune occasioni, chi le mette a tacere, chi le coltiva ogni giorno, chi le impiega in ogni contesto. E poi c’è chi grazie a esse riesce a pagarsi le bollette e a guadagnarsi da vivere.

Sta a noi decidere l’uso che ne vogliamo fare e perché.

Quando ho mosso i primi passi verso quello che è poi diventato il mio lavoro e ne parlavo con amici, parenti e conoscenti, ricordo che una delle domande che mi veniva rivolta più spesso era: “E ti pagano?”. Sono abbastanza certa che se il mio lavoro non avesse avuto a che fare con la mia creatività difficilmente mi avrebbero rivolto questa domanda.

Puoi essere un artista e vivere di questo? Sì, ma devi cominciare a eliminare uno a uno molti dei luoghi comuni che affollano la tua mente.

Essere artisti e vivere di questo: basta con il mito della sofferenza

Il concetto associato alla parola artista è cambiato davvero tanto nel tempo. La radice latina, così come il corrispondente termine greco, sottolineano l’azione, la tecnica e l’esperienza che danno vita a un’opera. Successivamente, grazie probabilmente anche al fatto che spesso le arti si sono fatte promotrici delle rivoluzioni, dei cambiamenti e dei dissensi culturali, si è associata all’artista l’immagine dell’individuo sofferente e incompreso, chiuso nella sua “prigione” creativa e incapace di inserirsi armoniosamente nella società.

Diciamoci la verità, tutti siamo affascinati dall’immagine dell’artista bohemienne che è povero in canna, vive in squallide stanzette, ha storie d’amore travagliate, cade spesso vittima dei suoi vizi e poi si risolleva grazie alla sua musa. Proprio come Horacio Oliveira, il famoso protagonista del romanzo di Julio Cortázar. Tutto molto romantico, tutto molto poetico, ma applicabile alla vita di tutti i giorni? Decisamente no, se vogliamo fare della nostra arte il nostro lavoro.

Il successo dall’oggi al domani: un altro mito da sfatare

Nell’epoca dei talent show e dell’endorfina da social network, tra comodità tecnologiche e distrazioni costanti, è difficile staccarsi da un’altra convinzione diffusa: il successo (e quindi il pane quotidiano) arriva dall’oggi al domani, si tratta solo di un colpo di fortuna. Niente di più falso.

Nessun risultato si ottiene senza la fatica e l’impegno, giorno dopo giorno, senza mai arrendersi. Bisogna essere bravi in ciò che si fa, continuare a migliorarsi, pianificare le proprie attività, provare a guardare lontano, decidere il proprio orizzonte.

Puoi essere un artista e vivere di questo, certamente, ma non è una cosa che succederà domani se ci stai pensando oggi. È proprio oggi però che devi cominciare, altrimenti quel domani potrebbe non arrivare mai.

Un ultimo consiglio prima di salutarci: scegli almeno tre personaggi reali che ti ispirano con la loro arte e prova a leggerne biografie e interviste, potresti stupirti di quanto tempo, quanta fatica e quanta dedizione hanno dovuto impiegare prima di “essere famosi” e vivere di questo.

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Cosa viene prima, i personaggi o la trama?

Cosa viene prima, i personaggi o la trama?

Qui rispondiamo a un’annosa questione: cosa bisognerebbe delineare prima: i personaggi o la trama? Tutta la scrittura è soggettiva e non esiste un metodo “migliore”. Il processo creativo è diverso tra uno scrittore e un altro, quindi spetta solo a te decidere che cosa privilegiare.

Per poter fare una scelta consapevole, entriamo nel dettaglio e capiamo cosa come funziona una storia che privilegia l’importanza del personaggio e una che mette al centro di tutto la trama.

Prima il personaggio

Una storia basata sul personaggio esplora lo sviluppo interno dei personaggi principali, i quali si evolvono durante la narrazione.
Un buon esempio è Harry Potter: Hermione, Voldemort, Ron, Sirius Black, Malfoy, Severus: la gente adora tutti i personaggi di questo romanzo perché possono impersonarsi in loro e vogliono sapere come cambieranno nel corso della storia.

È la storia, e non il contrario, che fa da supporto ai personaggi: tutti gli avvenimenti che accadono servono mettere in luce nuove parti della loro personalità, il loro passato e le loro debolezze.

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi di un simile approccio narrativo?

Pro: le motivazioni e le personalità dei personaggi alimentano la trama
Mentre descrivi le motivazioni di un personaggio, scoprirai quali situazioni potrebbero causargli un maggiore conflitto. Imparerai anche come reagisce alle situazioni e come interagisce con gli altri. Tutto questo può aiutarti a trasformare un’idea generale di trama in una complessa rete di conflitti pungenti e di dialoghi realistici.

Se dovessi rimanere bloccato nello sviluppo della trama, puoi usare le mappe dei personaggi per capire come la trama potrebbe evolversi.

Contro: alcuni aspetti del personaggio possono essere difficili da individuare
Non è così facile impostare su due piedi la personalità di un personaggio se non hai un’idea semi-sviluppata della traiettoria che prenderà la trama. A volte avrai bisogno di scrivere parte della storia per tornare indietro alla scheda del tuo personaggio e aggiungere o togliere alcuni dettagli.

Prima la trama

Una storia che mette al centro di tutto la trama mostra una sequenza di eventi esterni al protagonista e che lui deve superare.
Un buon esempio sono i racconti di Sherlock Holmes o la serie del Dottor House. In entrambi i casi la personalità del protagonista è estremamente delineata, anche se non ha una grande evoluzione durante l’arco di narrazione. Inoltre, se il protagonista risulta molto veritiero, di solito gli altri personaggi non hanno una personalità o una propria storia altrettanto sviluppata.
Ogni racconto o puntata mostra un evento che mette in difficoltà il protagonista, il quale è chiamato a risolverlo, di solito con metodi o intuizioni geniali.

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi di questo approccio narrativo?

Pro: permette di selezionare i personaggi perfetti per il lavoro
Conoscere l’ambientazione e gli eventi della trama ti dà un’idea migliore di quali tipi di persone abitano quel mondo, come si comportano e le loro esperienze quotidiane. Mentre sviluppi la trama, puoi capire esattamente quale tipo di personaggio si adatta meglio alla storia. Se la tua trama richiede qualcuno altamente qualificato in combattimento o una persona scaltra e che vive di espedienti, beh, hai già fatto metà del lavoro per sviluppare la scheda del tuo personaggio.

Contro: il realismo dei personaggi può soffrirne
Fai attenzione a non lasciare che le necessità di una trama complessa ti costringano a creare un personaggio non realistico, dato da un mix di caratteristiche diverse che servivano per sviluppare la trama.
D’altra parte, se non riesci ad abbinare il personaggio alla trama, i tuoi lettori potrebbero finire per chiedersi “Perché il protagonista dovrebbe fare una cosa del genere? Non è da lui.”

In conclusione

Qualunque metodo tu scelga, non lasciare che nessun aspetto (sviluppo del personaggio o trama) oscuri l’altro. Trascorri del tempo su entrambi gli elementi prima di lavorare alla prima bozza. Buon lavoro!

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Scrittori si nasce o si diventa?

Scrittori si nasce o si diventa?

Sembra una di quelle domande rompicapo, come quando qualcuno vuole uscire da una conversazione senza prendere posizione ed esclama: “È nato prima l’uovo o la gallina?!”.

In questo caso però non esiste un’alternativa netta, molto probabilmente la verità sta nel mezzo: scrittori si nasce e si diventa.

Scrittori si nasce?

Quando parlo del motivo per cui ho fatto della scrittura il mio lavoro c’è un aneddoto che racconto spesso. Era il periodo di Natale e io avevo 10 anni, come tutti i bambini avevo scritto la mia letterina con dentro i regali desiderati. Ebbene il regalo che volevo più di ogni altro era uno e uno solo: la macchina da scrivere. Mio padre, ops volevo dire Babbo Natale, mi accontentò e ricordo come se fosse ieri la mia Olympia Olivetti bianca.

Da allora fu un continuo pigiare sui tasti, scrivere storie, poesie, pensieri. In me c’era un impulso irrefrenabile che mi spingeva verso la narrazione, a creare mondi interi, realtà diverse, personaggi speciali. E anche se oggi uso la tastiera di un computer il sentimento è rimasto lo stesso.

Quindi credo che la risposta alla domanda: “Scrittori si nasce?”, non possa essere altra che “accidenti, sì!”. Ognuno di noi nasce con una particolare propensione, quando siamo bambini la sentiamo più forte. Se sin da piccoli leggere un libro significa viaggiare in un mondo fantastico, se sentiamo l’impulso irrefrenabile di afferrare la penna e mettere su carta ciò che ci passa per la mente, se immaginiamo delle realtà dettagliate con i loro personaggi, allora non c’è dubbio: siamo nati scrittori! Ma questo vuol dire che lo diventeremo?

Scrittori si diventa?

Nascere con una certa predisposizione alla scrittura non significa che automaticamente diventeremo scrittori affermati e di successo o che faremo della scrittura lo strumento per guadagnarci il nostro pane quotidiano. Questo perché c’è una regola universale che permea ogni attività si voglia portare a termine: applicare costanza e disciplina.

Se voglio fare lo scrittore c’è poco da fare: devo scrivere. Devo scrivere ogni giorno, per un tempo definito e dando vita a una quantità di lavoro ben specifica che ho stabilito.

È necessario esercitarsi, acquisire gli strumenti di scrittura, conoscere le diverse forme di narrazione. Sperimentarsi, mettersi alla prova, confrontarsi. Avere degli autori di riferimento che siano concretamente o anche metaforicamente i propri mentori nella disciplina.  

Do per scontato ovviamente che chi vuole fare lo scrittore vada a dormire con il dizionario di lingua italiana e che come minimo sia un accanito lettore.

Dunque per rispondere alla domanda: “Scrittori si diventa?”, non posso che ripetermi ed esclamare nuovamente “accidenti, sì!”. Perché servono tanta dedizione e allenamento e non basta una particolare inclinazione. Allo stesso modo ovviamente se non si ha dentro quella scintilla, quella passione che si accende proprio quando si tratta di scrittura, allora difficilmente si potrà diventare scrittori solo studiando il dizionario a memoria e scrivendo per ore.

Scrittori si nasce e si diventa. E tu cosa ne pensi? Raccontaci la tua nascita come scrittore e anche che cosa hai fatto per diventarlo!

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Premio Città di Como

Premio Città di Como

SCADENZA
DEL BANDO DELLA VI EDIZIONE: 20 GIUGNO 2019

Per
agevolare il lavoro della Giuria e del Comitato di lettura, si consiglia
vivamente di spedire gli elaborati con ampio anticipo rispetto alla scadenza
del Bando.

Il Premio Città di
Como è libero, autonomo, indipendente e riconosce pari dignità a tutti i
partecipanti garantendo la totale imparzialità di giudizio. Il Premio Città di
Como opera in ambito nazionale ed internazionale: gli elaborati in lingua
originale non italiana dovranno pervenire corredati di traduzione in lingua
italiana.

SEZIONE EDITI

  1. POESIA
    in omaggio ad ALDA MERINI
    : partecipano a questa sezione le opere
    edite di poesia a tema libero.
  2. NARRATIVA
    in omaggio a GIUSEPPE PONTIGGIA
    : partecipano a questa sezione le opere
    edite di narrativa a tema libero di ogni genere: romanzo, raccolta di racconti,
    fiabe, memorialistica, biografie, libri per ragazzi, testi teatrali. Sono
    previsti premi speciali per la narrativa di genere.
     Sono richieste una
    breve sinossi dell’opera e una breve nota biografica dell’autore.
  3. SAGGISTICA:
    partecipano a questa sezione opere edite di saggistica, a carattere scientifico
    o divulgativo, di qualsiasi argomento senza limiti di ambito di trattazione.
    Sono richieste una breve sinossi dell’opera e una breve nota biografica
    dell’autore.

SEZIONE INEDITI

Partecipano a questa sezione opere mai
pubblicate in versione cartacea o digitale in versione ebook nei vari formati o
sui siti internet, blog o social network.

  • Opere di Poesia:
    sia una singola poesia, sia una raccolta di poesie, sia un’antologia di più
    autori.
  • Opere di Narrativa di ogni genere:
    romanzo, raccolta di racconti, fiabe, memorialistica, biografie, libri per
    ragazzi, testi teatrali. Sono richieste una breve sinossi dell’opera e una
    breve nota biografica dell’autore.

SEZIONE MULTIMEDIALE

Partecipano a questa sezione opere
multimediali, sia edite che inedite:

A) “Raccontano”: un testo
letterario (in prosa o in poesia, edito o inedito, di qualsiasi autore), un
paesaggio o un viaggio raccontato attraverso immagini e/o testo e/o musica.
B) “Espressioni del volto”: volti ed emozioni (di uno o più
soggetti) che esprimano delle emozioni attraverso immagini e/o testo e/o
musica.
C) “Videopoesie”: un testo poetico recitato attraverso il libero
abbinamento di immagini e/o testo e/o suoni.
D) “Book-trailer”: audiovisivo di breve durata per promuovere una
pubblicazione.
E)  “Reportage fotografico” di qualsiasi genere.

PRESENTAZIONE DEGLI ELABORATI

La partecipazione al Premio avviene
tramite la presentazione degli elaborati.
Qui di seguito le indicazioni per la presentazione.

SEZIONE EDITI

  • Per le opere edite in formato cartaceo:
    inviare n. 2 copie del volume stampato.
  • Per le opere edite in formato
    elettronico: inviare per e-mail e-book in formato pdf con accesso libero.

SEZIONE INEDITI

  • Per le opere inedite in formato
    cartaceo: inviare n. 2 copie stampate in formato A4, in b/n o a colori.
  • Per le opere inedite in formato
    elettronico: inviare per e-mail l’elaborato in un unico file in formato pdf con
    accesso libero.

SEZIONE MULTIMEDIALE

  • Per le opere realizzate come sequenze fotografiche digitali: inviare la sequenza – costituita da un minimo di 5 e da un massimo di 10 immagini, progressivamente numerate, in formato JPG, peso massimo 2 MB l’una – per e-mail (per invii superiori a 5 MB, utilizzare modalità WeTransfer o simili). Per i reportage da un minimo di 30 a un massimo di 50 immagini.
  • Per le opere realizzate come video: inviare il video – realizzato in un unico file, in formato Wav-Avi-Mp4-Mov della durata massima di 10 minuti – per e-mail (con modalità WeTransfer o simili). I video pervenuti saranno inseriti sul canale YouTube del Premio. Tutte le lavorazioni audio-video saranno ammesse se nel rispetto delle normative di YouTube. Con l’invio, si autorizza la pubblicazione del video sul sito www.premiocittadicomo.it e sui social network di riferimento.

NORME DI PARTECIPAZIONE

I partecipanti (Autori e Case editrici)
possono concorrere a una o più Sezioni del Premio, senza limiti. Ogni
partecipazione richiede un’iscrizione separata. Le case editrici concorrono con
volumi di loro pubblicazione, garantendo l’autorizzazione alla partecipazione
da parte dell’autore. Alle case editrici si raccomanda di dotare di idonea
fascetta l’opera che risulterà vincitrice del Premio per le sezioni editi e
speciali.

INVIO DEGLI ELABORATI IN FORMA CARTACEA

Gli elaborati in forma cartacea dovranno
essere inviati per posta – secondo le modalità indicate in “Presentazione degli
Elaborati” – unitamente alla scheda di iscrizione (SCHEDA ISCRIZIONE scaricabile e compilabile dal sito) e alla certificazione (fotocopia della
ricevuta) del pagamento della quota di partecipazione (vedi “Quota di Partecipazione”)
a: C.P. n°260 c/o Poste Centrali, via Gallio, 6 – 22100
Como
 oppure Associazione Eleutheria, via Oriani 8 – 22100
Como (per la Svizzera: Fermo Posta 6830 – Chiasso 1).

INVIO DEGLI ELABORATI IN FORMA DIGITALE

Gli elaborati in forma digitale potranno
essere anche inviati – secondo le modalità indicate al punto “Presentazione
degli Elaborati” – per e-mail unitamente alla scheda di iscrizione (SCHEDA ISCRIZIONE scaricabile e compilabile dal sito) e alla certificazione (scansione
in pdf della ricevuta) del pagamento della quota di partecipazione (vedi “Quota
di Partecipazione”) all’indirizzo:

  • Per le sezioni letterarie editi e
    inediti: info@premiocittadicomo.it
  • Per la sezione multimediale (sequenze
    fotografiche e video):  sezioneimmagine@premiocittadicomo.it

ATTENZIONE: Per motivi organizzativi – sia per
invio in forma cartacea sia per invio in forma digitale – la scheda di
iscrizione (o uno scritto equivalente), l’opera in concorso e la certificazione
del versamento della quota di partecipazione devono giungere uniti e
contemporaneamente. Non verranno ammessi al concorso elaborati spediti non
unitamente alla scheda di iscrizione e alla certificazione del pagamento della
quota di partecipazione.

QUOTA
DI PARTECIPAZIONE

La quota di partecipazione – per tutti i
partecipanti, autori e case editrici – è di € 20,00 – Euro
Venti/00 (ogni partecipazione richiede una quota separata).
Gli scritti provenienti da istituti penitenziari sono esenti.

La quota potrà essere versata:

  • tramite assegno o contanti presso la
    Segreteria del Premio;
  • tramite versamento sul c/c postale
    n°1016359752 intestato ad Associazione Eleutheria
  • tramite bonifico bancario: BPS – IBAN:
    IT 72M0569610901000009091X44 – BIC / SWIFT: POSOIT22 Filiale: 073 Como- ag.1
    intestato ad Associazione Eleutheria.

DESTINAZIONE DEGLI ELABORATI

Al termine del Concorso, gli elaborati
non verranno restituiti. Le opere edite verranno donate a Biblioteche del
territorio insubrico. Le opere inedite verranno distrutte a tutela del
Copyright.

COMUNICAZIONE DEI FINALISTI, VINCITORI E
CERIMONIA FINALE

Gli elaborati pervenuti entro la data di
scadenza del bando (vedi “Scadenza Bando del Concorso”) verranno puntualmente
esaminati. Dopo la prima selezione si determinerà una rosa di selezionati.
Nella rosa dei selezionati, i finalisti verranno scelti e avvisati dalla
Segreteria del Premio. Tra i finalisti verranno scelti i vincitori. Gli elenchi
della rosa dei selezionati e, successivamente, l’elenco dei finalisti verrà
reso noto tramite pubblicazione sul sito del Premio. La Cerimonia di
Premiazione si svolgerà nel mese di Ottobre (presumibilmente sabato 19/Ottobre)
a Como, in una sede di prestigio e sarà aperta al pubblico a ingresso libero.
Tutte le informazioni relative alla data e l’ora della cerimonia di premiazione
saranno consultabili sul sito. I vincitori verranno proclamati all’atto della
Cerimonia e saranno tenuti a parteciparvi per la riscossione dei premi. I premi
in denaro non ritirati personalmente o tramite delegato durante la Cerimonia,
rimarranno a disposizione del Premio per l’edizione successiva. Le spese di
trasferimento e di soggiorno per la presenza alla Cerimonia di Premiazione
saranno a carico dei singoli partecipanti. Il Premio ha tuttavia stipulato
apposite convenzioni con alberghi per pernottamenti a prezzi speciali
(informazioni presso la Segreteria o sul sito del premio).

ACCORDI EDITORIALI, CONSULENZE

L’Associazione si riserva la possibilità
di stipulare accordi di rappresentanza e consulenza editoriale con gli autori
delle opere inedite ritenute più meritevoli di pubblicazione.

Gli autori di inediti che desiderassero
una valutazione puntuale del testo, potranno richiederla contestualmente
all’invio del loro manoscritto in regola con la sottoscrizione (20 euro). Il
Premio Città di Como si appoggerà quindi, per questa prestazione allo Studio
Pym di Via G.Pascoli 32, Milano, che leggerà e analizzerà entro la data di
premiazione i testi più brevi (fino a un massimo di 100 cartelle da 2000
battute spazi inclusi) al costo di € 100, mentre per i testi più lunghi (oltre
le 100 cartelle da 2000 battute spazi inclusi) il costo salirà a € 200. TALI
COSTI, SARANNO VERSATI DALL’AUTORE DIRETTAMENTE ALL’AGENZIA CHE PROVVEDERA’
ALLA RELATIVA FATTURA.  Oltre alla valutazione, nella scheda di lettura lo
Studio Pym includerà dei consigli di lavorazione per migliorare il manoscritto.
L’autore potrà in seguito decidere se commissionare un vero e proprio lavoro di
editing all’agenzia.

La partecipazione al Concorso deve
essere formalizzata entro la data di scadenza del Bando. La Segreteria del
Premio, a chiusura del Bando, resta a disposizione per un periodo
tassativo di giorni 15
 per eventuali avvisi, omissioni, refusi o
segnalazioni: oltre il suddetto periodo non verrà presa in esame alcuna
richiesta in merito alle opere oggetto del Concorso. A chiusura del Bando
verranno pubblicati sul sito del Premio gli elenchi dei partecipanti al
concorso.
La partecipazione al concorso implica l’accettazione del presente regolamento.
Ai sensi del DLGS 196/2003 e della precedente Legge 675/1996 i partecipanti
acconsentono al trattamento, diffusione ed utilizzazione dei dati personali da
parte dell’organizzazione o di terzi per lo svolgimento degli adempimenti
inerenti al concorso. I partecipanti dichiarano di esseri autori delle loro
opere.

La partecipazione al concorso comporta
automaticamente da parte dell’Autore la concessione all’Ente Promotore il
diritto di riprodurre le immagini presentate al concorso su cataloghi ed altre
pubblicazioni che abbiano finalità di propagandare la manifestazione e i luoghi
dove ambientata l’immagine, senza fini di lucro. Ai sensi della Risoluzione
n.8/1251 del 28/10/1976 il Premio non verrà assoggettato a ritenuta alla fonte.
Resta pertanto a carico del percettore del premio l’obbligo di comprendere il
valore del riconoscimento e le somme complessive a tale titolo conseguite nella
propria dichiarazione annuale alla fine della determinazione del reddito. Per i
minorenni occorrerà la firma di un genitore o di chi esercita la patria potestà
sulla scheda di partecipazione. Tutti i dati sensibili pervenuti da quanti
partecipano al Premio verranno trattati nel rispetto del Decreto legislativo
30/06/2003, n. 196 (Codice in materia di protezione dei dati personali, noto
anche come “Testo unico sulla privacy”) ed utilizzati esclusivamente per i fini
del Premio stesso.

I CONCORRENTI, SOTTOSCRIVENDO LA SCHEDA
DI ISCRIZIONE, ACCETTANO TUTTE LE CONDIZIONI DEL PRESENTE BANDO.

PREMI

SEZIONE EDITI

VOLUME
EDITO DI POESIA

Primo classificato € 2.000

VOLUME EDITO DI NARRATIVA
Primo classificato € 2.000
Premi speciali per generi:
Romanzo storico € 500
Romanzo d’avventura € 500
Romanzo thriller € 500
Romanzo per ragazzi € 500
Romanzo fantastico (fantasy, horror, fantascientifico) € 500
Volume edito di genere teatrale € 500

VOLUME EDITO DI SAGGISTICA
Primo classificato € 2.000
Premi speciali per generi:
Divulgazione scientifica € 500
Libro di inchiesta € 500

SEZIONE INEDITI

Il
testo inedito che risulterà vincitore – sia esso romanzo o raccolta di
racconti, per adulti o per ragazzi – verrà pubblicato dall’Editore Francesco
Brioschi
 di Milano o da altri, con il consenso dell’autore e dopo un
accurato Editing al fine di migliorare se necessario la struttura del testo.
Potranno essere pubblicati anche altri inediti ritenuti meritevoli di
attenzione. La segreteria del premio dovrà essere tempestivamente avvisata
qualora un testo inedito inviato in partecipazione raggiungesse accordi editoriali
nel periodo del concorso.Alla data di premiazione le opere vincitrici, pena
l’esclusione, dovranno risultare inedite e svincolate da qualsiasi diritto di
terzi.

POESIA SINGOLA O FINO A 5 POESIE INEDITE
Primo classificato € 1.000

SEZIONE RACCONTO SINGOLO EDITO O INEDITO

Primo
classificato € 1.000
Miglior racconto a tema il lago, qualsiasi lago e in ogni sua eccezione € 500

SEZIONE MULTIMEDIALE

PREMIO
UNICO Primo classificato € 1.000

OPERA PRIMA (Sezione a scelta della
Giuria)

Primo
classificato € 1.000

OPERA DALL’ESTERO O TRADOTTA IN ITALIANO
DA LINGUA STRANIERA

Primo
classificato € 1.000

OPERA SUL TEMA “IL VIAGGIO” (saggistica,
narrativa, reportage)

Premio
Unico € 500

Il
Premio e la Giuria potranno:

  • conferire riconoscimenti con diplomi e
    targhe, premi speciali della Giuria e assegnare ulteriori premi in denaro o
    equivalente ai secondi e terzi classificati o al romanzo inedito, in caso di
    impossibilità alla pubblicazione.
  • Assegnare premi speciali, per opere di
    prosa o poesia, a persone in regime di detenzione. Referente per gli
    scritti provenienti da istituti penitenziari: Avv. Marcello
    Iantorno 
  • assegnare Soggiorni Premio nei primari
    alberghi del territorio elencati sul sito del Premio.
  • accrescere il montepremi.

Durante la Cerimonia verranno assegnati:

  • un premio alla memoria del Prof. Augusto
    Cirla, già eminente clinico dell’Ospedale Sant’Anna di Como.
  • un premio a una personalità o a un Ente
    che si siano distinti per la diffusione della cultura o per particolari meriti
    in campo umanitario.

GIURIA
TECNICA

Presidente Andrea Vitali Scrittore

Edoardo Boncinelli Scienziato e scrittore

Francesco Cevasco Già Responsabile delle Pagine
Culturali del Corriere della Sera

Milo De Angelis Poeta e critico

Giovanni Gastel Fotografo

Giulio Giorello Filosofo

Dacia Maraini Scrittrice

Armando Massarenti Giornalista e scrittore

Pierluigi Panza Giornalista del Corriere della
Sera e docente universitario

Flavio Santi  Scrittore e docente all’Università
Insubria

Laura Scarpelli  Editor

Mario Schiani Responsabile pagine culturali
quotidiano La Provincia

LE DELIBERAZIONI DELLA GIURIA SONO
INSINDACABILI ED INAPPELLABILI.

 COMITATO DI LETTURA (SEMPRE
AGGIORNATO)

  • Marco Albonico
  • Fiorella Bianchi
  • Mafalda Bianchi
  • Anna Falezza
  • Boracchi Paola
  • Linda Pedraglio
  • Luciana Schnyder
  • Giorgio Albonico
  • Lorenzo Morandotti
  • Sergio Mestrinaro
  • Daniela Baratta
  • Greta Albonico
  • Marielina Confalonieri
  • Raffaella Rizzo

STUDENTI LICEO VOLTA:

I nomi degli studenti qui

Insegnante di riferimento: Prof.ssa
Marina Doria coordinatrice progetto “Leggere per davvero”

RETE DI BIBLIOTECHE DELLA PROVINCIA DI
COMO:

  • Fabio Della Valle
  • Paolo Cadenazzi
  • Carlo Romanò
  • Simona Molteni
  • Stefania Molteni
  • Maddalena Bellini
  • Eva Cariboni
  • Silvia D’Arrigoni
  • Nicoletta Sterlocchi
  • Daniele Bianchi
  • Maria Ida Pozzoli
  • Alessandra Scansiani
  • Lorenza Calcaterra
  • Barbara Mascarucci
  • Alessandra Rossini
  • Francesca Trabella
  • Iris Bellini
  • Monica Neroni
  • Gabriele Nuttini
  • Silvia Bonfanti
  • Laura Furlanetto
  • Celestina Lietti
  • Donatella Gaetani
  • Marcel Paolini
  • Leila Laze
  • Maria Emilia Peroschi
  • Maria Giovanna Bullock
  • Elisabetta Beltrami
  • Silvana Selva
  • Christiane Colombo
  • Cristina Mauri
  • Piera Cattaneo
  • Sonia Molteni
  • Franca Giossi
  • Pinuccia Nogara
  • Lorenza Calcaterra

BIBLIOTECA DI BORMIO

  • Cinzia Sosio
  • Luisa Pozzi
  • Massimo Favaron
  • Maurizio Favaron
  • Maria Bruna Peruviani
  • Federica Bormetti
  • Consuelo Peccedi
  • Sabina Colturi
  • Assunta Giacomelli
  • Franca Colturi
  • Federica Lumina
  • Assunta Giacomelli

BIBLIOTECA DI CREMONA

  • Consuelo Cabrini
  • Sabrina Pamela Miglio
  • Maria Anita Pasquale
  • Rebecca Rossi
  • Marinella Seghizzi
  • Annamaria Sorgente
  • Nicoletta Trovato
  • Laura Vincenzi

LIBRERIA TORRIANI DI CANZO

  • Luigi Torriani
  • Massimo Autieri
  • Monica Galanti
  • Nello Evangelisti
  • Margherita Conforti
  • Alberto Riolo
  • Daniela Cattaneo Riolo
  • Piera Polti

STUDIO PYM DI MILANO (Via G.Pascoli n°
32, Milano 20129) www.studiopym.com: lavora con tutti i principali gruppi
editoriali italiani (Gruppo Mondadori, Giunti, Feltrinelli, HarperCollins,
Gruppo GeMS, DeA Planeta, San Paolo, Amazon Publishing)

LIBRAI DEL TERRITORIO INSUBRICO

  • Ennio Monticelli (Libreria Ubik)
  • Paola Cattaneo (Libreria Via Mentana
    Como)
  • Debora Aloi (Libreria Mondadori)
  • Silvia De Carli (Nonsololibri)

LEGGER-MENTE (Cesenatico)

  • Marco Bazzocchi
  • Monica Biselli
  • Patrizia Borgioli
  • Maria Farnedi
  • Anna Lelli Mami
  • Elena Naldi
  • Graziella Nasolini
  •  Dina Paganelli
  • Alma Perego
  • Alessandra Senni

COMITATO
ESECUTIVO 

Ideatore e organizzatore premio:
Giorgio Albonico – giorgio.albonico@premiocittadicomo.it

Per informazioni: Segreteria Organizzativa Daniela
Baratta

Via Oriani 8 – Como

Telefono: 031 241.392

Cellulare: +39 334 5482855 – +39 340
9439256 – +39 329 3336183

ORARIO UFFICIO  9:00-12:00   
 15:00-17:30

Email: info@premiocittadicomo.it
 
URL: www.premiocittadicomo.it

 Responsabile sezione fotografica: Greta
Albonico
 – gretaalbonico@yahoo.it

In collaborazione con Guido Taroni

Responsabile Comunicazione – Eventi:
Barbara Sardella
 barbara.sardella@ubiklibri.it

Promozione e contenuti digitali :
Lorenzo Morandotti  
lorenzomorandotti@gmail.com

Progettazione grafica e realizzazione
sito internet:
 Partners.co.it

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La domanda drammaturgica principale

La domanda drammaturgica principale



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La vita può anche essere interessante, movimentata, piena di eventi, ma raramente ha una trama.

Nella vita di tutti i giorni ci alziamo, facciamo colazione, andiamo in ufficio, torniamo a casa, dormiamo, probabilmente come abbiamo fatto ieri e come faremo domani: beh questa non è una trama. E forse non è neanche una vita; ma questo è un altro discorso.

Alfred Hitchcock ha definito la trama come “la vita senza le parti noiose”.

Se la vita infatti non deve per forza rispondere alla domanda «”Che cosa succede di bello in questa storia?»”, al contrario la trama ha il dovere di fare appassionare il lettore e spingerlo a girare pagina per sapere cosa succederà.

Per fare in modo che ciò accada, la trama deve instillare fin dall’inizio della storia una domanda secca, meglio conosciuta come “domanda drammaturgica principale”, a cui si può rispondere con un sì o con un no, e che troverà risposta solo alla fine della storia.

  • Nel film Resta con me, i due protagonisti vittime di una tempesta tropicale  riusciranno a sopravvivere soli, in mezzo all’oceano?
  • Nel libro Il Conte di Montecristo, Edmond Dantès riuscirà ad ottenere la sua vendetta?
  • In Canto di Natale, Scrooge avrà il tempo di cambiare le sorti del suo destino?
  • Ne I promessi sposi Renzo e Lucia riusciranno a sposarsi?
  • Romeo e Giulietta coroneranno il loro sogno d’amore?

Ciascuna risposta racchiude una piccola porzione di realtà; rivela il significato profondo della storia e ciò che lo scrittore vuole dirci: grazie ad essa possiamo arrivare a scorgere anche cose che non pensavamo possibili.

Gli elementi che compongono la domanda drammaturgica principale

La domanda drammaturgica principale accende la curiosità del lettore attraverso un meccanismo ben definito, strutturato sul binomio protagonista/obiettivo. Questi due, insieme all’ostacolo e al tempo, rappresentano i quattro elementi che compongono la domanda drammaturgica principale.

Protagonista, obiettivo e ostacolo sono sempre presenti, non esiste trama pienamente strutturata senza di loro. Il tempo, invece, diventa fondamentale soprattutto in alcuni generi, come i thriller, i gialli, i noir e generalmente in tutte quelle storie in cui l’elemento “tempo” è necessario.

Fondamentalmente, ogni tipo di domanda drammaturgica principale si può trasporre nel seguente interrogativo: «Riuscirà il protagonista a raggiungere il suo obiettivo?».

Tanto più forte sarà l’ostacolo che il protagonista troverà sul suo cammino, tanto più la suspense creata dalla domanda ci terrà incollati alle pagine, pur di ottenere risposta a ciò che succederà.

Come creare una domanda drammaturgica principale perfetta

L’abilità dello scrittore consiste nel condurre il lettore all’interno della trama che, anche nel caso fosse complessa e piena di sottotrame, dovrà poi portare ad una e una sola risposta drammaturgica.

Quindi, per creare una domanda drammaturgica principale perfetta, usa i seguenti accorgimenti:

  • Concentrati sul protagonista

Ricorda che la domanda drammaturgica principale riguarda il protagonista e la sua vita. Può sembrare scontato ma fare confusione è molto più facile di ciò che si pensa.

  • Crea un obiettivo ben motivato

La domanda drammaturgica principale è direttamente collegata all’obiettivo. Se questo è debole, anche la trama perderà la sua profondità.

  • Dosa gli ostacoli

Se gli ostacoli sono troppo ardui, il lettore intuirà da subito l’esito negativo. Allo stesso modo, se troppo deboli sarà fin troppo facile prevederne la risoluzione. Il rischio è quello di favorire il disinteresse nei confronti della storia.

  • Collega gli eventi

Presta attenzione al modo in cui metti in scena i vari eventi, seguendo un filo logico per aiutare il lettore a comprendere lo svolgimento della trama.

E adesso mettiti alla prova!

Pensa a una dei tuoi libri preferiti prova a rispondere a queste tre semplici domande:

  1. Qual è la domanda drammaturgica principale?
  2. Quali sono gli ostacoli che si frappongono nel cammino del protagonista?
  3. C’è un momento nel racconto in cui hai intuito la risposta?

Buon lavoro!

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