5 fumetti tra Pechino e dintorni

5 fumetti tra Pechino e dintorni

In un mondo sempre più piccolo, la Cina resta una meta esotica e distante per molti. Pechino, Shanghai, Hong Kong: città tanto ricche di storia e cultura che non basterebbe una vita per conoscerle a fondo. Per fortuna ci pensano i fumetti ad aiutarci a immergerci nelle atmosfere d’Oriente, e a rievocarne la storia lontana e vicina.

Ecco 5 graphic novel tra le più interessanti e affascinanti ambientate tra Pechino e dintorni.

5. Dimenticare Tiananmen, di Davide Reviati

Giugno 1989. La popolazione di Pechino manifesta pacificamente per una riforma del Partito Comunista Cinese dopo la morte del Segretario Generale Hu Yaobang. Dalla provincia, l’esercito si muove per reprimere il movimento che univa studenti, intellettuali, operai. “Quanti fiori caddero, nessuno può sapere“, recita un’antica poesia cinese che ben si adatta al massacro di Piazza Tiananmen. Un evento che la censura cinese ha tentato in ogni modo di rimuovere dalla storia, ma che è rimasto scolpito nella memoria del mondo. Anche grazie a importanti opere di ricostruzione storica e divulgazione come questa graphic novel di Reviati edita da BeccoGiallo (176 pp, 16 euro).

4. Tintin e il Loto Blu, di Hergé

Tintin è uno strano fumetto. Classico dell’infanzia, antesignano della scuola belga del fumetto e dello stile della linea chiara, capolavoro indiscusso della bande dessinnée europea. D’altro canto, Hergé è stato accusato più volte di razzismo (le sue opere risalgono agli anni ’30) e molte avventure non sono invecchiate particolarmente bene, anche volendo perdonare all’autore belga il contesto in cui scriveva. Tintin e il Loto Blu è un caso a sé stante in questa diatriba di lunga data. Scritto nel 1934, segue un periodo di intensa documentazione e studio da parte di Hergé sulla storia e le usanze della Cina, anche attraverso la testimonianza di prima mano di un giovane studente cinese dell’Accademia delle Belle Arti di Bruxelles, che poi verrà ritratto nel personaggio di Chang, amico fidato di Tintin. Ancora oggi, leggere il Loto Blu significa compiere un viaggio indimenticabile nella Cina (e più precisamente la Shanghai) della prima metà del Novecento, con un tentativo di comprendere una cultura che, all’epoca, era ancora considerata “barbarica” da buona parte dell’Occidente. Le avventure di Tintin sono raccolte in Italia in una collana di Rizzoli Lizard, e il Loto Blu compare nel secondo volume (191 pp, 14,90 euro).

3. I racconti dei vicoletti, di Nie Jun

Yu’en è una bimba disabile. Sogna di nuotare, forse di volare, ma è costretta a fare i conti con la crudeltà dei bambini del quartiere. A proteggerla, e a farle vivere i propri sogni, ci pensano per fortuna un nonno dolcissimo e un vecchio pittore bisbetico.

La periferia di Pechino prende vita fra cortili alberati, ponticelli adornati da dragoni di pietra, vicende quotidiane e sogni fra le nuvole, in una raccolta di racconti leggeri come nuvole. Edito da Bao Publishing (128 pp, 18 euro).

2. Shenzen, di Guy Delisle

Allontaniamoci da Pechino per esplorare Shenzen attraverso gli occhi del graphic journalist Guy Delisle, inviato per tre mesi da un produttore belga  a fare da mediatore con uno studio di animatori cinesi.

Delisle, con il suo sguardo ironico e acuto, è il testimone migliore per far comprendere lo shock culturale che si prova non solo a lavorare, ma anche a vivere immersi in una cultura e in un ambiente completamente diversi da quelli occidentali. Dalla difficoltà nel farsi capire al semplice impatto con i palazzi e gli hotel enormi ed anonimi della Cina, sino alle passeggiate in una città votata al culto del Partito. Un’opera che è molto più che un diario di viaggio, proprio come lo stile semplice di Delisle nasconde una profondità che va ben oltre le essenziali vignette in bianco e nero (Rizzoli Lizard, 150 pp, 16 euro).

1. Una vita cinese, di Li Kunwu, Philippe Otié

Dalla Cina di Mao Zedong ai difficili rapporti con la Russia, sino al boom economico dei giorni nostri. Questa trilogia realizzata nel corso degli anni da un autore cinese, Li Kunwu, a quattro mani con il francese Philippe Otié, è una delle opere a fumetti più importanti per conoscere la storia della superpotenza cinese nel corso del Novecento, attraverso gli occhi dei suoi abitanti.

Tre volumi (Il tempo del padreIl tempo del partitoIl tempo del denaro) che hanno fatto incetta di premi in due continenti, aggiudicandosi (tra i tanti) il Premio d’eccellenza del Japan Media Art Festival 2014, il Dragone d’oro del Gran premio del fumetto cinese 2013 e il Premio Château de Cheverny del fumetto storico – Rendez-vous de l’Histoire de Blois 2010 (Francia). Semplicemente imperdibile (Add Editore, 3 volumi, 45 euro per la trilogia completa).

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