Non puoi piacere a tutti

Non puoi piacere a tutti

Oggi parliamo di una verità sacrosanta: non puoi piacere a tutti. Questo vale per il tuo lavoro da scrittore così come per ogni altro aspetto della vita, se ti ostinerai a voler piacere a tutti difficilmente troverai chi ti apprezza e, cosa ancor peggiore, perderai di vista chi sei veramente, dove stai andando e cosa vuoi realizzare.

 

Non è qualcosa da sottovalutare perché spesso è ciò che ci allontana sempre più dai nostri obiettivi finché non li vediamo come irraggiungibili e a volte ci fa rinunciare prima ancora di iniziare. Vediamo insieme allora come fare per non smarrirsi lungo la strada e per concentrarsi su quella fetta di pubblico che non sta aspettando altro che noi

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Non è una storia per tutti

A causa del mio lavoro mi capita spesso di avere questo tipo di conversazione con i clienti:

“A chi si rivolge questo blog/articolo/storia/servizio/prodotto/etc.?” 

“Ma naturalmente a tutti!”.

Se mi  mi avessero dato un euro tutte le volte che ho ricevuto questo tipo di risposta a quest’ora scriverei da un comodo lettino di una spiaggia caraibica. 

 

Sogni tropicali a parte, se non si individua con chiarezza il pubblico al quale ci si rivolge difficilmente si avrà un pubblico, e sappiamo benissimo che lo scrittore scrive per un pubblico.

 

Il mio consiglio è quello di cercare di mettere nero su bianco e con amore di dettagli quello che potrebbe essere il tuo lettore tipo. Al giorno d’oggi siamo molto fortunati, basta un click per mettersi in contatto con ogni angolo del mondo, anche il più remoto. I nuovi strumenti di comunicazione ti permettono di trovare il tuo pubblico, interagire con lui, metterti alla prova e ricevere feedback anche in tempo reale.

 

La dimostrazione per assurdo

Ammetto di non esser stata mai un’eccellenza in matematica ma se c’era una cosa che mi piaceva da matti erano le dimostrazioni per assurdo. Sostanzialmente si parte dalla negazione della tesi che si vuole sostenere per dimostrarne l’assurdità (della negazione) e quindi confermare la tesi stessa. Quello che ti propongo di fare per trovare il tuo pubblico si ispira un po’ a questo.

 

Ti invito infatti a rispondere a queste domande:

 

  • A chi non è rivolto il tuo lavoro?
  • Chi disapproverà e criticherà il tuo lavoro?
  • Cosa non è il tuo lavoro?
  • Cosa non dice il tuo lavoro?
  • Quali sono le caratteristiche che non contraddistinguono il tuo lavoro?
  • A cosa dirai di no?

 

Rispondere a queste domande ti aiuterà a cogliere le opportunità che fanno al caso tuo e a incontrare il tuo pubblico ideale

 

Superare la paura delle critiche

Capisco perfettamente che le critiche possano far paura ma vedila sotto questa prospettiva: una cosa che non merita di essere criticata non merita neanche di essere apprezzata

Io stessa faccio i conti tutti i giorni con questa paura ma alla fin fine trovo che le critiche costruttive siano un gran bene per il mio lavoro mentre quelle non costruttive lasciano il tempo che trovano e meritano semplicemente una mia scrollata di spalle e la consapevolezza che non posso piacere a tutti.  

 

Raccontaci nei commenti come fai a superare l’ansia di voler piacere sempre a tutti!

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Come scrivere quando non sei dello spirito giusto

Come scrivere quando non sei dello spirito giusto

Scrivere è certamente un atto creativo che richiede concentrazione e disciplina. Ma a volte capita che nella nostra vita accadano eventi destabilizzanti oppure ciò che succede nel mondo fuori ci distrae e demoralizza a tal punto che ci sembra impossibile trovare energia, spazio e tempo per farlo. In questo articolo voglio darti alcuni consigli su come fare a scrivere quando non si è dello spirito giusto.

Proteggi il tuo temp(i)o

Vuoi essere uno scrittore? Fai della scrittura la tua priorità! Nei momenti di abbattimento, quando non sei nel mood giusto, quando una notizia ti ha turbato al punto da impedirti di fare qualsiasi cosa allora pensa alla scrittura come alla tua oasi felice, da proteggere a qualsiasi costo. Rifugiarti nella scrittura è davvero un rimedio efficace perché da un lato ti permette di portare avanti i tuoi progetti da scrittore e dall’altro ti offre la possibilità di staccare la spina dal vortice quotidiano nel quale sei costantemente preso. Trova la tua routine e decidi qual è il momento migliore per scrivere. Può essere al mattino prima ancora di sentire il notiziario? O magari a notte fonda quando la tua mente è più rilassata?

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Non dimenticare mai la tua motivazione

Quante volte abbiamo parlato del tuo perché? Del motivo che ti spinge a scrivere? Questa è una volta in più ma non è mai abbastanza. Ci sono tanti motivi per scrivere, credo almeno uno per ogni persona che lo fa, e sono tutti ugualmente validi. Devi ancorarti bene al tuo motivo personale, abbracciarlo e tenerlo sempre con te, perché sarà soprattutto in questi momenti che ne avrai bisogno. Io personalmente trovo molto utile trasporre in un oggetto simbolico la mia motivazione, può essere una ciondolo che tengo al collo, un quadro appeso alla parete sulla mia scrivania, una frase scritta con il pennarello in bacheca, un vaso pieno di petali di rose, una pietra lavica accanto al pc… insomma qualcosa che posso guardare in qualsiasi momento e che mi ricorda perché lo faccio.

Non soltanto scrivendo si scrive

Uno scioglilingua ma anche una verità. Il processo di scrittura non è fatto solo dell’azione dello scrivere in sé. È qualcosa che ci accompagna sempre. Quando osserviamo la gente, quando sogniamo, quando leggiamo, quando andiamo dal nostro psicologo, quando siamo in vacanza o immersi nella natura. Ma ancora, quando interagiamo con altri scrittori e quando ci confrontiamo con il nostro pubblico. Quindi non è il caso di gridare al fallimento se un giorno proprio non ci sei riuscito a metterti seduto a scrivere la tuo quota di parole quotidiane, avrai lavorato al processo in un altro modo, ne sono certa. Ma ricordati, purché sia solo un giorno d’accordo?

Scrivere è il tuo modo di combattere

Il mondo sembra dominato dal caos e spesso dall’ingiustizia. Guerre, carestie, sconvolgimenti climatici, fatti vicini e lontani che ci raccontano di sofferenze a tutte le latitudini. E poi c’è la crisi economica, le bagarre politiche e il nostro quotidiano fatto di piccole e grandi difficoltà. Se in mezzo a tutto questo tu continui a scrivere proteggendo questa passione allora non puoi non considerarti un eroe. Il tuo personale modo di combattere, di dare un contributo sotto forma di storie, informazioni, considerazioni, che aiuteranno tante altre persone a superare i momenti difficili. Cosa vuoi di più dalla vita?

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5 scomode verità che ogni scrittore dovrebbe sapere

5 scomode verità che ogni scrittore dovrebbe sapere

Non è un mestiere per deboli, no, quello dello scrittore è un lavoro duro fatto soprattutto di consapevolezza. Per questo che oggi voglio parlarti di 5 verità scomode che ogni scrittore dovrebbe conoscere

 

1. Ci saranno sempre scrittori migliori di te

Sì caro scrittore, cominciamo con una buona dose di umiltà. A questo mondo ci saranno sempre storie migliori delle tue, carriere più brillanti della tua, autori più apprezzati di te. 

E allora? Allora smettila di fare paragoni perché tanto non servono!

Anziché credere che non sarai mai come quello là prendi quanto di buono può darti l’esempio degli scrittori di successo e punta a migliorarti scrivendo con passione per te e per il tuo pubblico. Solo così potrai davvero godere della tua attività di scrittore. 

 

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2. Ci saranno parti del processo di scrittura che non ti piaceranno affatto

Non di sole ispirazioni e forsennati battiti sulla tastiera è fatta la scrittura. Se butti un occhio al nostro blog o ai corsi di scrittura potrai facilmente farti un’idea di tutto il processo che c’è dietro. Struttura, stesura, revisione, editing, etc. e stai pur certo che ci saranno momenti in cui non ti piacerà affatto fare quello che stai facendo, ma non puoi sottrarti se vuoi fare un buon lavoro. Ad esempio molti pensano di poter fare a meno della struttura ma è un grave errore perché solo imparando le regole del gioco allora potrai giocare con trama e personaggi secondo le tue regole e sorprendere i tuoi lettori. 

Punta tutto sulla tua determinazione, se abbandoni un progetto in corso perché pensi di avere una nuova idea più emozionante ma il vero motivo è che vuoi sottrarti a quelle fasi che per te sono più noiose allora non porterai mai a termine il tuo lavoro.

 

3. Non puoi piacere a tutti e dovrai affrontare le critiche

Come ti ho già ampiamente spiegato in un precedente articolo, non puoi piacere a tutti e aggiungo che non tutti capiranno o rispetteranno il tuo ruolo da scrittore. Anche qui entra in gioco la tua determinazione. Se la notte non dormi perché tua mamma non capisce proprio cosa fai al pc tutto il giorno anziché prepararti per il prossimo concorso pubblico allora devi tirar fuori tutta la sicurezza in te stesso che non hai mai avuto e continuare a fare quello che ami nonostante chi ti è vicino proprio non lo capisce.

Allo stesso modo quando riceverai delle critiche (e stai pur certo che le riceverai se il tuo lavoro vale qualcosa), impara a scindere i troll da social network e gli insulti inutili da quelle considerazioni che invece possono darti uno spunto per migliorare e crescere nel tuo lavoro. 

 

4. È improbabile che tu possa diventare un autore a tempo pieno

Forse e è un mantra che ti ripeti tutti i giorni: non potrà mai essere il mio lavoro, non ci guadagno niente, etc. Ma un conto è essere consapevoli del fatto che la strada è tutta in salita e che si raggiunge l’autonomia come scrittori solo dopo un certo numero di pubblicazioni di successo, un conto è usare questa scomoda verità come scusa per non fare lo scrittore. Fai in modo che questa differenza ti sia sempre ben chiara. 

 

5. Non puoi fingere che il marketing non esista

Qualunque sia la strada che sceglierai per pubblicare il tuo lavoro sappi che non potrai non dedicare energia, tempo e soldi alla pubblicizzazione del tuo libro. Il marketing è tutto quindi smettila di storcere il naso e sappi che non sarà la casa editrice a farlo al posto tuo, o meglio, solo quando sarai un autore testato e con un discreto successo allora la casa editrice investirà anche nel marketing, ma fino a quel momento sarai tu a doverlo fare.  

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Sei uno scrittore o un artista?

Sei uno scrittore o un artista?

Cercando la parola “artista” sul dizionario Treccani troviamo le seguenti definizioni: “Chi esercita una delle belle arti” e “Chi ha fine senso dell’arte ed è aperto al sentimento del bello”.  Ma troviamo anche che: “Il termine implica spesso un giudizio di valore ed è allora attribuito a chi nell’arte professata ha raggiunto l’eccellenza”. 

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Dunque ogni scrittore dovrebbe aspirare a diventare un artista, ovvero a raggiungere l’eccellenza nell’arte dello scrivere.  Ma come si diventa artisti? Scopriamolo!

 

Essere un artista vuol dire superare i vecchi cliché 

Non saprei dire esattamente come si sia diffuso questo luogo comune, ma quel che è certo è che molti sono convinti che l’artista debba essere un povero squattrinato senza fissa dimora. 

Forse questo poteva esser vero quando nel XIX secolo molti scrittori, musicisti, attori e artisti conducevano quello stile di vita che conosciamo con il nome di bohémien, ma se devo essere sincera a me piace molto più l’immagine degli artisti verso i quali veniva osservato ogni tipo di riguardo, ospitati dalle corti papali e dalle grandi famiglie nobiliari, che potevano lavorare in pace alla loro arte sentendosi pienamente in diritto di farlo.

 

Quel che sto cercando di dirti è che se continuerai a dare ascolto a quella vocina che ti dice che non si può vivere di sola scrittura, che la scrittura è solo una passione, un hobby e che in fin dei conti l’arte non si vende e altre balle spaziali del genere, allora è molto probabile che non riuscirai mai a essere uno scrittore che eccelle in quest’arte, ovvero non riuscirai mai a essere un artista.

 

Artisti si diventa

Un altro insano luogo comune è quello per cui un artista così ci nasce, come se arrivasse al mondo già con la penna in mano e ogni volta che la mette sul foglio ti sforna capolavori del calibro de I Fratelli Karamazov. Non c’è credenza più falsa di questa perché artisti lo si diventa.

 

Per diventare un artista bisogna allenarsi tutti i giorni nel mestiere di scrivere e apprenderne le tecniche. È una strada tutta in salita certo ma ricca di soddisfazioni. 

Quindi la prima cosa che devi fare per diventare un artista è stabilire la tua routine da scrittore. Credevi che essere artisti cozzasse con le manie di organizzazione? Credevi male!

 

Cassetta degli attrezzi: l’arte del mestiere di scrivere

La creatività è una caratteristica che ogni persona possiede e ogni persona, almeno a livello potenziale, può usarla per creare cose meravigliose che contribuiscono alla felicità propria e di molte altre persone. 

 

Un artista è, appunto, qualcuno che ha imparato a usare la propria creatività, che allena la sua “visione” e, nel caso di un artista scrittore, qualcuno che quando si siede per iniziare una nuova storia sa già come va a finire (anche se poi magari in corso d’opera tutto verrà stravolto). Ciò che davvero fa eccellere in quest’arte è la capacità di usarla per stupire, per caratterizzare un personaggio nel quale riconoscersi, per far accendere una piccola fiammella nel cuore del lettore, per spiazzare, emozionare, irritare, e per molto altro ancora. 

 

Infine artista è colui/colei che da importanza alla forma e alla struttura, conosce le regole della lingua in cui scrive e legge qualsiasi cosa gli capiti a tiro. Non esiste scrittore che non sia anche un divoratore di libri e chi dice il contrario forse può anche scrivere, ma non diventerà mai un artista. 

 

E tu? Cosa stai facendo per diventare un artista? Raccontacelo nei commenti.

 

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Come scrivere se hai dei dubbi?

Come scrivere se hai dei dubbi?

Oggi voglio presentarti un mio caro amico: il dubbio. Cosa dici? Lo conoscevi già? Be non avevo dubbi perché lui è davvero bravo a fare amicizia!

Giochi di parole a parte, se lasci troppo spazio al dubbio il rischio è quello di restarci del tutto impantanato, tanto da non riuscire più a scrivere.

Come fare allora ad andare avanti? Scopriamolo insieme!

 

Usa i tuoi dubbi come un trampolino di lancio

Il primo passo è quello di ribaltare completamente la situazione e sfruttare i dubbi come forza propulsiva per raggiungere il tuo obiettivo. Ho presentato il dubbio come un amico e in effetti è proprio così. Il dubbio altro non è che una delle tante manifestazioni del nostro istinto, il dubbio ti sta chiedendo chiaro e tondo: ne vale davvero la pena?  

Indaga a fondo le tue motivazioni e chiediti per quale motivo vuoi scrivere, cerca di “spacchettare” la questione e se una volta fatto questo lavoro di analisi il tuo desiderio è ancora là, forte e pressante, allora la risposta a quello che il dubbio ti sta chiedendo non potrà che essere affermativa. 

Smettila di trovare scuse per non scrivere

La mente umana funziona in modo meraviglioso ma spesso si può trasformare nella nostra peggior nemica. Senza troppi giri di parole voglio dirti cosa succede quando lasci troppo spazio al dubbio e lo subisci anziché usarlo a tuo vantaggio. 

Il dubbio ti presenta un rischio strettamente correlato al tuo desiderio di scrivere (perdita di tempo, di soldi, di energie, etc.), il rischio genera diverse paure (non sentirsi bravi abbastanza, mancanza di riscontri, critiche, etc.), queste paure vengono “razionalizzate” e trasformate in qualcosa di molto più accettabile per te, ovvero scuse legate al tuo quotidiano che ti impediscono di scrivere. Il lavoro, i figli, il cane, senza dimenticare la società, il mercato in crisi e ovviamente le tue scarse capacità. 

Ecco quindi ogni volta che dici “Non ho tempo per scrivere” sappi che non è il dubbio a trattenerti ma solo una paura mascherata da scusa. 

 

Coraggio, fiducia e pacche sulla spalla

Qualche giorno fa mi è capitato di assistere a una tavola rotonda sui Diritti Umani. Uno dei relatori a un certo punto ha detto: “Le persone coraggiose hanno paura”. Questo è davvero molto incoraggiante! 

Se dubbi e paure ti assalgono sappi quindi che sei sulla strada giusta, adesso devi soltanto costruire la fiducia in te stesso un passo alla volta, tirando fuori tutto il tuo coraggio.

Voglio chiarire una cosa però: non si tratta di fare azioni eclatanti e cambiare la tua vita drasticamente a partire da domani, anche perché lo sappiamo benissimo che fine fanno quei buoni propositi da primo dell’anno, si tratta di andare verso la direzione che hai scelto un passo per volta. 

 

Se vuoi superare i dubbi allora siediti e scrivi, non c’è azione migliore. Trova la tua routine di scrittura, mettiti un piccolo obiettivo per volta e fai in modo che i tuoi obiettivi siano realistici e perseguibili. Coltivando ogni giorno questo atteggiamento ti sentirai man mano sempre più coraggioso e sicuro di te, a quel punto anche gli obiettivi impossibili ti sembreranno possibili. 

Un consiglio in più: allena il tuo corpo quotidianamente. Praticare sport significa allenare anche la nostra mente, come dicevano i latini mens sana in corpore sano, niente di più vero per chi ha in programma di stare seduto tante ore a scrivere!

 

Ti va di raccontarci i tuoi dubbi da scrittore? Sono sicura che siamo in tanti in questa situazione!

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Tre ragioni per cui a nessuno piace il tuo romanzo

Tre ragioni per cui a nessuno piace il tuo romanzo

Hai lavorato mesi e mesi (forse anche anni) al tuo manoscritto, hai meticolosamente selezionato le case editrici alle quali proporlo, hai curato la proposta editoriale nei minimi dettagli e infine hai premuto il tasto “Invia”, sentendoti inspiegabilmente più leggero. Ma ecco che, dopo qualche tempo, sei costretto ad affrontare l’amara realtà: il tuo romanzo non piace.

Posso immaginarti chiaramente mentre soccombi sotto i colpi del tuo Super Io che ti dice che non sei bravo abbastanza, che chissà cosa ti eri messo in testa, che non sei certo Dostoevskij e che devi cercarti un “lavoro vero”. Oppure magari sei uno di quelli che si lascia inebriare dall’Es (lo ammetto oggi mi sento molto freudiana), che continua a ripeterti che nessuno capisce la tua arte, che tanto per essere pubblicati è tutta una questione di “amici” e “amichetti”, che la gente legge solo spazzatura e quella è ciò che le case editrici vogliono pubblicare.

Disclaimer: non ascoltare né uno né l’altro e leggi le tre ragioni per cui a nessuno piace il tuo romanzo.

Perché scrivi?

Lo so, può sembrare una domanda da un milione di dollari e forse questa e altre 100 vite non basteranno per rispondere, ma la verità è che prima scopri qual è quella sottotraccia che percorre tutto il tuo lavoro da scrittore e prima potrai seguirla per andare lontano. Questo non significa che devi scrivere sempre e solo di un unico argomento, come quei cantautori che usano sempre e solo lo stesso accordo per le loro canzoni, ma semplicemente che devi dare un nome e una definizione alla motivazione che ti spinge a scrivere.
Adam Thirlwell, scrittore inglese contemporaneo, ha risposto così: “Scrivo perché non c’è piacere paragonabile a quello di inventare lettori immaginari”. E questo ci porta direttamente alla nostra seconda motivazione.

Per chi scrivi?

Per te stesso, ovvio, ma non solo per te stesso altrimenti perché proporre il tuo manoscritto a delle case editrici? Perchè hai in mente un pubblico.
Ma sei sicuro di conoscere il tuo pubblico?
Non esistono libri che vadano bene per tutti (eccetto forse Moby Dick!) ed è importante riuscire ad arrivare al proprio pubblico, perché questo non aspetta altro che leggere il tuo manoscritto. Ma se non sai chi è il tuo pubblico è molto probabile che anche lui non sappia niente della tua esistenza ed ecco che è un attimo pensare che i tuoi libri non vuole leggerli nessuno e che tu sei un fiasco totale come scrittore. Riavvolgi il nastro e concentrati sul tuo pubblico, come trovarlo e come arrivare a lui, in poche parole concentrati sul marketing!

Per cosa scrivi?

Detto in altri termini: qual è il messaggio che vuoi comunicare al lettore? Qual è la tua intenzione? C’è sempre un’intenzione dietro a un’azione, anche e soprattutto dietro all’azione dello scrivere. Quindi dai voce e corpo a questa intenzione, che magari potrà anche cambiare con il passare del tempo o mentre il tuo manoscritto è ancora in fase di lavorazione, ma deve essere sempre ben chiara.

Ricapitolando, se non sai di cosa parla il tuo lavoro, a chi si rivolge e cosa vuole dire, allora riparti da qui e vedrai che scrivere sarà tutta un’altra cosa.

Hai la risposta a queste domande? Che aspetti a farcele conoscere?

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Scrivere è uno sporco lavoro (ma qualcuno deve pur farlo)

Scrivere è uno sporco lavoro (ma qualcuno deve pur farlo)

Con questo articolo voglio svelarti un piccolo segreto: animo artistico e organizzazione vanno a braccetto! Esiste infatti l’insana convinzione che la creatività e l’ispirazione siano nemiche giurate della razionalità e della programmazione, ma questa è una colossale menzogna!

Vuoi una prova di ciò che ho appena detto? Prendi uno a caso dei tuoi artisti preferiti e vai a sbirciare la sua routine, poi vieni a raccontarmi se non era un fissato dell’organizzazione! Anche i più dissacranti e caotici dedicavano ore e ore alla loro attività, per migliorarsi, superarsi e allenarsi.

Per esempio il motto di Beethoven era: “Non un giorno senza una riga”.
Ovvero non doveva passare giorno senza che lui avesse scritto almeno una riga di musica.
Ed è proprio per questo che è ricordato da tutti come un genio, perché la sua genialità era basata sul metodo, sullo sforzo e sulla costanza.

Trova il tuo metodo

Già in altre occasioni ho avuto modo di spiegarti che non esiste un unico metodo uguale per tutti o che possa andar bene per tutti. Ognuno deve trovare quello che più gli si addice, in base ai propri tempi e alle proprie inclinazioni. Creare un metodo fatto su misura per noi significa provare a conoscerci più a fondo, a vincere il timore di sfidarsi e anche quello di perdere o restare delusi.

Il primo passo per diventare uno scrittore professionista è quello di trovare il tuo metodo.
Sei più produttivo al mattino? Oppure alla sera? Qual è il luogo in cui ti senti più a tuo agio per scrivere? Saranno le risposte a domande come queste che ti aiuteranno a trovarlo.

Ogni scrittore ha la sua routine

Recentemente questa parola non ha vissuto un periodo felice.
Spesso infatti viene associata alla noia, alla costrizione, alla mancanza di fantasia e all’impossibilità di evasione. Ma la verità è che la routine è la migliore amica di uno scrittore e non c’è scrittore che si rispetti che ne possa fare a meno.

Ovviamente dovrai trovare la tua routine, quella che si adatta come un guanto alla tua vita e agli impegni che la riempiono. Però ricordati che la routine dello scrittore ha tre importanti caratteristiche:

Un orario in cui scrivere tutti i giorni

Si tratta del tuo momento, quello in cui non ci sei per nessuno e che devi difendere a spada tratta con le unghie e con i denti (sì anche se si tratta di dire no alla tua fidanzata o al tuo fidanzato, a tuo figlio, ai tuoi genitori, amici, etc.)
Un luogo dove scrivere tutti i giorni
Trova un luogo dove ti senti a tuo agio nello scrivere e dove non corri il rischio di subire distrazioni o interruzioni. Fallo diventare il tuo luogo sacro.
Un preciso numero di parole da scrivere tutti i giorni
Ovviamente stabilire il numero magico dipenderà solo da te ma ti consiglio di partire con almeno 500 parole al giorno.

Rispetta questi tre punti e niente potrà più separarti dal raggiungimento dei tuoi obiettivi come scrittore!

Non inseguire l’ispirazione

Un altro mito da sfatare è quello dell’ispirazione, questa dea bellissima che si accosta delicatamente al nostro orecchio e ci sussurra idee meravigliose.
Non è possibile inseguirla, certo, ma nel frattempo non si può restare con le braccia conserte in trepidante attesa! Se vuoi essere costantemente ispirato allora non c’è modo migliore che trovare la tua routine e applicarla costantemente ogni giorno.
Vedrai che la sua risposta non si farà attendere!

Hai già sperimentato la tua routine da scrittore? Raccontacela!

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Come scrivere un romanzo in tre semplici passi

Come scrivere un romanzo in tre semplici passi

Con questo articolo voglio svelarti un piccolo segreto: animo artistico e organizzazione vanno a braccetto! Esiste infatti l’insana convinzione che la creatività e l’ispirazione siano nemiche giurate della razionalità e della programmazione, ma questa è una colossale menzogna!

Vuoi una prova di ciò che ho appena detto? Prendi uno a caso dei tuoi artisti preferiti e vai a sbirciare la sua routine, poi vieni a raccontarmi se non era un fissato dell’organizzazione! Anche i più dissacranti e caotici dedicavano ore e ore alla loro attività, per migliorarsi, superarsi e allenarsi.

Per esempio il motto di Beethoven era: “Non un giorno senza una riga”.
Ovvero non doveva passare giorno senza che lui avesse scritto almeno una riga di musica.
Ed è proprio per questo che è ricordato da tutti come un genio, perché la sua genialità era basata sul metodo, sullo sforzo e sulla costanza.

Trova il tuo metodo

Già in altre occasioni ho avuto modo di spiegarti che non esiste un unico metodo uguale per tutti o che possa andar bene per tutti. Ognuno deve trovare quello che più gli si addice, in base ai propri tempi e alle proprie inclinazioni. Creare un metodo fatto su misura per noi significa provare a conoscerci più a fondo, a vincere il timore di sfidarsi e anche quello di perdere o restare delusi.

Il primo passo per diventare uno scrittore professionista è quello di trovare il tuo metodo.
Sei più produttivo al mattino? Oppure alla sera? Qual è il luogo in cui ti senti più a tuo agio per scrivere? Saranno le risposte a domande come queste che ti aiuteranno a trovarlo.

Ogni scrittore ha la sua routine

Recentemente questa parola non ha vissuto un periodo felice.
Spesso infatti viene associata alla noia, alla costrizione, alla mancanza di fantasia e all’impossibilità di evasione. Ma la verità è che la routine è la migliore amica di uno scrittore e non c’è scrittore che si rispetti che ne possa fare a meno.

Ovviamente dovrai trovare la tua routine, quella che si adatta come un guanto alla tua vita e agli impegni che la riempiono. Però ricordati che la routine dello scrittore ha tre importanti caratteristiche:

Un orario in cui scrivere tutti i giorni

Si tratta del tuo momento, quello in cui non ci sei per nessuno e che devi difendere a spada tratta con le unghie e con i denti (sì anche se si tratta di dire no alla tua fidanzata o al tuo fidanzato, a tuo figlio, ai tuoi genitori, amici, etc.)
Un luogo dove scrivere tutti i giorni
Trova un luogo dove ti senti a tuo agio nello scrivere e dove non corri il rischio di subire distrazioni o interruzioni. Fallo diventare il tuo luogo sacro.
Un preciso numero di parole da scrivere tutti i giorni
Ovviamente stabilire il numero magico dipenderà solo da te ma ti consiglio di partire con almeno 500 parole al giorno.

Rispetta questi tre punti e niente potrà più separarti dal raggiungimento dei tuoi obiettivi come scrittore!

Non inseguire l’ispirazione

Un altro mito da sfatare è quello dell’ispirazione, questa dea bellissima che si accosta delicatamente al nostro orecchio e ci sussurra idee meravigliose.
Non è possibile inseguirla, certo, ma nel frattempo non si può restare con le braccia conserte in trepidante attesa! Se vuoi essere costantemente ispirato allora non c’è modo migliore che trovare la tua routine e applicarla costantemente ogni giorno.
Vedrai che la sua risposta non si farà attendere!

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Premio GialloLuna NeroNotte 2019

Premio GialloLuna NeroNotte 2019

Tra i tanti concorsi letterari dedicati ai racconti gialli, sicuramente quelli organizzati in collaborazione con Il Giallo Mondadori sono tra i più interessanti, mettendo in palio la pubblicazione nella prestigiosa collana. Oggi vi parliamo appunto […]

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Come combattere la Sindrome dell’Impostore e godersi i successi

Come combattere la Sindrome dell’Impostore e godersi i successi

Riguardo alla Sindrome dell’Impostore ho una notizia bella e una brutta.

Quella bella è che se ne soffri sappi che sei in buona compagnia, sono in molti infatti ad averci a che fare.

Quella brutta è che può rivelarsi un vero e proprio ostacolo al raggiungimento dei tuoi obiettivi come scrittore e per questo devi cercare di liberartene al più presto!

Che cos’è la Sindrome dell’Impostore?

Si tratta di quella sensazione che non ci fa sentire all’altezza delle situazioni e che non tiene in conto delle nostre reali capacità. Quella sensazione che non ci permette di interiorizzare i risultati raggiunti, gioendo dei nostri successi.

Possiamo identificarla come una vocina costante nella nostra testa che ci dice che siamo dei bugiardi perché non siamo davvero capaci di fare quello che stiamo facendo, perché gli altri sono sempre più preparati e performanti di noi, perché abbiamo avuto solo fortuna e presto ci smaschereranno.

Ti suona familiare? Se la risposta è sì consolati, la sindrome dell’impostore colpisce solo le persone capaci!

Sindrome dell’Impostore: riconoscere i sintomi

Ovviamente gli scrittori non sono immuni da questo disturbo ed è proprio il motivo per cui oggi voglio dirti come liberartene. Il primo passo consiste nel riconoscere i sintomi.

Non si tratta solo della vocina nella testa che ti dà dell’impostore e che ti ripete costantemente quanto sei incapace, ma anche di rintracciare in alcuni atteggiamenti i segnali che dovrebbero metterti in allarme.

Chi soffre della Sindrome dell’Impostore spesso è eccessivamente perfezionista.

Il perfezionismo a volte può essere talmente pervasivo da diventare paralizzante.

Ti sei mai ritrovato a voler scrivere quel romanzo che hai in testa da tempo ma a rimandare costantemente perché ogni volta che hai buttato giù qualche pagina ti sei accorto che non erano perfette come le volevi tu?

Inoltre la Sindrome dell’Impostore si manifesta anche con atti di autosabotaggio, proprio per creare quelle cause che confermano quanto siamo incapaci.

Un esempio? Ho deciso di scrivere tra le 15 e le 17 ma appena mi siedo al tavolo mi accorgo che le finestre di fronte a me hanno davvero bisogno di essere pulite.

E così passo tutto il tempo che avrei dovuto dedicare alla scrittura a fare qualcos’altro e questo conferma quanto io sia un impostore.

Combatti la Sindrome dell’Impostore

Combattere la Sindrome dell’Impostore e godersi i successi non è impossibile.

Basta seguire alcuni accorgimenti.

Anzitutto combatti i pensieri negativi con altrettanti pensieri positivi.

Come un dibattito senza esclusione di colpi, appena senti la vocina che ti dice quanto sei inadatto alla scrittura e in generale alla vita, dille subito che mente, che è lei l’impostora e non tu.

Spesso dietro alla sensazione di inadeguatezza si nasconde una grande paura di non farcela. In questo caso il modo migliore per scrollarsi di dosso tutta quest’ansia è agire il più velocemente possibile per dimostrare a se stessi di essere in grado di farlo.

Ti faccio un esempio pratico. Sono certa che sul nostro sito avrai trovato più di qualche concorso al quale ti piacerebbe partecipare.

Ma neanche hai fatto in tempo a leggere il bando che la vocina è arrivata a dirti che non ne sarai mai capace. Bene l’unico modo per metterla a tacere è agire in questo momento.

Dimostra a lei e a te stesso che sei perfettamente dotato e in grado di partecipare a quel concorso, magari anche di vincerlo.

Chi soffre della Sindrome dell’Impostore crede spesso che gli altri siano più bravi, preparati e dotati di lui. Per questo un altro consiglio che ti do è quello di condividere con gli altri le tue esperienze. Entra nelle community e nei gruppi di scrittori, confrontati con chi sta facendo il tuo stesso percorso e scoprirai di non essere affatto da solo.

Come si dice: l’unione fa la forza!

Infine prendi un quaderno, un foglio elettronico, una pagina del tuo notebook, insomma quello che più ti piace e tieni nota dei tuoi traguardi, dei tuoi successi e delle tue realizzazioni. Si tratta di un’azione che non solo ti aiuterà a interiorizzare i tuoi successi nel preciso momento in cui li realizzi, ma che ti permetterà anche di tornare su di loro tutte le volte che ti senti un impostore. Un piccolo tesoretto tutto per te insomma.

Hai mai sofferto della Sindrome dell’Impostore?

Come hai fatto a superarla?

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