A Milano nasce il primo master per specialisti della cybersecurity

A Milano nasce il primo master per specialisti della cybersecurity

Foto: Paolo Tonato-Bocconi

Professionisti della cybersecurity, capaci di comprendere, valutare e governare le opportunità e le minacce derivate dalle tecnologie informatiche, e affrontare il loro impatto sulle performance delle organizzazioni sia pubbliche che private. Sono quelli che usciranno nei prossimi anni dal nuovo corso di laurea magistrale in Cyber risk strategy and governance, frutto di una collaborazione tra il Politecnico di Milano e l’università Bocconi, che giovedì 12 settembre ne ha ospitato l’inizio ufficiale.

Il corso biennale, le cui lezioni si svolgeranno interamente in inglese (come dimostra la sua denominazione ufficiale di master of science) è il primo caso di collaborazione tra i due atenei milanesi. “Siamo contenti di essere finalmente riusciti a far partire un progetto assieme” ha detto a Wired il rettore della Bocconi, Gianmario Verona: “È una collaborazione simbolica, perché si realizza in un campo interdisciplinare e cruciale per le aziende come la cyber sicurezza”.

Grandi imprese coinvolte

Un interesse, quello da parte delle imprese, confermato dalle partnership siglate con sei società del calibro di Intesa Sanpaolo, Cisco, Kpmg, Ntt Data, Reply e Vodafone, che come ha spiegato Greta Nasi, docente di Institutional scenarios and cyber risk e co-direttrice del master per la Bocconi, “finanzieranno ciascuna tre borse di studio. E lo stesso faranno tutte le altre che decideranno di associarsi a questo progetto in futuro”.

Greta Nasi, co-direttrice del master. Foto: Paolo Tonato-Bocconi

Per occuparsi di cyber security”, ha aggiunto Verona, “occorre un insieme di competenze veramente ricco, e da qui nasce l’idea di collaborare con il Politecnico per offrire un prodotto altamente innovativo – abbiamo fatto dei benchmark dettagliati e il nostro master, attualmente, è un unicum a livello mondiale, che speriamo altri possano imitare – ma soprattutto richiesto dalle aziende, visto che le persone che oggi ricoprono questi ruoli sono formate sul campo. Il percorso di studi che abbiamo concepito è quindi l’anticamera del mondo del lavoro”.

Un corso multidisciplinare

Gli insegnamenti del piano di studi – in cui matematica e statistica saranno centrali – saranno equamente divisi tra Politecnico e Bocconi: il primo apporterà le proprie competenze di information technology e ingegneria, mentre la seconda curerà la formazione di scienze sociali (economia, management, finanza e politiche pubbliche) e di diritto.

L’ottica del corso è del tutto multidisciplinare”, ha detto ancora la professoressa Nasi: “Lo scopo è conoscere bene come funzionano i sistemi software, le infrastrutture It, le nuove tecnologie, e come essi si inseriscono in contesti più ampi, quelli che regolano il funzionamento delle istituzioni, dei sistemi economici e di quelli geopolitici”.

Un altro aspetto cruciale del master, poi, “è quello delle soft skills”, ha concluso la docente: “Non è importante solo essere un ‘traduttore’ o un mediatore tra la parte tecnica e quella manageriale/strategica, ma anche essere capaci di lavorare in team, di creare un rapporto di fiducia – essenziale per la condivisione delle informazioni e il supporto al processo decisionale – e imparare a conoscere come ragionano i soggetti che attaccano i sistemi informatici”.

Foto: Paolo Tonato-Bocconi

Mettersi alla prova

Il master ha un numero chiuso – al massimo 50 iscritti per anno accademico – e si rivolge in particolare a studenti che hanno una formazione pregressa in materie tecnologiche e computer science, ingegneria, management, scienze politiche, e un forte interesse per la prevenzione e il contrasto ai cyber risk.

I membri – italiani e stranieri – della classe entrata ieri in aula per l’inaugurazione sono 38, per quasi metà ragazze. Sono stati selezionati in base al background, alla media, alla conoscenza dell’inglese e alle motivazioni, che due delle iscritte, Sara e Claudia, hanno sintetizzato così: “Il corso sarà impegnativo ma anche pieno di stimoli. Ci darà la possibilità di esplorare e metterci alla prova in un ambito che è all’avanguardia e del tutto in divenire: dovremo affrontare un mondo di competenze in continuo aggiornamento, ma che nei prossimi anni saranno sempre più necessarie. Una sfida molto affascinante”.

 

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