5 fumetti western da leggere durante l’estate

5 fumetti western da leggere durante l’estate

Non c’è momento migliore dell’estate per sedersi a leggere al sole e recuperare qualche fumetto arretrato. Magari approfittandone per scoprire, riscoprire o approfondire i grandi generi della letteratura illustrata, come il western. Un tempo sinonimo esclusivamente di cowboy, indiani e duelli sotto il sole cocente di mezzogiorno, il vecchio, selvaggio Far West mantiene i suoi elementi tradizionali ma ha ancora molto da dire, e a volte con elementi sorprendenti. Per chiunque abbia intenzione di avventurarsi in un viaggio estivo tra canyon, mandrie di bufali, saloon e praterie, ecco 5 western a fumetti da leggere tutti d’un fiato.

1. Tex. La vendetta delle ombre, di Mauro Boselli, Massimo Carnevale

Non c’è appuntamento più atteso tra gli appassionati di Tex del Texone, l’albo fuori formato che esce a cadenza annuale e che regolarmente ospita i migliori sceneggiatori e, soprattutto, i migliori disegnatori nel panorama del fumetto italiano. Per guadagnarsi l’onore di firmare un Texone bisogna essere dei veri maestri del disegno. Non fa eccezione, ovviamente, il disegnatore del Texone più recente, uscito il 20 giugno: Massimo Carnevale, storica matita sulle riviste antologiche Skorpio e  Lanciostory prima, sbarcato poi in casa Bonelli con John Doe e Dylan Dog (tra gli altri), e copertinista negli Stati Uniti di Y: L’ultimo uomo.

Nel nuovo Texone (editore Sergio Bonelli, 264 pp, 8,90 euro) , il nostro eroe dalla camicia gialla e il suo pard Kit Carson incrociano le loro strade con un misterioso e inquietante carrozzone di artisti circensi di origine indiana, denominato “Indian Carnival”. Sono stati loro, forse, a uccidere un cacciatore di taglie e a dare rifugio a due pericolosi fuorilegge. Ma cosa è accaduto, 20 anni prima, a Cedar’s Grove, l’ultima tappa del circo itinerante? Qual è l’obiettivo di Shado e della sua coorte di personaggi grotteschi e inquietanti? Un’avventura da leggere tutta d’un fiato, imperdibile per gli amanti di Tex, dei western e del fumetto italiano.

2. L’odore dei ragazzi affamati, di Loo Hui Phang, Frederik Peeters

Un western di grande formato, in tutti i sensi. Grandi le praterie e i canyon del selvaggio west; grandi le personalità dei tre protagonisti: un giovane garzone, un fotografo e un geologo; grande l’edizione cartonata (Bao Publishing, 112 pp, 18 euro) con pagine ampie che rendono giustizia alle splendide tavole del disegnatore Frederik Peeters.

Come nella migliore tradizione del genere, un terzetto di personaggi male assortiti si unisce in una fuga verso ovest. Ciascuno ha una ragione per scappare, ciascuno ha un segreto da nascondere, e tra i tre nasceranno sentimenti contrastanti di amore, odio, diffidenza e fiducia. Il pilastro della tradizione western è però scardinato dalla visione moderna della sessualità e dagli inserti onirici che rendono il viaggio della piccola carovana davvero unico.

Questo western sui generis è scritto da Loo Hui Phang, sceneggiatrice originaria del Laos e cresciuta in Francia, nota per opere come Panorama (diventato un film nel 2004) ed è illustrato con colori caldi dallo svizzero Peeters, già autore di Pillole Blu e Pachiderma.

3. Loveless, di Brian Azzarello, Marcello Frusin, AA.VV.

Nato per Vertigo, l’etichetta di Dc Comics riservata a un pubblico maturo, Loveless (da non confondere con lo shonen manga dello stesso titolo) è stata una delle serie più cupe e violente tra i comics americani a tema western. Giunta alla prematura conclusione con il numero 24, raccontava la storia di Wes Cutter, un soldato sudista uscito sconfitto e prigioniero dalla guerra di secessione americana. Tornato a casa da sua moglie Ruth dopo anni durante i quali era stato dato per morto, aveva trovato la propria città natale, Blackwater, in mano a un governo ostile e corrotto. Ben presto le dure qualità acquisite in guerra permettono a Cutter di assumere il ruolo di sceriffo di Blackwater, rendendolo però anche il bersaglio di molti nemici, alcuni dei quali intrecciati da uno stretto legame al suo passato personale.

La serie è stata raccolta in Italia in tre volumi da Planeta de Agostini; i primi due sono imperdibili per gli amanti del west duro e puro ma, proprio sul finale, Azzarello aveva cercato di dare alla trama un orizzonte più ampio, privandola in parte del mordente originale. Vale comunque la pena esplorare Blackwater e giudicare da sé quanto fosse davvero accogliente la cittadina del Missouri.

4. Sam il ragazzo del West, di Sohji Yamakawa, Noboru Kawasaki

Se tutti conoscono gli spaghetti western (il cui solo ricordo basta a farci compiangere la recente scomparsa di Ennio Morricone), non tutti avranno presente l’equivalente fenomeno di reinterpretazione western in chiave giapponese, operato tanto al cinema (con film improbabili a base di revolver e katane) quanto sulla carta stampata. Risale proprio agli anni ’70 una delle opere più famose del genere, ancora oggi un classico che merita di essere riscoperto: Sam il ragazzo del west. Ci sono tutti gli stereotipi che hanno reso grande il genere, inseriti in una storia di formazione dalla sensibilità tipicamente giapponese. Lo stesso Isamu detto Sam, il protagonista, è un ragazzo tormentato e disprezzato perché figlio di una pellerossa (sic) e di un uomo giapponese. Quando il padre scompare misteriosamente, il bimbo giovanissimo viene allevato da una banda di fuorilegge, che lo porrà dinanzi a una serie di dure prove senza però riuscirne a piegare lo spirito gentile e fondamentalmente orientato alla giustizia. Infine, Sam deciderà di fuggire e mettersi alla ricerca del padre perduto.

Il manga è stato pubblicato in Italia da Rw Edizioni – Goen (9 volumi, 272 pp, 6,95 euro cad.), ma i nati nella generazione anni ’70 e ’80 ricorderanno probabilmente meglio l’anime (il cartone animato, all’epoca) tratto dal fumetto, e la memorabile sigla italiana che esordiva cantando “la faccia nel vento, il ferro nel braccio“…

5. Le storie del West, di Paolo Eleuteri Serpieri

Tra le grandi firme del fumetto italiano vi è quella del maestro dell’anatomia Serpieri. Noto per la sua più provocante creatura Druuna, l’artista veneto è stato sempre un appassionato di western e, agli esordi della carriera, per le edizioni francesi Larousse prima e per le riviste italiane Orient Express, Skorpio e l’Eternauta poi, dimostra il proprio talento illustrando splendidamente vicende di cowboy, indiani e pionieri della frontiera selvaggia.

Tra le opere più celebri vi sono sicuramente storie brevi e dai titoli evocativi come Lo sciamano, L’indiana bianca e L’uomo di medicina. Non sorprende, quindi, che lo stesso Serpieri abbia finito per illustrare una delle storie visivamente più memorabili del Tex nazionale nel volume L’eroe e la leggenda. Negli anni, i racconti west di Serpieri sono state ristampate più volte, come nella raccolta Le storie del West delle edizioni del Capricorno, o in volumi tematici e lussuosi come quelli realizzati dalle edizioni Grifo. Rileggere le storie di Serpieri significa immergersi in un west classico, a volte con spunti sovrannaturali o horror, ma sempre contraddistinto tra alcuni dei migliori disegni che abbiano mai graziato il genere.

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