Qual è il genere del tuo romanzo?

Qual è il genere del tuo romanzo?

Oggi parliamo di un argomento importantissimo, in particolare per chi desidera proporre il proprio lavoro a una casa editrice, mi riferisco al genere letterario

Ebbene sì perché, come forse alcuni di voi avranno già avuto modo di sperimentare, la maggior parte delle case editrici nella sezione dedicata all’invio dei manoscritti, chiede esplicitamente di indicarne il genere. 

Inoltre se vuoi diventare uno scrittore professionista non puoi certo ignorare la materia!

 

Cominciamo col dire che esistono molti generi e altrettanti sottogeneri, alcuni tendono a scomparire col tempo (pensiamo ad esempio al romanzo epico cavalleresco) e altri invece sono abbastanza recenti (come l’attualmente gettonatissimo “sci-fi” ovvero science fiction, termine tra l’altro preso a prestito dal linguaggio cinematografico).

 

Non è possibile quindi esaurire il tema con questo articolo ma è senz’altro un buon punto da cui partire. Non perdiamo altro tempo allora e vediamo subito quali sono i principali generi letterari.

 

Cosa definisce un genere letterario?

Prima di perderci nella Foresta di Fangorn dei generi letterari (e così avete anche capito uno dei miei generi preferiti 😀 ) sarà bene capire cosa definisce un genere letterario. 

Solitamente questi quattro punti:

 

 

  • Stile e tecnica
  • Linguaggio
  • Lunghezza
  • Contenuti

 

 

Un errore abbastanza comune è quello di considerare solo l’aspetto dei contenuti. Prendiamo per esempio Harry Potter e Il Signore degli Anelli, magari il contenuto può apparire a grandi linee simile (l’esistenza di un mondo magico, forze del bene e forze del male che combattono fra loro, esseri non umani come hobbit, elfi, etc.) ma senz’altro il linguaggio, lo stile e la tecnica sono diversissimi fra loro e questo fa sì che vengano classificati diversamente. Il Signore degli Anelli è considerato un romanzo high fantasy epico, mentre Harry Potter si trova a cavallo fra il genere fantasy e il romanzo di formazione, soprattutto perché la saga di Harry Potter, per quanto piena di magia, è ambientata comunque nella nostra epoca.

 

I generi letterari

Vediamo adesso una prima classificazione dei generi letterari. Prima di iniziare però voglio precisare che in realtà mi riferisco ai sottogeneri della macro categoria dei romanzi e dei racconti, escludendo tutti gli altri generi che pur sono generi letterari, come il teatro, la poesia, la lirica, il saggio, etc…

Ed ecco a voi una bella classifica:

 

 

  • Fantascienza
  • Fantasy
  • Giallo/Mistero
  • Romantico
  • Storico
  • Horror
  • Per ragazzi
  • Avventura
  • Thriller
  • Umoristico
  • Erotico

 

 

Vi assicuro che non sono stata affatto esaustiva, ma vi prometto che avremo modi di approfondire l’argomento in altri articoli.

 

Come scegliere un genere letterario?

Arrivati a questo punto forse ti starai chiedendo un po’ sgomento a quale genere appartiene quella storia fantasy, ma anche un po’ horror, ma anche un po’ misteriosa e ovviamente dove non manca una sofferta storia d’amore, che stai scrivendo proprio adesso. 

Niente paura, la decisione è solo tua! 

Fermo restando che esistono i sottogeneri specifici (vedi il Signore degli Anelli) così come quei romanzi che si collocano a cavallo fra due o più generi (vedi il nostro caro Harry Potter di cui ti parlavo sopra), sarai tu a scegliere quale sarà la spinta propulsiva che manda avanti la storia: è l’amore? oppure è l’azione? è il mistero? magari è l’ambientazione fantasy?

 

Bene arrivati a questo punto non mi resta che augurarti buon divertimento con i generi letterari e ovviamente chiederti cosa ne pensi tu!

 

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Come migliorare la tua scrittura grazie alla lettura critica

Come migliorare la tua scrittura grazie alla lettura critica

Partiamo da un assioma fondamentale: se non leggi non puoi scrivere (e non è la prima volta che lo dico). Forse ti sembrerà un’affermazione scontata, ma non hai idea di quanti manoscritti illeggibili mi siano passati per le mani. Il motivo? È presto detto, gli autori non avevano mai letto nulla in vita loro, neanche Topolino quando erano piccoli. E così una storia che magari aveva buone possibilità di essere apprezzata dal pubblico va a farsi benedire invece .

 

Ora che ho fatto le dovute premesse passiamo all’argomento di questo articolo: come migliorare la tua scrittura grazie alla lettura critica. Pronto? Cominciamo!

Che cos’è la lettura critica?

La lettura critica non ha nulla a che vedere con quel tipo di lettura che facciamo per puro piacere personale o per stimolare le nostre menti. Si tratta di una lettura in profondità, devi indossare una lente di ingrandimento e soffermarti su elementi ben precisi: lo sviluppo dei personaggi, la consistenza della storia, i dialoghi, il linguaggio utilizzato e così via. Puoi imparare dagli errori che altri autori hanno commesso ma anche lasciarti ispirare dalle loro capacità. La lettura critica è davvero importante per il tuo processo di scrittura.

 

Come praticare la lettura critica 

Non esiste un solo modo per praticare la lettura critica, c’è chi si trova a suo agio scrivendo delle recensioni per ogni libro letto e chi invece separa in maniera netta la lettura per diletto da quella professionale, quel che è certo è che più leggiamo più impariamo

 

Per aiutarti a trovare il tuo personalissimo modo di praticare la lettura critica ti suggerisco di partire da quelle aree in cui vorresti migliorare. Si tratta dei personaggi? Oppure della trama? Del genere? Magari del modo in cui hai messo giù la prosa? Forse dell’impostazione che dai alle tue storie? 

 

Se per caso vuoi migliorare in tutte queste aree allora il mio consiglio è quello di affrontarle una per volta e per ognuna di porti le domande giuste mentre stai leggendo in maniera critica. 

 

Facciamo un esempio pratico e supponiamo che tu voglia migliorare nella costruzione dei personaggi. Ecco alcune domande che dovresti porti quando leggi criticamente altre storie:

 

  • Sono credibili? 
  • Assomigliano a delle persone in carne e ossa oppure sono volutamente caricaturizzati per mettere in evidenza determinati aspetti? 
  • Quali sono le loro motivazioni? 
  • Sono attivi o passivi rispetto alla storia?
  • Hanno tutti uno scopo? E se sì quale?
  • Che ruolo hanno rispetto alla storia?
  • Quali sfide incontrano?
  • Come cambiano rispetto alla storia?
  • Che sentimenti mi suscitano? A chi mi sono affezionato? A chi no? Perchè?

 

È questa la lettura in profondità di cui ti accennavo all’inizio.

 

Prendi la lettura critica seriamente  

Prima di salutarti voglio assicurarmi che prenderai seriamente questo aspetto del tuo lavoro da scrittore. Ritagliati del tempo da dedicare alla lettura critica e trova il tuo personale modo di farlo. Ma soprattutto, se non conosci la cassetta degli attrezzi del mestiere, ovvero tutto ciò che un aspirante scrittore dovrebbe sapere prima di prendere la penna in mano (come costruire un personaggio, come sviluppare la trama, quale stile utilizzare, etc.), allora fatti prima un giro sul blog e leggi tutti i nostri preziosissimi consigli. 

Ricordati che solo se saprai farti le giuste domande allora potrai dire di mettere in pratica la lettura critica.

 

E tu? Ti applichi nella lettura critica? Raccontaci come la fai nei commenti!

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Concorso Letterario Delitti al Thriller Café – ediz. 2

Concorso Letterario Delitti al Thriller Café – ediz. 2

A distanza di due anni dalla precedente edizione, Thriller Café bandisce nuovamente un concorso letterario con l’obiettivo di selezionare dei racconti per una seconda raccolta edita a cura del sito. La prima esperienza è stata […]

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Concorso Letterario Thriller Café – ediz. 2

Concorso Letterario Thriller Café – ediz. 2

A distanza di due anni dalla precedente edizione, Thriller Café bandisce nuovamente un concorso letterario con l’obiettivo di selezionare dei racconti per una seconda raccolta edita a cura del sito e degli amici I Buoni […]

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Le abitudini degli autori di successo

Le abitudini degli autori di successo

Nel film Karate Kid III, il saggio maestro Miyagi dice al suo discepolo: “Puoi anche perdere contro l’avversario, ma non perdere contro la paura”. 

Cosa fa la differenza tra chi insegue i propri sogni senza mai mollare e chi invece batte in ritirata? Non ho dubbi sulla risposta: il modo in cui affrontano le loro paure.

 

Se vuoi diventare uno scrittore di successo dovrai lottare tutti i giorni con la paura, a volte vincerà lei, a volte capirai che è persino utile, ma la battaglia finale devi vincerla tu.

Per farlo dovrai lavorare molto sul tuo atteggiamento, a cominciare dalle abitudini.

Per questo oggi voglio parlarti di una serie di abitudini che sono comuni a tutti gli autori di successo, scopriamole insieme.

 

Uno scrittore di successo scava in profondità

Lungi dal fermarsi davanti al primo ostacolo, lo scrittore di successo si appassiona a tutto ciò che può rivelarsi come preziosa fonte di informazioni per il suo mestiere. Dalle tecniche di scrittura alla filiera dell’editoria, dal marketing ai feedback del pubblico, dal lavoro degli altri scrittori alle opinioni dei critici. Sa imparare dagli errori e se quel libro per il quale ha faticato tanto non incontra il favore del pubblico allora lui scava in profondità e cerca di capire cosa non ha funzionato. Insomma lo scrittore di successo impara da tutto ciò che lo circonda, anche e soprattutto da ciò che non è andato proprio come avrebbe voluto.

 

Uno scrittore di successo fa il gioco di squadra

Dietro un’opera riuscita non c’è una persona sola. C’è l’autore certo, ma c’è anche l’editore, forse un agente letterario, qualcuno che si occupa dell’editing e della correzione bozze. Insomma c’è tutta una squadra e l’autore di successo lo sa, per questo è ben disposto a collaborare accogliendo consigli e rispettando il lavoro di tutti. Insomma l’autore di successo non si comporta come una prima donna!

 

Uno scrittore di successo supera la sindrome di Giorgio Mastrota

Il marketing è il cuore di un progetto ben riuscito. Peccato che quando sentiamo questa parola ci viene subito in mente Giorgio Mastrota che vende le padelle. Se vuoi diventare un autore di successo devi assolutamente superare la sindrome di Giorgio Mastrota e capire l’importanza del marketing. Si può fare marketing senza vendere l’anima al diavolo e senza snaturarsi, ma ti dirò di più, il marketing e il networking sono sempre esistiti solo che non si chiamavano così! Cosa pensi che facevano gli artisti nelle corti medievali o quelli che si trovavano a Parigi nel primo Novecento a far visita a Gertrude Stein?  

 

Uno scrittore di successo fa quello che dice

Definire obiettivi realistici e alla propria portata, questo è il segreto del successo e gli autori che vogliono raggiungerlo lo sanno benissimo. Un’altra cosa che sanno è che servono pazienza, determinazione, costanza ma soprattutto tanta tanta perseveranza. Hai deciso di scrivere 4.000 parole al giorno continuando a fare il tuo lavoro a tempo pieno e dedicando anche il giusto tempo alla tua famiglia? Ripensaci! Il rischio è quello di sentirti costantemente frustrato e scoraggiato perché non hai portato a termine i tuoi obiettivi. 

 

Un autore di successo si distingue per il suo comportamento da essere umano 

Tutto ciò di cui abbiamo parlato sin qui non è che la conseguenza del comportamento che un autore mette in campo nella vita di tutti i giorni. Se vuoi essere un autore di successo pratica la gentilezza, coltiva le tue relazioni interpersonali e persegui la felicità. Questo sarà il serbatoio più importante da cui attingere per scrivere dei veri e propri capolavori!

 

Hai qualche buona abitudine che vuoi condividere con noi?

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Concorso letterario Città di Grottammare – ediz. 11

Concorso letterario Città di Grottammare – ediz. 11

Vi segnaliamo oggi il Concorso Letterario Città di Grottammare, appuntamento ormai di lunga data che giunge quest’anno alla edizione 11, presieduta come le ultime due dal famoso poeta Franco Loi, che ha raccolto il testimone dal giornalista e […]

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Non puoi piacere a tutti

Non puoi piacere a tutti

Oggi parliamo di una verità sacrosanta: non puoi piacere a tutti. Questo vale per il tuo lavoro da scrittore così come per ogni altro aspetto della vita, se ti ostinerai a voler piacere a tutti difficilmente troverai chi ti apprezza e, cosa ancor peggiore, perderai di vista chi sei veramente, dove stai andando e cosa vuoi realizzare.

 

Non è qualcosa da sottovalutare perché spesso è ciò che ci allontana sempre più dai nostri obiettivi finché non li vediamo come irraggiungibili e a volte ci fa rinunciare prima ancora di iniziare. Vediamo insieme allora come fare per non smarrirsi lungo la strada e per concentrarsi su quella fetta di pubblico che non sta aspettando altro che noi

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Non è una storia per tutti

A causa del mio lavoro mi capita spesso di avere questo tipo di conversazione con i clienti:

“A chi si rivolge questo blog/articolo/storia/servizio/prodotto/etc.?” 

“Ma naturalmente a tutti!”.

Se mi  mi avessero dato un euro tutte le volte che ho ricevuto questo tipo di risposta a quest’ora scriverei da un comodo lettino di una spiaggia caraibica. 

 

Sogni tropicali a parte, se non si individua con chiarezza il pubblico al quale ci si rivolge difficilmente si avrà un pubblico, e sappiamo benissimo che lo scrittore scrive per un pubblico.

 

Il mio consiglio è quello di cercare di mettere nero su bianco e con amore di dettagli quello che potrebbe essere il tuo lettore tipo. Al giorno d’oggi siamo molto fortunati, basta un click per mettersi in contatto con ogni angolo del mondo, anche il più remoto. I nuovi strumenti di comunicazione ti permettono di trovare il tuo pubblico, interagire con lui, metterti alla prova e ricevere feedback anche in tempo reale.

 

La dimostrazione per assurdo

Ammetto di non esser stata mai un’eccellenza in matematica ma se c’era una cosa che mi piaceva da matti erano le dimostrazioni per assurdo. Sostanzialmente si parte dalla negazione della tesi che si vuole sostenere per dimostrarne l’assurdità (della negazione) e quindi confermare la tesi stessa. Quello che ti propongo di fare per trovare il tuo pubblico si ispira un po’ a questo.

 

Ti invito infatti a rispondere a queste domande:

 

  • A chi non è rivolto il tuo lavoro?
  • Chi disapproverà e criticherà il tuo lavoro?
  • Cosa non è il tuo lavoro?
  • Cosa non dice il tuo lavoro?
  • Quali sono le caratteristiche che non contraddistinguono il tuo lavoro?
  • A cosa dirai di no?

 

Rispondere a queste domande ti aiuterà a cogliere le opportunità che fanno al caso tuo e a incontrare il tuo pubblico ideale

 

Superare la paura delle critiche

Capisco perfettamente che le critiche possano far paura ma vedila sotto questa prospettiva: una cosa che non merita di essere criticata non merita neanche di essere apprezzata

Io stessa faccio i conti tutti i giorni con questa paura ma alla fin fine trovo che le critiche costruttive siano un gran bene per il mio lavoro mentre quelle non costruttive lasciano il tempo che trovano e meritano semplicemente una mia scrollata di spalle e la consapevolezza che non posso piacere a tutti.  

 

Raccontaci nei commenti come fai a superare l’ansia di voler piacere sempre a tutti!

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Come scrivere quando non sei dello spirito giusto

Come scrivere quando non sei dello spirito giusto

Scrivere è certamente un atto creativo che richiede concentrazione e disciplina. Ma a volte capita che nella nostra vita accadano eventi destabilizzanti oppure ciò che succede nel mondo fuori ci distrae e demoralizza a tal punto che ci sembra impossibile trovare energia, spazio e tempo per farlo. In questo articolo voglio darti alcuni consigli su come fare a scrivere quando non si è dello spirito giusto.

Proteggi il tuo temp(i)o

Vuoi essere uno scrittore? Fai della scrittura la tua priorità! Nei momenti di abbattimento, quando non sei nel mood giusto, quando una notizia ti ha turbato al punto da impedirti di fare qualsiasi cosa allora pensa alla scrittura come alla tua oasi felice, da proteggere a qualsiasi costo. Rifugiarti nella scrittura è davvero un rimedio efficace perché da un lato ti permette di portare avanti i tuoi progetti da scrittore e dall’altro ti offre la possibilità di staccare la spina dal vortice quotidiano nel quale sei costantemente preso. Trova la tua routine e decidi qual è il momento migliore per scrivere. Può essere al mattino prima ancora di sentire il notiziario? O magari a notte fonda quando la tua mente è più rilassata?

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Non dimenticare mai la tua motivazione

Quante volte abbiamo parlato del tuo perché? Del motivo che ti spinge a scrivere? Questa è una volta in più ma non è mai abbastanza. Ci sono tanti motivi per scrivere, credo almeno uno per ogni persona che lo fa, e sono tutti ugualmente validi. Devi ancorarti bene al tuo motivo personale, abbracciarlo e tenerlo sempre con te, perché sarà soprattutto in questi momenti che ne avrai bisogno. Io personalmente trovo molto utile trasporre in un oggetto simbolico la mia motivazione, può essere una ciondolo che tengo al collo, un quadro appeso alla parete sulla mia scrivania, una frase scritta con il pennarello in bacheca, un vaso pieno di petali di rose, una pietra lavica accanto al pc… insomma qualcosa che posso guardare in qualsiasi momento e che mi ricorda perché lo faccio.

Non soltanto scrivendo si scrive

Uno scioglilingua ma anche una verità. Il processo di scrittura non è fatto solo dell’azione dello scrivere in sé. È qualcosa che ci accompagna sempre. Quando osserviamo la gente, quando sogniamo, quando leggiamo, quando andiamo dal nostro psicologo, quando siamo in vacanza o immersi nella natura. Ma ancora, quando interagiamo con altri scrittori e quando ci confrontiamo con il nostro pubblico. Quindi non è il caso di gridare al fallimento se un giorno proprio non ci sei riuscito a metterti seduto a scrivere la tuo quota di parole quotidiane, avrai lavorato al processo in un altro modo, ne sono certa. Ma ricordati, purché sia solo un giorno d’accordo?

Scrivere è il tuo modo di combattere

Il mondo sembra dominato dal caos e spesso dall’ingiustizia. Guerre, carestie, sconvolgimenti climatici, fatti vicini e lontani che ci raccontano di sofferenze a tutte le latitudini. E poi c’è la crisi economica, le bagarre politiche e il nostro quotidiano fatto di piccole e grandi difficoltà. Se in mezzo a tutto questo tu continui a scrivere proteggendo questa passione allora non puoi non considerarti un eroe. Il tuo personale modo di combattere, di dare un contributo sotto forma di storie, informazioni, considerazioni, che aiuteranno tante altre persone a superare i momenti difficili. Cosa vuoi di più dalla vita?

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5 scomode verità che ogni scrittore dovrebbe sapere

5 scomode verità che ogni scrittore dovrebbe sapere

Non è un mestiere per deboli, no, quello dello scrittore è un lavoro duro fatto soprattutto di consapevolezza. Per questo che oggi voglio parlarti di 5 verità scomode che ogni scrittore dovrebbe conoscere

 

1. Ci saranno sempre scrittori migliori di te

Sì caro scrittore, cominciamo con una buona dose di umiltà. A questo mondo ci saranno sempre storie migliori delle tue, carriere più brillanti della tua, autori più apprezzati di te. 

E allora? Allora smettila di fare paragoni perché tanto non servono!

Anziché credere che non sarai mai come quello là prendi quanto di buono può darti l’esempio degli scrittori di successo e punta a migliorarti scrivendo con passione per te e per il tuo pubblico. Solo così potrai davvero godere della tua attività di scrittore. 

 

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2. Ci saranno parti del processo di scrittura che non ti piaceranno affatto

Non di sole ispirazioni e forsennati battiti sulla tastiera è fatta la scrittura. Se butti un occhio al nostro blog o ai corsi di scrittura potrai facilmente farti un’idea di tutto il processo che c’è dietro. Struttura, stesura, revisione, editing, etc. e stai pur certo che ci saranno momenti in cui non ti piacerà affatto fare quello che stai facendo, ma non puoi sottrarti se vuoi fare un buon lavoro. Ad esempio molti pensano di poter fare a meno della struttura ma è un grave errore perché solo imparando le regole del gioco allora potrai giocare con trama e personaggi secondo le tue regole e sorprendere i tuoi lettori. 

Punta tutto sulla tua determinazione, se abbandoni un progetto in corso perché pensi di avere una nuova idea più emozionante ma il vero motivo è che vuoi sottrarti a quelle fasi che per te sono più noiose allora non porterai mai a termine il tuo lavoro.

 

3. Non puoi piacere a tutti e dovrai affrontare le critiche

Come ti ho già ampiamente spiegato in un precedente articolo, non puoi piacere a tutti e aggiungo che non tutti capiranno o rispetteranno il tuo ruolo da scrittore. Anche qui entra in gioco la tua determinazione. Se la notte non dormi perché tua mamma non capisce proprio cosa fai al pc tutto il giorno anziché prepararti per il prossimo concorso pubblico allora devi tirar fuori tutta la sicurezza in te stesso che non hai mai avuto e continuare a fare quello che ami nonostante chi ti è vicino proprio non lo capisce.

Allo stesso modo quando riceverai delle critiche (e stai pur certo che le riceverai se il tuo lavoro vale qualcosa), impara a scindere i troll da social network e gli insulti inutili da quelle considerazioni che invece possono darti uno spunto per migliorare e crescere nel tuo lavoro. 

 

4. È improbabile che tu possa diventare un autore a tempo pieno

Forse e è un mantra che ti ripeti tutti i giorni: non potrà mai essere il mio lavoro, non ci guadagno niente, etc. Ma un conto è essere consapevoli del fatto che la strada è tutta in salita e che si raggiunge l’autonomia come scrittori solo dopo un certo numero di pubblicazioni di successo, un conto è usare questa scomoda verità come scusa per non fare lo scrittore. Fai in modo che questa differenza ti sia sempre ben chiara. 

 

5. Non puoi fingere che il marketing non esista

Qualunque sia la strada che sceglierai per pubblicare il tuo lavoro sappi che non potrai non dedicare energia, tempo e soldi alla pubblicizzazione del tuo libro. Il marketing è tutto quindi smettila di storcere il naso e sappi che non sarà la casa editrice a farlo al posto tuo, o meglio, solo quando sarai un autore testato e con un discreto successo allora la casa editrice investirà anche nel marketing, ma fino a quel momento sarai tu a doverlo fare.  

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Sei uno scrittore o un artista?

Sei uno scrittore o un artista?

Cercando la parola “artista” sul dizionario Treccani troviamo le seguenti definizioni: “Chi esercita una delle belle arti” e “Chi ha fine senso dell’arte ed è aperto al sentimento del bello”.  Ma troviamo anche che: “Il termine implica spesso un giudizio di valore ed è allora attribuito a chi nell’arte professata ha raggiunto l’eccellenza”. 

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Dunque ogni scrittore dovrebbe aspirare a diventare un artista, ovvero a raggiungere l’eccellenza nell’arte dello scrivere.  Ma come si diventa artisti? Scopriamolo!

 

Essere un artista vuol dire superare i vecchi cliché 

Non saprei dire esattamente come si sia diffuso questo luogo comune, ma quel che è certo è che molti sono convinti che l’artista debba essere un povero squattrinato senza fissa dimora. 

Forse questo poteva esser vero quando nel XIX secolo molti scrittori, musicisti, attori e artisti conducevano quello stile di vita che conosciamo con il nome di bohémien, ma se devo essere sincera a me piace molto più l’immagine degli artisti verso i quali veniva osservato ogni tipo di riguardo, ospitati dalle corti papali e dalle grandi famiglie nobiliari, che potevano lavorare in pace alla loro arte sentendosi pienamente in diritto di farlo.

 

Quel che sto cercando di dirti è che se continuerai a dare ascolto a quella vocina che ti dice che non si può vivere di sola scrittura, che la scrittura è solo una passione, un hobby e che in fin dei conti l’arte non si vende e altre balle spaziali del genere, allora è molto probabile che non riuscirai mai a essere uno scrittore che eccelle in quest’arte, ovvero non riuscirai mai a essere un artista.

 

Artisti si diventa

Un altro insano luogo comune è quello per cui un artista così ci nasce, come se arrivasse al mondo già con la penna in mano e ogni volta che la mette sul foglio ti sforna capolavori del calibro de I Fratelli Karamazov. Non c’è credenza più falsa di questa perché artisti lo si diventa.

 

Per diventare un artista bisogna allenarsi tutti i giorni nel mestiere di scrivere e apprenderne le tecniche. È una strada tutta in salita certo ma ricca di soddisfazioni. 

Quindi la prima cosa che devi fare per diventare un artista è stabilire la tua routine da scrittore. Credevi che essere artisti cozzasse con le manie di organizzazione? Credevi male!

 

Cassetta degli attrezzi: l’arte del mestiere di scrivere

La creatività è una caratteristica che ogni persona possiede e ogni persona, almeno a livello potenziale, può usarla per creare cose meravigliose che contribuiscono alla felicità propria e di molte altre persone. 

 

Un artista è, appunto, qualcuno che ha imparato a usare la propria creatività, che allena la sua “visione” e, nel caso di un artista scrittore, qualcuno che quando si siede per iniziare una nuova storia sa già come va a finire (anche se poi magari in corso d’opera tutto verrà stravolto). Ciò che davvero fa eccellere in quest’arte è la capacità di usarla per stupire, per caratterizzare un personaggio nel quale riconoscersi, per far accendere una piccola fiammella nel cuore del lettore, per spiazzare, emozionare, irritare, e per molto altro ancora. 

 

Infine artista è colui/colei che da importanza alla forma e alla struttura, conosce le regole della lingua in cui scrive e legge qualsiasi cosa gli capiti a tiro. Non esiste scrittore che non sia anche un divoratore di libri e chi dice il contrario forse può anche scrivere, ma non diventerà mai un artista. 

 

E tu? Cosa stai facendo per diventare un artista? Raccontacelo nei commenti.

 

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