Sei uno scrittore o un artista?

Sei uno scrittore o un artista?

Cercando la parola “artista” sul dizionario Treccani troviamo le seguenti definizioni: “Chi esercita una delle belle arti” e “Chi ha fine senso dell’arte ed è aperto al sentimento del bello”.  Ma troviamo anche che: “Il termine implica spesso un giudizio di valore ed è allora attribuito a chi nell’arte professata ha raggiunto l’eccellenza”. 

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Dunque ogni scrittore dovrebbe aspirare a diventare un artista, ovvero a raggiungere l’eccellenza nell’arte dello scrivere.  Ma come si diventa artisti? Scopriamolo!

 

Essere un artista vuol dire superare i vecchi cliché 

Non saprei dire esattamente come si sia diffuso questo luogo comune, ma quel che è certo è che molti sono convinti che l’artista debba essere un povero squattrinato senza fissa dimora. 

Forse questo poteva esser vero quando nel XIX secolo molti scrittori, musicisti, attori e artisti conducevano quello stile di vita che conosciamo con il nome di bohémien, ma se devo essere sincera a me piace molto più l’immagine degli artisti verso i quali veniva osservato ogni tipo di riguardo, ospitati dalle corti papali e dalle grandi famiglie nobiliari, che potevano lavorare in pace alla loro arte sentendosi pienamente in diritto di farlo.

 

Quel che sto cercando di dirti è che se continuerai a dare ascolto a quella vocina che ti dice che non si può vivere di sola scrittura, che la scrittura è solo una passione, un hobby e che in fin dei conti l’arte non si vende e altre balle spaziali del genere, allora è molto probabile che non riuscirai mai a essere uno scrittore che eccelle in quest’arte, ovvero non riuscirai mai a essere un artista.

 

Artisti si diventa

Un altro insano luogo comune è quello per cui un artista così ci nasce, come se arrivasse al mondo già con la penna in mano e ogni volta che la mette sul foglio ti sforna capolavori del calibro de I Fratelli Karamazov. Non c’è credenza più falsa di questa perché artisti lo si diventa.

 

Per diventare un artista bisogna allenarsi tutti i giorni nel mestiere di scrivere e apprenderne le tecniche. È una strada tutta in salita certo ma ricca di soddisfazioni. 

Quindi la prima cosa che devi fare per diventare un artista è stabilire la tua routine da scrittore. Credevi che essere artisti cozzasse con le manie di organizzazione? Credevi male!

 

Cassetta degli attrezzi: l’arte del mestiere di scrivere

La creatività è una caratteristica che ogni persona possiede e ogni persona, almeno a livello potenziale, può usarla per creare cose meravigliose che contribuiscono alla felicità propria e di molte altre persone. 

 

Un artista è, appunto, qualcuno che ha imparato a usare la propria creatività, che allena la sua “visione” e, nel caso di un artista scrittore, qualcuno che quando si siede per iniziare una nuova storia sa già come va a finire (anche se poi magari in corso d’opera tutto verrà stravolto). Ciò che davvero fa eccellere in quest’arte è la capacità di usarla per stupire, per caratterizzare un personaggio nel quale riconoscersi, per far accendere una piccola fiammella nel cuore del lettore, per spiazzare, emozionare, irritare, e per molto altro ancora. 

 

Infine artista è colui/colei che da importanza alla forma e alla struttura, conosce le regole della lingua in cui scrive e legge qualsiasi cosa gli capiti a tiro. Non esiste scrittore che non sia anche un divoratore di libri e chi dice il contrario forse può anche scrivere, ma non diventerà mai un artista. 

 

E tu? Cosa stai facendo per diventare un artista? Raccontacelo nei commenti.

 

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Come scrivere se hai dei dubbi?

Come scrivere se hai dei dubbi?

Oggi voglio presentarti un mio caro amico: il dubbio. Cosa dici? Lo conoscevi già? Be non avevo dubbi perché lui è davvero bravo a fare amicizia!

Giochi di parole a parte, se lasci troppo spazio al dubbio il rischio è quello di restarci del tutto impantanato, tanto da non riuscire più a scrivere.

Come fare allora ad andare avanti? Scopriamolo insieme!

 

Usa i tuoi dubbi come un trampolino di lancio

Il primo passo è quello di ribaltare completamente la situazione e sfruttare i dubbi come forza propulsiva per raggiungere il tuo obiettivo. Ho presentato il dubbio come un amico e in effetti è proprio così. Il dubbio altro non è che una delle tante manifestazioni del nostro istinto, il dubbio ti sta chiedendo chiaro e tondo: ne vale davvero la pena?  

Indaga a fondo le tue motivazioni e chiediti per quale motivo vuoi scrivere, cerca di “spacchettare” la questione e se una volta fatto questo lavoro di analisi il tuo desiderio è ancora là, forte e pressante, allora la risposta a quello che il dubbio ti sta chiedendo non potrà che essere affermativa. 

Smettila di trovare scuse per non scrivere

La mente umana funziona in modo meraviglioso ma spesso si può trasformare nella nostra peggior nemica. Senza troppi giri di parole voglio dirti cosa succede quando lasci troppo spazio al dubbio e lo subisci anziché usarlo a tuo vantaggio. 

Il dubbio ti presenta un rischio strettamente correlato al tuo desiderio di scrivere (perdita di tempo, di soldi, di energie, etc.), il rischio genera diverse paure (non sentirsi bravi abbastanza, mancanza di riscontri, critiche, etc.), queste paure vengono “razionalizzate” e trasformate in qualcosa di molto più accettabile per te, ovvero scuse legate al tuo quotidiano che ti impediscono di scrivere. Il lavoro, i figli, il cane, senza dimenticare la società, il mercato in crisi e ovviamente le tue scarse capacità. 

Ecco quindi ogni volta che dici “Non ho tempo per scrivere” sappi che non è il dubbio a trattenerti ma solo una paura mascherata da scusa. 

 

Coraggio, fiducia e pacche sulla spalla

Qualche giorno fa mi è capitato di assistere a una tavola rotonda sui Diritti Umani. Uno dei relatori a un certo punto ha detto: “Le persone coraggiose hanno paura”. Questo è davvero molto incoraggiante! 

Se dubbi e paure ti assalgono sappi quindi che sei sulla strada giusta, adesso devi soltanto costruire la fiducia in te stesso un passo alla volta, tirando fuori tutto il tuo coraggio.

Voglio chiarire una cosa però: non si tratta di fare azioni eclatanti e cambiare la tua vita drasticamente a partire da domani, anche perché lo sappiamo benissimo che fine fanno quei buoni propositi da primo dell’anno, si tratta di andare verso la direzione che hai scelto un passo per volta. 

 

Se vuoi superare i dubbi allora siediti e scrivi, non c’è azione migliore. Trova la tua routine di scrittura, mettiti un piccolo obiettivo per volta e fai in modo che i tuoi obiettivi siano realistici e perseguibili. Coltivando ogni giorno questo atteggiamento ti sentirai man mano sempre più coraggioso e sicuro di te, a quel punto anche gli obiettivi impossibili ti sembreranno possibili. 

Un consiglio in più: allena il tuo corpo quotidianamente. Praticare sport significa allenare anche la nostra mente, come dicevano i latini mens sana in corpore sano, niente di più vero per chi ha in programma di stare seduto tante ore a scrivere!

 

Ti va di raccontarci i tuoi dubbi da scrittore? Sono sicura che siamo in tanti in questa situazione!

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Tre ragioni per cui a nessuno piace il tuo romanzo

Tre ragioni per cui a nessuno piace il tuo romanzo

Hai lavorato mesi e mesi (forse anche anni) al tuo manoscritto, hai meticolosamente selezionato le case editrici alle quali proporlo, hai curato la proposta editoriale nei minimi dettagli e infine hai premuto il tasto “Invia”, sentendoti inspiegabilmente più leggero. Ma ecco che, dopo qualche tempo, sei costretto ad affrontare l’amara realtà: il tuo romanzo non piace.

Posso immaginarti chiaramente mentre soccombi sotto i colpi del tuo Super Io che ti dice che non sei bravo abbastanza, che chissà cosa ti eri messo in testa, che non sei certo Dostoevskij e che devi cercarti un “lavoro vero”. Oppure magari sei uno di quelli che si lascia inebriare dall’Es (lo ammetto oggi mi sento molto freudiana), che continua a ripeterti che nessuno capisce la tua arte, che tanto per essere pubblicati è tutta una questione di “amici” e “amichetti”, che la gente legge solo spazzatura e quella è ciò che le case editrici vogliono pubblicare.

Disclaimer: non ascoltare né uno né l’altro e leggi le tre ragioni per cui a nessuno piace il tuo romanzo.

Perché scrivi?

Lo so, può sembrare una domanda da un milione di dollari e forse questa e altre 100 vite non basteranno per rispondere, ma la verità è che prima scopri qual è quella sottotraccia che percorre tutto il tuo lavoro da scrittore e prima potrai seguirla per andare lontano. Questo non significa che devi scrivere sempre e solo di un unico argomento, come quei cantautori che usano sempre e solo lo stesso accordo per le loro canzoni, ma semplicemente che devi dare un nome e una definizione alla motivazione che ti spinge a scrivere.
Adam Thirlwell, scrittore inglese contemporaneo, ha risposto così: “Scrivo perché non c’è piacere paragonabile a quello di inventare lettori immaginari”. E questo ci porta direttamente alla nostra seconda motivazione.

Per chi scrivi?

Per te stesso, ovvio, ma non solo per te stesso altrimenti perché proporre il tuo manoscritto a delle case editrici? Perchè hai in mente un pubblico.
Ma sei sicuro di conoscere il tuo pubblico?
Non esistono libri che vadano bene per tutti (eccetto forse Moby Dick!) ed è importante riuscire ad arrivare al proprio pubblico, perché questo non aspetta altro che leggere il tuo manoscritto. Ma se non sai chi è il tuo pubblico è molto probabile che anche lui non sappia niente della tua esistenza ed ecco che è un attimo pensare che i tuoi libri non vuole leggerli nessuno e che tu sei un fiasco totale come scrittore. Riavvolgi il nastro e concentrati sul tuo pubblico, come trovarlo e come arrivare a lui, in poche parole concentrati sul marketing!

Per cosa scrivi?

Detto in altri termini: qual è il messaggio che vuoi comunicare al lettore? Qual è la tua intenzione? C’è sempre un’intenzione dietro a un’azione, anche e soprattutto dietro all’azione dello scrivere. Quindi dai voce e corpo a questa intenzione, che magari potrà anche cambiare con il passare del tempo o mentre il tuo manoscritto è ancora in fase di lavorazione, ma deve essere sempre ben chiara.

Ricapitolando, se non sai di cosa parla il tuo lavoro, a chi si rivolge e cosa vuole dire, allora riparti da qui e vedrai che scrivere sarà tutta un’altra cosa.

Hai la risposta a queste domande? Che aspetti a farcele conoscere?

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Scrivere è uno sporco lavoro (ma qualcuno deve pur farlo)

Scrivere è uno sporco lavoro (ma qualcuno deve pur farlo)

Con questo articolo voglio svelarti un piccolo segreto: animo artistico e organizzazione vanno a braccetto! Esiste infatti l’insana convinzione che la creatività e l’ispirazione siano nemiche giurate della razionalità e della programmazione, ma questa è una colossale menzogna!

Vuoi una prova di ciò che ho appena detto? Prendi uno a caso dei tuoi artisti preferiti e vai a sbirciare la sua routine, poi vieni a raccontarmi se non era un fissato dell’organizzazione! Anche i più dissacranti e caotici dedicavano ore e ore alla loro attività, per migliorarsi, superarsi e allenarsi.

Per esempio il motto di Beethoven era: “Non un giorno senza una riga”.
Ovvero non doveva passare giorno senza che lui avesse scritto almeno una riga di musica.
Ed è proprio per questo che è ricordato da tutti come un genio, perché la sua genialità era basata sul metodo, sullo sforzo e sulla costanza.

Trova il tuo metodo

Già in altre occasioni ho avuto modo di spiegarti che non esiste un unico metodo uguale per tutti o che possa andar bene per tutti. Ognuno deve trovare quello che più gli si addice, in base ai propri tempi e alle proprie inclinazioni. Creare un metodo fatto su misura per noi significa provare a conoscerci più a fondo, a vincere il timore di sfidarsi e anche quello di perdere o restare delusi.

Il primo passo per diventare uno scrittore professionista è quello di trovare il tuo metodo.
Sei più produttivo al mattino? Oppure alla sera? Qual è il luogo in cui ti senti più a tuo agio per scrivere? Saranno le risposte a domande come queste che ti aiuteranno a trovarlo.

Ogni scrittore ha la sua routine

Recentemente questa parola non ha vissuto un periodo felice.
Spesso infatti viene associata alla noia, alla costrizione, alla mancanza di fantasia e all’impossibilità di evasione. Ma la verità è che la routine è la migliore amica di uno scrittore e non c’è scrittore che si rispetti che ne possa fare a meno.

Ovviamente dovrai trovare la tua routine, quella che si adatta come un guanto alla tua vita e agli impegni che la riempiono. Però ricordati che la routine dello scrittore ha tre importanti caratteristiche:

Un orario in cui scrivere tutti i giorni

Si tratta del tuo momento, quello in cui non ci sei per nessuno e che devi difendere a spada tratta con le unghie e con i denti (sì anche se si tratta di dire no alla tua fidanzata o al tuo fidanzato, a tuo figlio, ai tuoi genitori, amici, etc.)
Un luogo dove scrivere tutti i giorni
Trova un luogo dove ti senti a tuo agio nello scrivere e dove non corri il rischio di subire distrazioni o interruzioni. Fallo diventare il tuo luogo sacro.
Un preciso numero di parole da scrivere tutti i giorni
Ovviamente stabilire il numero magico dipenderà solo da te ma ti consiglio di partire con almeno 500 parole al giorno.

Rispetta questi tre punti e niente potrà più separarti dal raggiungimento dei tuoi obiettivi come scrittore!

Non inseguire l’ispirazione

Un altro mito da sfatare è quello dell’ispirazione, questa dea bellissima che si accosta delicatamente al nostro orecchio e ci sussurra idee meravigliose.
Non è possibile inseguirla, certo, ma nel frattempo non si può restare con le braccia conserte in trepidante attesa! Se vuoi essere costantemente ispirato allora non c’è modo migliore che trovare la tua routine e applicarla costantemente ogni giorno.
Vedrai che la sua risposta non si farà attendere!

Hai già sperimentato la tua routine da scrittore? Raccontacela!

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Come scrivere un romanzo in tre semplici passi

Come scrivere un romanzo in tre semplici passi

Con questo articolo voglio svelarti un piccolo segreto: animo artistico e organizzazione vanno a braccetto! Esiste infatti l’insana convinzione che la creatività e l’ispirazione siano nemiche giurate della razionalità e della programmazione, ma questa è una colossale menzogna!

Vuoi una prova di ciò che ho appena detto? Prendi uno a caso dei tuoi artisti preferiti e vai a sbirciare la sua routine, poi vieni a raccontarmi se non era un fissato dell’organizzazione! Anche i più dissacranti e caotici dedicavano ore e ore alla loro attività, per migliorarsi, superarsi e allenarsi.

Per esempio il motto di Beethoven era: “Non un giorno senza una riga”.
Ovvero non doveva passare giorno senza che lui avesse scritto almeno una riga di musica.
Ed è proprio per questo che è ricordato da tutti come un genio, perché la sua genialità era basata sul metodo, sullo sforzo e sulla costanza.

Trova il tuo metodo

Già in altre occasioni ho avuto modo di spiegarti che non esiste un unico metodo uguale per tutti o che possa andar bene per tutti. Ognuno deve trovare quello che più gli si addice, in base ai propri tempi e alle proprie inclinazioni. Creare un metodo fatto su misura per noi significa provare a conoscerci più a fondo, a vincere il timore di sfidarsi e anche quello di perdere o restare delusi.

Il primo passo per diventare uno scrittore professionista è quello di trovare il tuo metodo.
Sei più produttivo al mattino? Oppure alla sera? Qual è il luogo in cui ti senti più a tuo agio per scrivere? Saranno le risposte a domande come queste che ti aiuteranno a trovarlo.

Ogni scrittore ha la sua routine

Recentemente questa parola non ha vissuto un periodo felice.
Spesso infatti viene associata alla noia, alla costrizione, alla mancanza di fantasia e all’impossibilità di evasione. Ma la verità è che la routine è la migliore amica di uno scrittore e non c’è scrittore che si rispetti che ne possa fare a meno.

Ovviamente dovrai trovare la tua routine, quella che si adatta come un guanto alla tua vita e agli impegni che la riempiono. Però ricordati che la routine dello scrittore ha tre importanti caratteristiche:

Un orario in cui scrivere tutti i giorni

Si tratta del tuo momento, quello in cui non ci sei per nessuno e che devi difendere a spada tratta con le unghie e con i denti (sì anche se si tratta di dire no alla tua fidanzata o al tuo fidanzato, a tuo figlio, ai tuoi genitori, amici, etc.)
Un luogo dove scrivere tutti i giorni
Trova un luogo dove ti senti a tuo agio nello scrivere e dove non corri il rischio di subire distrazioni o interruzioni. Fallo diventare il tuo luogo sacro.
Un preciso numero di parole da scrivere tutti i giorni
Ovviamente stabilire il numero magico dipenderà solo da te ma ti consiglio di partire con almeno 500 parole al giorno.

Rispetta questi tre punti e niente potrà più separarti dal raggiungimento dei tuoi obiettivi come scrittore!

Non inseguire l’ispirazione

Un altro mito da sfatare è quello dell’ispirazione, questa dea bellissima che si accosta delicatamente al nostro orecchio e ci sussurra idee meravigliose.
Non è possibile inseguirla, certo, ma nel frattempo non si può restare con le braccia conserte in trepidante attesa! Se vuoi essere costantemente ispirato allora non c’è modo migliore che trovare la tua routine e applicarla costantemente ogni giorno.
Vedrai che la sua risposta non si farà attendere!

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Premio GialloLuna NeroNotte 2019

Premio GialloLuna NeroNotte 2019

Tra i tanti concorsi letterari dedicati ai racconti gialli, sicuramente quelli organizzati in collaborazione con Il Giallo Mondadori sono tra i più interessanti, mettendo in palio la pubblicazione nella prestigiosa collana. Oggi vi parliamo appunto […]

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Come combattere la Sindrome dell’Impostore e godersi i successi

Come combattere la Sindrome dell’Impostore e godersi i successi

Riguardo alla Sindrome dell’Impostore ho una notizia bella e una brutta.

Quella bella è che se ne soffri sappi che sei in buona compagnia, sono in molti infatti ad averci a che fare.

Quella brutta è che può rivelarsi un vero e proprio ostacolo al raggiungimento dei tuoi obiettivi come scrittore e per questo devi cercare di liberartene al più presto!

Che cos’è la Sindrome dell’Impostore?

Si tratta di quella sensazione che non ci fa sentire all’altezza delle situazioni e che non tiene in conto delle nostre reali capacità. Quella sensazione che non ci permette di interiorizzare i risultati raggiunti, gioendo dei nostri successi.

Possiamo identificarla come una vocina costante nella nostra testa che ci dice che siamo dei bugiardi perché non siamo davvero capaci di fare quello che stiamo facendo, perché gli altri sono sempre più preparati e performanti di noi, perché abbiamo avuto solo fortuna e presto ci smaschereranno.

Ti suona familiare? Se la risposta è sì consolati, la sindrome dell’impostore colpisce solo le persone capaci!

Sindrome dell’Impostore: riconoscere i sintomi

Ovviamente gli scrittori non sono immuni da questo disturbo ed è proprio il motivo per cui oggi voglio dirti come liberartene. Il primo passo consiste nel riconoscere i sintomi.

Non si tratta solo della vocina nella testa che ti dà dell’impostore e che ti ripete costantemente quanto sei incapace, ma anche di rintracciare in alcuni atteggiamenti i segnali che dovrebbero metterti in allarme.

Chi soffre della Sindrome dell’Impostore spesso è eccessivamente perfezionista.

Il perfezionismo a volte può essere talmente pervasivo da diventare paralizzante.

Ti sei mai ritrovato a voler scrivere quel romanzo che hai in testa da tempo ma a rimandare costantemente perché ogni volta che hai buttato giù qualche pagina ti sei accorto che non erano perfette come le volevi tu?

Inoltre la Sindrome dell’Impostore si manifesta anche con atti di autosabotaggio, proprio per creare quelle cause che confermano quanto siamo incapaci.

Un esempio? Ho deciso di scrivere tra le 15 e le 17 ma appena mi siedo al tavolo mi accorgo che le finestre di fronte a me hanno davvero bisogno di essere pulite.

E così passo tutto il tempo che avrei dovuto dedicare alla scrittura a fare qualcos’altro e questo conferma quanto io sia un impostore.

Combatti la Sindrome dell’Impostore

Combattere la Sindrome dell’Impostore e godersi i successi non è impossibile.

Basta seguire alcuni accorgimenti.

Anzitutto combatti i pensieri negativi con altrettanti pensieri positivi.

Come un dibattito senza esclusione di colpi, appena senti la vocina che ti dice quanto sei inadatto alla scrittura e in generale alla vita, dille subito che mente, che è lei l’impostora e non tu.

Spesso dietro alla sensazione di inadeguatezza si nasconde una grande paura di non farcela. In questo caso il modo migliore per scrollarsi di dosso tutta quest’ansia è agire il più velocemente possibile per dimostrare a se stessi di essere in grado di farlo.

Ti faccio un esempio pratico. Sono certa che sul nostro sito avrai trovato più di qualche concorso al quale ti piacerebbe partecipare.

Ma neanche hai fatto in tempo a leggere il bando che la vocina è arrivata a dirti che non ne sarai mai capace. Bene l’unico modo per metterla a tacere è agire in questo momento.

Dimostra a lei e a te stesso che sei perfettamente dotato e in grado di partecipare a quel concorso, magari anche di vincerlo.

Chi soffre della Sindrome dell’Impostore crede spesso che gli altri siano più bravi, preparati e dotati di lui. Per questo un altro consiglio che ti do è quello di condividere con gli altri le tue esperienze. Entra nelle community e nei gruppi di scrittori, confrontati con chi sta facendo il tuo stesso percorso e scoprirai di non essere affatto da solo.

Come si dice: l’unione fa la forza!

Infine prendi un quaderno, un foglio elettronico, una pagina del tuo notebook, insomma quello che più ti piace e tieni nota dei tuoi traguardi, dei tuoi successi e delle tue realizzazioni. Si tratta di un’azione che non solo ti aiuterà a interiorizzare i tuoi successi nel preciso momento in cui li realizzi, ma che ti permetterà anche di tornare su di loro tutte le volte che ti senti un impostore. Un piccolo tesoretto tutto per te insomma.

Hai mai sofferto della Sindrome dell’Impostore?

Come hai fatto a superarla?

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Quali sono le tue caratteristiche da scrittore?

Quali sono le tue caratteristiche da scrittore?

Uno dei significati del termine inglese “character” è personaggio. Una parola molto cara a noi scrittori perché è attraverso i personaggi che diamo vita alle nostre storie. Spesso rappresentano i nostri alter ego, o i nostri più acerrimi nemici. A volte sono ispirati ad altri personaggi che abbiamo conosciuto, oppure a persone in carne e ossa con le quali abbiamo a che fare nella vita di tutti i giorni.

 

Un altro significato della parola character è questo: “l’insieme delle qualità che formano la natura individuale di una persona o di una cosa, e che la rendono diversa dalle altre”.

E in effetti il lavoro che facciamo sui nostri personaggi è proprio quello di tracciarne qualità e tendenze, debolezze e aspirazioni. Un lavoro molto utile anche quando pensiamo a noi stessi in termini di “scrittori”.

 

Per dirla con Pirandello, ognuno di noi indossa una “maschera”, anzi ne indossa molte, perché molti sono i personaggi che interpretiamo lungo il corso della nostra vita.

Quali sono le tue caratteristiche quando indossi la “maschera dello scrittore”?

Proviamo a conoscerle insieme.

Le tue caratteristiche da scrittore: partire sempre dai punti di forza

È importante partire dai punti di forza perché in questo modo si nutre l’autostima e si affrontano meglio quelli che invece sono i punti deboli.  

Si tratta di caratteristiche che abbracciano la sfera emotiva, le capacità tecniche, l’approccio che ogni giorno utilizzi quando ti rechi al tuo appuntamento con la scrittura. Non essere timido e non aver paura di sentirti superbo. Più di una volta infatti mi è stata posta l’obiezione che i complimenti dovrebbero venire dall’esterno, dagli amici, dal pubblico, e in sostanza da chi ci legge, non da noi stessi. Ma io obietto che se non riconosciamo noi per primi le nostre qualità allora difficilmente lo faranno gli altri.

 

A questo punto immagino che per coerenza sarà bene dirvi i miei. Ho una scrittura chiara e comprensibile, riesco sempre ad avere una visione d’insieme, sono molto brava nelle correzioni, interpreto e intercetto emozioni e sentimenti e riesco a metterli bene su carta, in questo modo non solo io ma anche chi mi legge ne trae giovamento. Leggo molto e questo mi permette di avere un ampio vocabolario, arrivo al cuore delle cose senza troppi giri di parole, sono ironica ma anche molto seria e decisa all’occorrenza.

 

Visto? Non è difficile, se l’ho fatto io puoi farlo anche tu!

 

Le tue caratteristiche da scrittore: alla ricerca della perfezione perduta

Gli scrittori di oggi, a differenza di quelli di ieri, devono necessariamente confrontarsi con un pubblico molto più ampio. Con l’avvento dei social network ci sentiamo tutti esposti costantemente a una specie di gogna mediatica che non va mai a dormire.

È importante per uno scrittore utilizzare questi strumenti per promuovere il proprio lavoro, ma a volte i social tornano indietro come un boomerang e anche se una buona fama può andare lontano stai pur certo che una cattiva fama andrà ancora più lontano. Ma ecco un segreto importantissimo: sui social c’è solo ciò che tu vuoi che ci sia.

 

Voler apparire per ciò che non si è, alla ricerca di una perfezione che non esiste, è davvero controproducente. Per questo conoscere le tue debolezze ti darà un doppio vantaggio: potrai lavorarci su per migliorarle e sarai preparato quando qualcuno te le farà notare, magari rispondendo anche in maniera spiritosa, perché essere ironici e sapersi prendere un po’ in giro è proprio una bella qualità.

 

E ovviamente ecco i miei punti deboli. Sono pigra, disorganizzata e incostante. Spesso faccio fatica ad andare in profondità con un personaggio e ho paura di risultare banale. Non sono forte con le descrizioni degli spazi e quando sento che mi manca la spinta creativa per scrivere qualcosa mi butto giù e mi paralizzo.

 

Fai questo esercizio a casa e il tuo io-scrittore te ne sarà grato. Se ti va poi raccontaci nei commenti le tue debolezze e i tuoi punti di forza, condivisione è potere!

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Festival AG Noir 2019 Concorso Letterario

Festival AG Noir 2019 Concorso Letterario

Giunto alla sua quinta edizione, il Festival AG Noir si svolgerà ad Andora dal 9 al 13 luglio con la sua consueta serie di ospiti nazionali e internazionali pronti a esplorare vari angoli del noir, […]

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Concorso Elena M. Coppa – scadenza 30/06/2019

Concorso Elena M. Coppa – scadenza 30/06/2019

Il concorso si propone di commemorare il ricordo di Elena M. Coppa, giovane scrittrice scomparsa in un incidente stradale il 14/09/2017 e di incentivare tramite il suo esempio la diffusione tra gli adolescenti dell’arte della scrittura, dell’espressione letteraria e della poesia intesi come strumenti per un corretto approccio alle emozioni in tutte le loro sfaccettature.
Lo scopo è quello di trasmettere ai giovani, attraverso l’esempio di Elena, il coraggio di affrontare gli ostacoli della vita cercando di trasformare ciò che ci accade in esperienza e forza per costruire il futuro come ognuno di noi lo vorrebbe.
Art. 1- PROMOTORE- L’associazione “Elena M. Coppa, il cielo negli occhi” organizza la seconda edizione del Premio Letterario “Elena M. Coppa” anno 2019.
L’iniziativa è realizzata grazie al contributo e alla collaborazione del Comune di Bagnoregio.
Art. 2- OGGETTO – Il Concorso di scrittura ha ad oggetto la stesura un breve racconto secondo quanto dettagliato nel successivo art. 5 e con le Modalità di partecipazione descritte all’art. 7.
Art. 3- PARTECIPANTI- Il concorso è rivolto agli studenti che frequentano il triennio delle scuole secondarie di secondo grado e a tutti i ragazzi dai 16 ai 23 anni.
Art. 4 – QUOTA DI PARTECIPAZIONE – La partecipazione è gratuita. In nessun caso e a nessun titolo verrà richiesto un versamento di denaro ai partecipanti, nell’ambito o al di fuori delle iniziative legate al concorso.
Art. 5- ELABORATI- I partecipanti potranno presentare un massimo di l (uno) elaborato (racconto breve) inedito di loro produzione, scritto in lingua italiana, di lunghezza non superiore a 20.000 battute/caratteri (inclusi spazi e punteggiatura). Ogni opera può essere scritta da uno o più autori fino ad un massimo di 3 (tre).
Per opere inedite s’intende mai pubblicate con un codice editoriale ISBN sotto qualunque forma (cartacea, digitale, ebook, internet .. ) e dovranno rimanere tali fino al momento della premiazione.
Art. 6 – TEMA – “ARE YOU LIVING YOUR DREAMS?”
I partecipanti dovranno comporre un racconto breve ispirato alle forme e ai temi presenti nell’immagine proposta: dipinto in acrilico realizzato da Elena M. Coppa.
Le forme e i contenuti del racconto sono liberi, ma è richiesto che almeno in un passo del racconto sia inserita la domanda ” … are you living your dreams … ” e che i personaggi, i fatti e i contenuti contribuiscano ad aprire orizzonti di crescita e di speranza, di realizzazione di sé e del rapporto con gli altri. Il racconto deve contenere un messaggio di coraggio nell’affrontare gli ostacoli della vita, visti come punto rafforzamento personale e strumento di miglioramento.
Art. 7 – MODALITA’ DI PARTECIPAZIONE – Il racconto dovrà pervenire in allegato a messaggio di posta elettronica all’indirizzo e-mail elenailcielonegliocchi@gmail.com in formato elettronico (word, PDF). È richiesto che il nome del file costituisca anche il titolo dell’opera, che dovrà essere riportato anche nel modulo di partecipazione. Il testo non dovrà in alcun punto recare indicazione del nome dell’autore o altro riferimento che consenta il riconoscimento di quest’ultimo, pena l’esclusione del racconto dal concorso. Il nome dell’autore con i relativi dati personali dovranno essere indicati sul modulo di partecipazione (saranno considerati validi anche i racconti pervenuti con mail che riportino tutti i dati richiesti nel modulo di partecipazione E CONSENSO ESPLICITO AL TRATTAMENTO DEI DATI SENSIBILI DI PRIVACY IN ACCORDO CON IL REGOLAMENTO (procedura valida solo per i maggiorenni).
Art. 8- SCADENZA- La mail contenente il racconto proposto e il modulo di partecipazione (o mail contenente tutti i dati richiesti dal modulo ed espresso consenso al trattamento degli stessi) dovrà essere inviato entro le ore 24 del giorno 30 giugno 2019 all’indirizzo mail elenailcielonegliocchi@gmail.com
I testi pervenuti successivamente non potranno essere presi in considerazione.
Art. 8 – VALUTAZIONE- Tutti i lavori saranno sottoposti ad una prima valutazione del Comitato che selezionerà, per ciascuna sessione, cinque (5) opere finaliste che verranno sottoposte alla Giuria, la quale determinerà una classifica basandosi sulla propria sensibilità artistica ed umana, in considerazione della qualità dello scritto, dei valori, dei contenuti, della forma espositiva e delle emozioni suscitate.
Ogni membro della giuria darà a ciascun elaborato un voto che concorrerà alla determinazione della classifica finale e quindi al vincitore del Premio “Elena M. Coppa” seconda edizione, anno 2019. In caso di parità di voti tra uno o più racconti, si procederà a una seconda votazione relativa ai soli racconti ex aequo, finché non si arriverà a un unico vincitore.
Il giudizio del Comitato e della Giuria sarà inappellabile ed insindacabile.
I vincitori saranno informati secondo le modalità indicate da ciascun partecipante nel modulo di partecipazione.
Il Comitato e la Giuria si riservano il diritto di escludere e squalificare dal concorso le opere che ritengano, a proprio insindacabile giudizio, offensive, volgari, fuori tema o comunque non in linea con lo spirito sociale e culturale dell’iniziativa.
Art. 9- GIURIA e COMITATO
La Giuria verrà individuata dalla Associazione promotrice tra personaggi del mondo della cultura, delle letteratura e della scrittura.
Il Comitato è composto dai membri dell’Associazione promotrice e dai membri del Centro di Studio Bagnoregio.
Art. 10 – PREMIAZIONE – La premiazione si terrà il giorno 14 settembre 2019 a Bagnoregio (VT), nell’ambito di una giornata in ricordo di Elena M. Coppa.
La cerimonia di premiazione sarà ripresa in video/foto.
Art. 11 – PREMI
I PREMIO buono del valore di € 400,00 spendibile presso la “Scuola di scrittura Omero” di Roma per un corso di narrativa primo livello oppure per un corso di sceneggiatura di primo livello;
II PREMIO buono acquisto libri del valore di € 300,00;
III PREMIO n. 2 abbonamenti teatrali e buono acquisto libri del valore di € 50,00;
IV PREMIO n. 2 biglietti visita ai Musei Vaticani e buono acquisto libri del valore di € 50,00;
V PREMIO buono acquisto libri del valore di € 50,00.
L’Associazione promotrice insieme alla Casa Editrice Arpeggio Libero si riservano la facoltà di realizzare una breve antologia delle opere vincitrici e di quelle segnalate dalla commissione anche se non rientranti tra quelle presentate alla giuria.
Ulteriori segnalazioni di merito saranno consegnate a discrezione della giuria.
Ai partecipanti verrà riconosciuto un attestato di partecipazione.
La consegna del premio è vincolata alla partecipazione del vincitore alla cerimonia di premiazione: i finalisti sono tenuti a comunicare la conferma della propria presenza.
Art. 12 – DIRITTI D’AUTORE – Gli autori, per il fatto stesso di partecipare al concorso, cedono il diritto di pubblicarli (in caso di vincita o piazzamento) sulla pagina FB dell’associazione promotrice e in una eventuale antologia o raccolta in formato digitale o cartaceo senza aver nulla a pretendere come diritto d’autore. I diritti rimangono comunque di proprietà dei singoli Autori ai quali non verrà richiesto alcun contributo economico di nessun genere.
Art. 13 – PUBBLICITÀ- Il concorso e il suo esito saranno opportunamente pubblicizzati attraverso la stampa e altri media. Tutti i partecipanti acconsentono, sin da ora, alla pubblicizzazione del Concorso, della cerimonia di premiazione, del contenuto delle opere in ogni forma (cartaceo, web, mail.. .), del supporto pubblicitario presso i mezzi di
comunicazione ( social network).
I vincitori, i finalisti e tutti gli eventuali candidati che parteciperanno alla giornata di premiazione consentono l’utilizzo delle loro immagini e video che verranno prodotte durante la cerimonia di premiazione.
Art. 14 – ALTRE NORME- La partecipazione al concorso implica l’accettazione integrale del presente regolamento, senza alcuna condizione o riserva. La mancanza di una sola delle condizioni che regolano la validità dell’iscrizione determina l’automatica esclusione dal concorso letterario.
Informativa ex art. 13 del D.L. 196/2003 sulla tutela dei dati personali: I partecipanti al Concorso autorizzano il Promotore al trattamento dei dati personali al solo fine di permettere il corretto svolgimento delle diverse fasi del Concorso stesso.

Leggi l’articolo completo: Concorso Elena M. Coppa – scadenza 30/06/2019