A Bolzano un’ex acciaieria sforna startup e tecnologie per l’ambiente

A Bolzano un’ex acciaieria sforna startup e tecnologie per l’ambiente

Foto Ivo Corrà | IDM Südtirol / Alto Adige

In passato è stata un’acciaieria. Oggi l’area di Noi Techpark, parco tecnologico finanziato per oltre 120 milioni di euro dalla Provincia autonoma di Bolzano, ospita imprese e centri di ricerca che progettano il futuro. “Qui ospitiamo 500 tra ricercatori e innovatori. E hanno sede una trentina di startup”, spiega a Wired Giuseppe Salghetti, responsabile della comunicazione della struttura, il cui acronimo sta per Nature of innovation.

Il centro

Tra le condizioni per l’ammissione, operare in uno dei cinque i settori di ricerca cui è dedicato Noi: ambiente, cibo, area alpina, industria dell’automobile e automazione Questi i campi in cui è attivo questo progetto ideato nel 2008, cantierizzato nel 2015 e inaugurato nel 2017. Almeno nella sua prima parte, visto che per ora è stato recuperato un ettaro dei dieci un tempo occupati dalle acciaierie.

La giunta provinciale ha appena approvato i progetti relativi a due nuovi spazi dedicati alle aziende e alla nuova sede della facoltà di Ingegneria della Libera università di Bolzano. Che andrà ad aggiungersi a quelle di Scienze e tecnologie, Informatica, Economia e Design, già ospitate qui.

Il tutto in un contesto in cui il 70% dei lavoratori è laureato e il 60% è under 40. E sono 15 le lingue parlate, a testimoniare la capacità di Noi di attirare ricercatori dall’estero. Qui hanno sede realtà come Fraunhofer, attiva nel settore dell’automazione, o il Centro di sperimentazione Laimburg, che si occupa di ricerca nel settore agrario. Oltre all’agenzia CasaClima, il cui ruolo è centrale in un contesto che ha messo al primo posto la sostenibilità.

Le startup

E poi ci sono le startup. Si occupa di alimentazione, per esempio, Micro4Food, spinoff dell’università di Bolzano. “Studiamo i processi biotecnologici di produzione degli alimenti per sviluppare dei cibi funzionali e sicuri”, spiega il ricercatore Andrea Polo. Come “un pane più digeribile e ricco di nutrienti”.

E aggiunge: “Sfruttiamo le capacità metaboliche dei microorganismi per dare nuova vita agli scarti dell’industria alimentare”. Quella delle mele, fiorente in Alto Adige, finisce così per fornire la materia prima “dalla cosmetica alla farmaceutica”.

Un’altra realtà che si è insediata all’interno del parco è Eurac, che qui sta ultimando la costruzione di terraXcube. Una camera da 360 metri cubi capace di simulare condizioni climatiche estreme. “Possiamo far scendere la temperatura a -40 e farla salire a 50 gradi centigradi. Possiamo ridurre la pressione fino a 300 millibar e simulare le condizioni che simulano quelle che si trovano a 9mila metri d’altezza”, racconta il direttore del centro Christian Steurer.

L’obiettivo è duplice. Da un lato questa struttura può essere utilizzata per testare la resistenza di materiali e prodotti in condizioni climatiche estreme. Dall’altra consente a chi in queste situazioni deve operare, ad il soccorso alpino, di abituarsi. Così da maturare un’esperienza preziosa per quando si troverà ad operare sul campo.

Eurac si occupa però anche di sviluppare tecnologie legate all’efficienza energetica, messe a disposizione della città nell’ambito del progetto Sinfonia. Un’operazione che ha permesso la riqualificazione energetica di alcuni edifici di edilizia residenziale pubblica. Le case popolari, per dirlo in un’altra maniera. Un’operazione da 15 milioni di euro, coperti all’80% da fondi europei e contributi del Gse.

I fondi hanno permesso di sostituire 72 caldaie in altrettanti appartamenti con un unico centro termico, oltre che installare pannelli solari e fotovolatici, un cappotto esterno e sistemi di ventilazione meccanica. Il tutto senza aumentare i canoni di affitto per gli inquilini, che però ora risparmiano sulle bollette. Del resto, anche a questo serve l’innovazione.

The post A Bolzano un’ex acciaieria sforna startup e tecnologie per l’ambiente appeared first on Wired.

Leggi l’articolo completo: A Bolzano un’ex acciaieria sforna startup e tecnologie per l’ambiente