Abruzzo, il primo round della campagna di primavera va a Salvini

Abruzzo, il primo round della campagna di primavera va a Salvini

Foto Roberto Monaldo / LaPresse 17-12-2018 Roma Politica Trasmssione tv "Quarta Repubblica" Nella foto Matteo Salvini dietro le quinte Photo Roberto Monaldo / LaPresse 17-12-2018 Rome (Italy) Tv program "Quarta Repubblica" In the photo Matteo Salvini
(Foto: Lapresse)

Il primo round della campagna di primavera è andato, senza troppe sorprese, al centrodestra vecchia maniera. Di più: alla Lega, che col 27,5% porta a casa il titolo di partito più votato, traghettando il senatore di Fratelli d’Italia, Marco Marsilio, al vertice di palazzo Silone, L’Aquila. Il centrosinistra, anche qui in formazione allargatissima, perde ma almeno intravede una strada (l’ex vicepresidente del Csm Giovanni Legnini si è fermato al 31,5%) mentre il Movimento 5 Stelle, secondo un ritornello ormai consolidato per quanto riguarda le amministrative, crolla al 20% rispetto al 40% delle politiche di un anno fa. Mentre rimane più o meno sugli stessi livelli del 2014. Segno ancora più forte che a livello locale gli elettori non si fidano.

La prima tappa di una via crucis che nel giro di tre mesi, elezioni europee incluse, potrebbe cambiare l’assetto del Paese e riconsegnarlo nelle mani dell’alleanza naturale di centrodestra. Magari diversa nelle formula, con Forza Italia sempre più residuale e un nuovo polo sovranista. Se la Lega passa in meno di un anno dal 13,8 al 27,5% in Abruzzo, e al contempo il M5S scende di venti punti, qualcosa vorrà pur dire. Per quanto i confronti vadano sempre fatti con lo stesso genere di elezioni, e per quanto l’Abruzzo viva una situazione drammatica per la ricostruzione post-terremoto che fatica a decollare, che il governo possa assorbire queste e le prossime turbolenze in arrivo dai voti locali è innegabile. Davanti ci sono, nell’ordine: il 24 febbraio il voto regionale e comunale in Sardegna mentre Piemonte e Basilicata voteranno nella stessa giornata delle europee, il 26 maggio. Non dovesse bastare, entro l’anno cambieranno governatori anche Calabria ed Emilia-Romagna.

Pur passato in Abruzzo da poco meno del 18% a oltre il 30, il centrosinistra non può sorridere, visto che i sondaggi danno per certo il testa a testa sardo fra centrodestra e M5S nonostante la candidatura forte del sindaco di Cagliari Massimo Zedda e un quadro simile in Basilicata e in Calabria. Solo in Piemonte Sergio Chiamparino può farcela mentre nella stessa Emilia-Romagna occorrerà valutare il grado di penetrazione della Lega. Divenuta ormai un non-partito con la faccia di Matteo Salvini, che ovviamente non ha trovato nulla di meglio, nel corso del fine settimana, che violare le regole e il silenzio elettorale. In particolare, è il Pd – fermo da troppi mesi in attesa dell’investitura di Nicola Zingaretti – a scendere all’11,2%, anche se al centro di un ecosistema di liste civiche ad esso in gran parte direttamente riconducibili. Con buona pace di chi guarda a listoni e a nuovi partiti, se non crescono i dem non c’è futuro per un’opposizione di centrosinistra in grado almeno di giocarsela.

La campagna di primavera si intreccerà, questo il punto, ai temi esplosivi che il governo si ritroverà per le mani nelle prossime settimane: dalla Tav all’autorizzazione a processare il ministro dell’Interno sul caso Diciotti fino ai disastrosi numeri macroeconomici con l’Italia allo 0,2% del Pil (quando fino a novembre Giuseppe Conte e i suoi vicepremier ci parlavano dell’1,5% di crescita).

Senza dimenticare il sicuro pasticcio del reddito di cittadinanza – pronto a partire senza il vero motore, cioè i centri per l’impiego, sulla scorta di qualche migliaia di “navigator” precari – c’è da capire se Luigi Di Maio riuscirà a reggere. Perché questo è l’elemento più evidente dal giro elettorale abruzzese e dai prossimi, al netto di qualche risultato a sorpresa: ormai il M5S insegue, contiene i cali nei sondaggi, nella migliore delle ipotesi para i danni e soprattutto si ritrova a dover sbrogliare i nodi di un patto fra populisti che nel giro di neanche un anno ha ovviamente abbeverato i numeri della parte, quella del Carroccio, con meno lacci, vincoli e contraddizioni da sanare. A partire dai 49 milioni che tutti sembrano aver dimenticato, compresi gli alleati grillini.

The post Abruzzo, il primo round della campagna di primavera va a Salvini appeared first on Wired.

Leggi l’articolo completo: Abruzzo, il primo round della campagna di primavera va a Salvini