3 startup italiane impegnate in prima fila nell’emergenza coronavirus

3 startup italiane impegnate in prima fila nell’emergenza coronavirus

Il modulo Cura – foto di Max Tomasinelli

Innovazione e adattamento: la pandemia ha mobilitato anche il mondo italiano delle startup nella risposta al coronavirus e nella gestione dell’emergenza. Per esempio Cura, acronimo di Connected units for respiratory ailments, è un progetto open source per aumentare il numero di posti letto in terapia intensiva per pazienti Covid. Tema molto attuale, visto che da giorni la stragrande maggioranza delle regioni italiane ha superato la soglia di attenzione del 30% di occupazione dei posti a disposizione.

Container di emergenza

Cura è stato sviluppato in sole quattro settimane, lo scorso aprile, da un team internazionale, che ha visto la partecipazione degli architetti di Carlo Ratti Associati con Italo Rota, degli ingegneri di Jacobs, dell’azienda sanitaria Philips, che ha fornito la strumentazione medicale. Il sistema, citato in un recente report di Cariplo Factory, che riporta 150 casi di startup italiane che hanno sviluppato innovazioni per far fronte all’emergenza Covid-19, prevede la riconversione di container esistenti, all’interno dei quali vengono inseriti tutti i dispositivi medici – tra cui ventilatori polmonari e supporti per fluidi endovenosi – necessari per due pazienti affetti da coronavirus ricoverati in terapia intensiva.

Concepito per funzionare in autonomia, ciascun modulo può essere aggregato con altre unità dello stesso tipo, formando un sistema compatto. Il collegamento tra un elemento e l’altro è realizzato da un corridoio gonfiabile. Il progetto è facilmente configurabile a seconda degli spazi a disposizione e punta sulla facilità nel trasporto dei container. I container possono essere spostati, adattati e riconfigurati altrove. Il primo prototipo di Cura è stato installato lo scorso aprile nell’ospedale temporaneo allestito all’interno delle Officine Grandi Riparazioni di Torino, grazie al sostegno di Unicredit. “Ma altri moduli sono già stati realizzati anche all’estero, in linea con la filosofia open source del progetto – spiega il team di Cura – Sappiamo di altre unità create in Canada e negli Emirati Arabi”.

L’app di telemedicina

DaVinci Salute è una startup di telemedicina fondata nel 2018 da Stefano Casagrande, Francesco Mainetti e Andrea Orani, tre giovani imprenditori con esperienza manageriale nell’ambito della sanità in Italia e all’estero. Dal 2018 lavorano su questa piattaforma digitale, che permette al medico di monitorare lo stato di salute del paziente da remoto, via app o via web.

Dall’inizio dell’emergenza sanitaria, DaVinci Salute ha messo a disposizione il consulto gratuito da parte dei propri medici e psicologici per tutti gli utenti che ne abbiano bisogno. In più sono stati recentemente aggiunti i consulti gratuiti con il proprio medico di fiducia per il monitoraggio dei sintomi da Covid-19. I risultati sono incoraggianti: più di 2000 consulti gratuiti erogati online, evitando quindi rischi per medico e paziente. Inoltre, sempre attraverso la piattaforma digitale, un gruppo di medici lombardi sta monitorando a distanza più di 1000 pazienti Covid, sia sintomatici che asintomatici.

L’Ai per la ricerca

Indigo.ai è una startup milanese lanciata nel 2016 da cinque studenti del Politecnico di Milano: Gianluca Maruzzella, Enrico Bertino, Marco Falcone, Andrea Tangredi e Denis Peroni. In questi mesi il team di Indigo.ai ha sviluppato due progetti speciali. Il primo è stato creato insieme al Centro Medico Sant’Agostino, in risposta a un bando dell’Allen Institute for Ai e dell’Office of Science and Technology Policy della Casa Bianca. Il risultato è Record, un sistema di natural language processing in grado di abbattere il tempo necessario a selezionare e trovare le informazioni sul Covid-19 nei testi scientifici. Uno strumento utile per migliaia di ricercatori, che in questo momento se ne stanno occupando nel mondo, sia sul fronte dei vaccini, sia su quello delle terapie. Meno tempo per trovare dati e informazioni, più tempo per avvicinarsi alle soluzioni.

Il secondo progetto, invece, si chiama Vera ed è un chatbot che aiuta le persone a informarsi correttamente sul virus e a non cadere vittima di fake news, dando informazioni verificate e funzionando da strumento di fact-checking su specifiche notizie e domande fornite dall’utente. Il progetto è in collaborazione con l’Irccs San Raffaele, il centro francese Eurecom, Pagella Politica e Facta.

La startup sta lavorando su nuovo chatbot per smartphone, che dovrebbe essere in grado di monitorare il nostro umore, semplicemente parlando con noi e capendo se abbiamo bisogno di supporto psicologico e specialistico.“Per capire come stiamo, l’Ai interagirà con noi come un amico, facendoci domande non solo sul nostro umore, ma anche sul mondo, toccando argomenti di attualità o specifici di nostro interesse – spiega il progetto Roberto Oscurato, Ux e Ui designer di Indigo.ai – La programmazione dovrà essere molto accurata e il suo utilizzo controllato, proprio per evitare di trovarsi di fronte a consigli inopportuni”.

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